Thiago Motta rompe il silenzio e spara a zero: "Altro che fallimento, ecco com’è andata davvero!"

Dopo settimane di silenzi, voci, mezze verità e retroscena (spesso più fantasiosi che documentati), Thiago Motta ha finalmente deciso di dire la sua. E lo ha fatto in un’intervista al Corriere della Sera che suona come un atto d’accusa, ma anche come un messaggio di dignità. Di quelli che, nel mondo del calcio, non si sentono spesso.
«Deluso? Certamente. Ma parlare di fallimento è falso. Siamo stati fermati a un punto dal quarto posto, che era l’obiettivo dichiarato a inizio stagione», chiarisce subito Motta, che ha guidato una Juventus giovane, rivoluzionata, falcidiata dagli infortuni. Un cantiere aperto, insomma. Eppure, sottolinea, la squadra stava per centrare l’obiettivo Champions.
Ma non è tutto. Il tecnico, con toni pacati ma netti, smentisce in blocco le voci su uno spogliatoio “contro” e addirittura su fantomatici litigi con il direttore sportivo Cristiano Giuntoli: "Mai avuto alcun litigio con lui. Non ho mai sentito quella frase secondo cui si sarebbe vergognato di avermi scelto. È falso". E a chi lo accusa di non aver saputo gestire il gruppo? "Chi dice che lo spogliatoio fosse contro di me è un bugiardo. Ho avuto sempre un ottimo rapporto umano e professionale con i miei giocatori. Chi gioca meno può essere scontento, è normale. Ma hanno sempre dato tutto, anche nelle difficoltà".
Infine, la stoccata più dura: "Non accetto che si cancelli tutto con un colpo di spugna. Le critiche tecniche ci stanno, gli attacchi personali no. Sono vili, infondati, fatti nell’ombra. Questo è indecente". Un Thiago Motta che esce di scena, per ora, ma senza abbassare la testa. E, chissà, magari con qualche sassolino ancora da togliersi dalle scarpe.
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