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Locatelli sotto i ferri: i tempi di recupero per il capitano della Juve
Ora è ufficiale: Locatelli si sottoporrà ad intervento chirurgico al ginocchio, per la lesione radiale del menisco laterale del ginocchio destro. Il capitano della Juve sarà operato in giornata a Lione da Cottet, lo stesso professore francese che ha eseguito gli interventi di Bremer, Gatti e Thuram, un luminare in materia. Il metodo sarà la sutura meniscale. Per quanto riguarda i tempi di recupero, il centrocampista starà fuori per un periodo tra i 3 e i 6 mesi.
Retroscena Gatti: perché il difensore è rimasto alla Juve
La Juve ha pareggiato contro il Milan grazie al gol di Gatti nei minuti di recupero. Il difensore era sul mercato ed è stato ad un passo dall'addio. Come riporta Tuttosport, l'ex Frosinone era finito nel mirino del Napoli, ma la società di De Laurentiis non ha mai bussato concretamente alla porta dei bianconeri. Lo ha fatto invece il porto e Gatti è stato titubante rispetto alla possibilità di andate a giocare in Portogallo. Poi non si è fatto nulla. Il giocatore è rimasto alla Juve, convinto di potersi guadagnare un posto da titolare, recuperando posizioni nelle gerarchie di Spalletti.
Buon compleanno Stadium. La Juve: "15 anni della nostra casa: il posto a cui apparteniamo"
L'8 settembre di 15 anni veniva completato lo Stadium, la casa della Juve. Un impianto all'avanguardia che si è evoluto ulteriormente con il passare del tempo. Attraverso un comunicato sul suo sito ufficiale, la società torinese celebra l'evento.
15 anni della nostra casa: il posto a cui apparteniamo
"La prima volta in cui si mette piede nella propria casa è un momento impossibile da dimenticare. Un'atmosfera unica nell'aria, quel profumo di nuovo che si fonde subito con la sensazione di essere, finalmente, nel posto giusto.
Oggi la nostra casa compie quindici anni. Quindici anni in cui ogni singolo seggiolino ha custodito una speranza, ogni spalto ha fatto da eco alla nostra passione sconfinata e ogni boato ha spinto la squadra a superare ogni ostacolo.
La storia di questo luogo speciale ha vissuto i suoi primi battiti l’8 settembre 2011, quando la cerimonia d'inaugurazione e la partita celebrativa con il Notts County - con la prima vibrazione alla rete data dal gol di Luca Toni - hanno aperto ufficialmente le porte del nostro nido al mondo. Soltanto tre giorni dopo, l’11 settembre 2011, quel rettangolo verde ha ospitato la sua prima gara ufficiale delle 389 finora disputate: era la seconda giornata di Serie A e di fronte c'era il Parma. Un pomeriggio che è rimasto impresso nella memoria di tutti: il 4-1 finale aperto dalla rete di Lichtsteiner, a cui seguirono i sigilli di Pepe, Vidal e Marchisio. Una festa perfetta, con l'aggiunta del dettaglio romantico della rete avversaria firmata da Giovinco, cresciuto fin da bambino con i colori bianconeri addosso.
Da quell'11 settembre è iniziato un cammino straordinario, scandito da notti indimenticabili, trofei sollevati al cielo e strisce da record, come le 57 partite casalinghe consecutive senza sconfitte in Serie A tra il 2015 e il 2017.
Ma il valore dell'Allianz Stadium non si misura soltanto con le vittorie o con le statistiche. La nostra casa è il punto di ritrovo di generazioni di tifosi: è il luogo in cui ci si abbraccia tra sconosciuti dopo un gol all'ultimo secondo, in cui si soffre fianco a fianco e in cui si rinnova, ad ogni partita, la certezza di appartenere a una sola grande famiglia.
Celebriamo quindici anni di storia vissuta insieme. Quindici anni di gioie, sempre nel posto in cui ci sentiamo davvero a casa. E il bello è che la storia continua.
Buon compleanno alla nostra casa, buon compleanno a tutti noi".
Juve maledetti infortuni: non solo Locatelli, out anche Boga
La Juve ancora deve essere "definita" a livello tattico, ma negli ultimi giorni Spalletti è alle prese con una serie elevata di infortuni. L'emergenza è preoccupante, siamo a quota 9. L'ultima defezione riguarda Locatelli. Il capitano bianconero dovrà operarsi per una lesione radiale del menisco laterale del ginocchio destro. Tempi di recupero? Dipende dalla tipologia di intervento, almeno tre mesi di stop da mettere in conto: la decisione oggi dopo un consulto a Lione dallo stesso luminare che ha operato Bremer, Gatti e Yildiz. Allarme dunque per il centrocampo, considerando che Thuram non tornerà prima di gennaio. Al momento l'allenatore può contare su Douglas Luiz e Koopmeiners, sperando nei recuperi di McKennie e Sarr.
La Juve è in apprensione anche per Boga. L'ivoriano ha un problema al flessore e quasi sicuramente sarà costretto a fermarsi per un mese, tornerebbe disponibile dopo la sosta per le Nazionali. L'attacco, come è noto, è privo già di Yildiz, fermo per l'operazione al piede. Per la difesa, Cabal ai box per una lesione muscolare, da valutare Cambiaso, reduce da una distorsione alla caviglia. Spalletti vive un vero e proprio paradosso. A causa dei tanti infortuni, deve affidarsi a giocatori fino a qualche tempo fa sul mercato. Detto di Douglas luiz e Koopmeiners per la mediana, in attacco sta diventando fondamentale Nico Gonzalez. L'argentino sembrava destinato a tornare all'Atletico Madrid, salvo diventare importante, soprattutto dopo l'infortunio di Yildiz.
PodcastLa Juve ha bisogno di tanti Gatti e non solo per i graffi decisivi
L'esultanza di Gatti dopo il colpo di testa con cui permette alla Juve di pareggiare contro il Milan, è emblematica. Come sono significative le sue parole nel post gara. Il difensore ha fatto il bis dopo la rete che nello scorso campionato in casa della Roma, permise ai bianconeri di continuare la corsa Champions, alla fine fallita dalla squadra di Spalletti. A proposito, bisognerebbe chiedere al tecnico perché non vede (o non vedeva) l'ex Frosinone nel suo progetto. Eppure dallo scorso anno Lucio sta chiedendo giocatori di personalità, Gattone ne ha da vendere, ne servirebbero tanti come lui nella rosa bainconera. “Io non muoio mai, ho una forza dentro che mi fa andare contro tutto e tutti”. Messaggio chiaro, destinatario? Chissà.
La Juve dunque ringrazia Gatti, con le valigie pronte durante tutto il mercato: Napoli, Porto, Turchia, alla fine non si è fatto nulla. Fortunatamente. Federico è rimasto in bianconero, si giocherà le sue carte, consapevole di essere stato un esubero. Proverà a convincere Spalletti che può essere utile alla causa, magari anche dall'inizio. Gatti è in buona compagnia, nel gruppetto di chi pareva destinato a lasciare la Continassa, salvo poi risultare decisivo in queste prime tre giornate di campionato. Completano la lista Nico Gonzalez, spacca partita a Parma, con raddoppio addirittura di Koopmeiners, altro elemento che pareva destinato all'addio (suo peraltro l'assist a Gatti). Per il momento la Juve deve ringraziare gli esuberi, anche perché il nuovo non avanza. Ogni riferimento a Kolo Muani non è casuale.
Kolo Muani a secco: la Juve comincia a preoccuparsi
Nelle prime tre giornate di campionato della Juve, Kolo Muani è a quota zero. Fermo restando il discorso realizzativo, il francese si è dimostrato spesso fuori dalla manovra offensiva. Come riporta Tuttomercatoweb, la società avrebbe già qualche timore rispetto alla bontà della scelta. Spalletti nel post Milan, ha ribadito: "Resto sul carro di Kolo Muani, a fine stagione vederemo". Il tecnico toscano ha confermato che nel prossimo mathc ontro il Sassuolo, l'attaccante francese sarà titolare.
Locatelli si opera: da cosa dipendono i tempi di recupero
Brutta tegola per il centrocampo della Juventus: Manuel Locatelli si ferma a causa di una lesione radiale del menisco laterale del ginocchio destro. Il centrocampista bianconero e della nazionale si sottoporrà già nelle prossime ore a un intervento chirurgico per risolvere il problema fisico.
I tempi di recupero e la prognosi definitiva dipenderanno interamente dalla tipologia di operazione scelta dall'equipe medica in sede operatoria, ricordando che il menisco esterno è molto più "rognoso" rispetto a quello interno. Sul tavolo ci sono due opzioni principali: la meniscectomia selettiva o la sutura meniscale. La prima ipotesi, pur garantendo un rientro in campo più rapido, comporterebbe la rimozione di una porzione di tessuto con rischi a lungo termine per la stabilità articolare e la cartilagine del giocatore.
Per questo motivo, con ogni probabilità, lo staff medico opterà per la seconda strada, ovvero la sutura meniscale, finalizzata a preservare e riparare l'integrità strutturale del menisco.
Qualora venisse confermata la scelta conservativa della sutura, l'iter riabilitativo si prospetta inevitabilmente lungo e complesso. Una procedura di questo tipo richiede infatti tempi biologici rigorosi per la cicatrizzazione dei tessuti prima di poter riprendere l'attività agonistica ad alta intensità. La Juventus dovrà dunque fare a meno di uno dei suoi perni in mediana per diversi mesi (che si aggiunge a Thuram, fermo fino al 2027), con ogni probabilità fino a dicembre/gennaio, perdendo un elemento chiave in vista dei prossimi e cruciali impegni stagionali in campionato e in Europa.
Da Adzic a Licina: la Next Gen cresce e la Juventus si gode i suoi giovani
Il weekend della Juventus non ha regalato soltanto il pareggio in extremis contro il Milan. A qualche centinaio di chilometri di distanza, due giovani bianconeri hanno trovato un altro motivo per far sorridere il club: Vasilije Adzic e Adin Licina hanno lasciato il segno con le maglie di Sassuolo e Cremonese, confermando quanto possa essere importante il percorso di crescita costruito dalla Juventus attorno ai propri talenti.
Due storie diverse, due campionati diversi e due ragazzi che hanno compiuto uno step ulteriore proprio attraverso il prestito. Adzic è già dentro il calcio di Serie A, Licina sta invece affrontando la sua prima vera esperienza in Serie B. Il filo comune è la Juventus, che continua a seguirne la crescita mantenendo il controllo sul loro futuro.
Adzic, un altro lampo dopo quello con l'Inter
Per Vasilije Adzic il percorso è già passato dalla prima squadra. Il montenegrino è entrato nelle orbite della Juventus progressivamente, fino a diventare una presenza della rosa maggiore e a lasciare uno dei ricordi più belli della passata stagione: quel gol dalla distanza nel finale del 4-3 contro l'Inter, una giocata che sembrava poter rappresentare l'inizio definitivo della sua esplosione.
La continuità, però, non è arrivata immediatamente. Adzic ha avuto spazio limitato e la Juventus ha scelto di non bruciare le tappe, preferendo mandarlo al Sassuolo per permettergli di giocare con maggiore continuità e misurarsi stabilmente con la Serie A.
La risposta è stata immediata. Dopo il gol in Coppa Italia contro il Cesena e lo splendido assist di tacco per Volpato contro il Torino, ieri a Bologna è arrivata un'altra rete. Nel 2-2 del Dall'Ara, Adzic ha segnato il momentaneo 2-1 del Sassuolo, confermandosi tra i protagonisti della squadra di Aquilani. 3
Ma più dei numeri colpisce il modo in cui sta giocando. Adzic non sembra più soltanto il ragazzo di talento che deve trovare spazio: sta iniziando a mostrare personalità, fisicità e capacità di incidere dentro partite vere di Serie A.
E la Juventus continua a crederci. Il prestito al Sassuolo prevede infatti diritto di riscatto e controopzione a favore dei bianconeri: una formula che permette al giocatore di crescere lontano da Torino senza perdere il controllo sul suo futuro. 4
Licina, dalla Next Gen alla Serie B senza paura
Il percorso di Adin Licina è invece appena cominciato, ma i primi segnali sono altrettanto incoraggianti.
Il classe 2007 aveva svolto la preparazione estiva con la prima squadra di Luciano Spalletti, mettendosi in mostra nelle amichevoli. La strada più semplice sarebbe stata quella di riportarlo alla Next Gen, dove aveva già iniziato a costruire la propria esperienza nei mesi precedenti.
La Juventus ha invece scelto di alzare l'asticella. La Serie B con la Cremonese rappresenta un passaggio intermedio molto più impegnativo, ma proprio per questo potenzialmente più formativo.
Licina ha risposto senza paura. Prima il gol a Parma che ha contribuito alla qualificazione della Cremonese agli ottavi di Coppa Italia, poi la rete all'esordio in campionato contro il Padova. Ma soprattutto due gol che raccontano bene la qualità tecnica del ragazzo.
A Parma ha superato il portiere con uno scavetto di grande sensibilità. Contro il Padova, invece, ha mostrato un gesto ancora più particolare: arrivato davanti al portiere, ha utilizzato la suola per spostare il pallone e depositarlo nella porta ormai sguarnita. Una giocata da futsal, fatta con naturalezza e grande qualità.
Ma Licina non si è limitato al gol: nel 3-1 della Cremonese ha anche servito l'assist per Bonazzoli, confermando di poter incidere già in un contesto fisicamente e tatticamente più adulto. 5
Il senso della Next Gen è anche questo
È qui che il progetto Juventus Next Gen assume il suo significato più interessante. La seconda squadra non deve necessariamente essere l'ultima tappa prima della Serie A. Deve essere uno strumento per capire quale sia il momento giusto per ogni ragazzo.
Qualcuno può essere pronto per la prima squadra, come è accaduto con Yildiz. Qualcuno ha bisogno della Serie C per completare il proprio percorso. Qualcun altro, invece, arriva a un punto nel quale la Serie C non basta più e serve un confronto con un livello superiore.
Adzic e Licina rappresentano proprio quest'ultima categoria. Il primo è stato mandato direttamente in Serie A. Il secondo in Serie B. Non perché siano stati bocciati dalla Juventus, ma esattamente per il motivo opposto: perché il club vuole capire quanto possono crescere quando vengono messi davanti a una difficoltà maggiore.
La Next Gen intanto riparte con cinque punti
Anche la squadra di Massimo Brambilla ha iniziato il nuovo campionato con segnali interessanti. Dopo la vittoria per 1-0 contro il Novara, è arrivato il rocambolesco 3-3 di Carpi, con una rimonta dal doppio svantaggio e il pareggio subito soltanto nel recupero. Ieri, invece, lo 0-0 contro la Pergolettese ha portato il bottino a cinque punti nelle prime tre giornate.
Un avvio che conferma anche la necessità di valutare la Next Gen non soltanto attraverso la classifica. Il risultato resta importante, perché la Serie C è il contesto nel quale questi ragazzi devono imparare a competere, ma il vero obiettivo rimane quello di formare giocatori pronti per un livello superiore.
Da Yildiz a De Winter, passando per Huijsen e altri talenti
Il valore del progetto, del resto, non si misura soltanto attraverso chi oggi indossa la maglia della Juventus. Negli anni sono passati dalla Next Gen giocatori che hanno poi costruito carriere importanti lontano da Torino.
Dean Huijsen è arrivato fino al Real Madrid dopo il passaggio dalla Juventus. Radu Dragusin ha trovato la propria consacrazione attraverso il Genoa prima di approdare al Tottenham e ora alla Fiorentina, insieme ad un altro ex Bianconero passato dalla Next Gen, Fagioli. Koni De Winter è un altro esempio significativo: cresciuto nel sistema bianconero, oggi è dall'altra parte, al Milan, e proprio ieri ha giocato da titolare all'Allianz Stadium. Non si può dimenticare nemmeno Miretti, ceduto proprio questa estate al Besiktas. E poi c'è Yildiz, il caso che più di tutti rappresenta il risultato finale che la Juventus vorrebbe ottenere: prendere un ragazzo, farlo passare attraverso il proprio percorso di sviluppo e portarlo fino a diventare un giocatore centrale della prima squadra.
Il futuro della Juventus passa anche da qui
Per questo i gol di Adzic e Licina non sono soltanto una buona notizia per i due ragazzi. Sono una conferma del valore di un progetto che, stagione dopo stagione, sta cercando di rendere sempre più naturale il passaggio dal settore giovanile al calcio professionistico.
Adzic deve dimostrare di poter diventare un protagonista stabile in Serie A. Licina deve confermare in Serie B le qualità mostrate nei primi appuntamenti. La Next Gen deve continuare a formare altri ragazzi pronti a compiere il salto.
La Juventus, intanto, osserva.
Perché il vero successo della Next Gen non è avere una seconda squadra che vince ogni domenica. È avere, qualche anno dopo, un giocatore che torna a Torino e che può essere davvero utile alla prima squadra.
Adzic e Licina hanno appena iniziato il loro percorso. Ma il fatto che oggi siano protagonisti lontano da Torino è già una delle migliori dimostrazioni di quanto quel percorso stia funzionando.
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