Corapi a RBN: "Ecco il lavoro che dovrà fare Tudor con il gruppo. Koopmeiners va recuperato mentalmente"

Corapi a RBN: "Ecco il lavoro che dovrà fare Tudor con il gruppo. Koopmeiners va recuperato mentalmente"
Ieri alle 21:02Primo piano
di Daniele Petroselli

A intervenire a Radio Bianconera, durante Fuori di Juve, è stato il mental coach Sandro Corapi. Ed è tornato su quanto accaduto nelle ultime settimane in casa Juventus, dall'esonero di Thiago Motta ad oggi, con Igor Tudor in panchina. Ed è partito proprio dal lavoro che deve fare Tudor oggi per risollevare il gruppo bianconero: "Venti giorni fa ho parlato proprio sui social un post sulla crisi della Juve. Quando un allenatore perde credibilità agli occhi del gruppo, è la fine. Non scendono in campo per vincere. Tudor deve fare molto poco, perché solo il suo arrivo ha già creato una ventata di positività non differente".

E ha spiegato meglio: "Di solito succede questo, c'è un rinnovamento, si riparte tutti da zero. Per me Tudor prenderà per esempio Vlahovic e lo metterà al centro del progetto. Deve parlare con ogni giocatore per trovare la chiave motivazionale per far levare dalla mente quella ruggine e voglia di non fare che si è vista in precedenza, dovuta a una serie di avvenimenti. Quando un giocatore non vede nel mister il suo faro e punto di riferimento, lì si innescano delle situazioni mentali che cristallizzano la voglia, l'entusiasmo, l'attaccamento alla maglia".

"O Tudor fa sentire tutti leader, ed è un fattore importante, oppure se c'è qualche elemento che emerge rispetto agli altri, per esperienza ed età, si deve concentrare su questi e fare in modo che siano dei trascinatori", ha ammesso Corapi, che poi si è dedicato a Teun Koopmeiners, che sembra essere quello più in crisi in questo momento: "Di sicuro il ragazzo ha fatto un cambio di ambiente ed evidentemente non ha performato perché questo è molto importante. Se il giocatore sente la fiducia dell'ambiente, performa. Qui ha mostrato una carenza a livello caratteriale e questo è il primo passaggio su cui porre l'attenzione. Il recupero fisico è solo il 50%, serve fare un lavoro soprattutto mentale. Se non viene affiancato da un professionista che possa incidere sulle sue convinzioni, a livello mentale, difficile che gli torni il sorriso, la voglia, la grinta. Giusto che non giochi ora? In parte è corretto il pensiero che non giochi finchè non si riprende al meglio. Se sa di non poter rendere al meglio, aumenta l'ansia e così non va bene. Ma deve essere affiancato da un professionista che lo aiuti a uscire fuori da questa crisi".

Infine sul destino di Tudor, ritenuto "solo" un traghettatore, e su quanto può condizionarlo ora ha detto: "Non lo condiziona tutto questo. Ha dimostrato di avere grande autostima, se la vuole giocare naturalmente. Tutte le voci su altri allenatori non lo scalfiranno, ne sono certo. Anzi lo caricheranno. Visto cosa ha fatto per firmare questo contratto, sono sicuro che non si farà condizionare". E ha chiuso su Thiago Motta: "E' mancato di umiltà, doveva capire l'ambiente, doveva mettersi nelle condizioni di ascoltare. Forse è arrivato con troppe pretese ed è mancato in personalità".