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Brambilla: "Al di là del risultato la prestazione mi fa ben sperare"
Brambilla: "Al di là del risultato la prestazione mi fa ben sperare"
Seconda sconfitta consecutiva per la Juventus Next Gen, che dopo il ko contro l'Ospitaletto cede il passo anche al Cittadella in una partita nella quale i bianconeri vengono però puniti anche da inesperienza ed un pizzico di sfortuna: "Secondo me abbiamo fatto una buona gara contro una squadra forte, esperta, che lotterà per il vertice - è il commento del tecnico Massimo Brambilla - Sapevamo che, pur facendo una buona partita, si poteva perdere, perché in questo momento ci sta. Il rammarico è che abbiamo avuto quattro occasioni davvero limpide e non siamo riusciti a fare gol. In due circostanze è stato bravo il portiere del Cittadella: abbiamo avuto due volte il pallone dell'1-1 e poi anche quello per riaprire la partita. È chiaro che, se non fai gol, poi le partite le perdi. Venivamo da una sconfitta contro l'Ospitaletto nella quale avevamo fatto male. Questa è una sconfitta che chiaramente dobbiamo accettare, ma è diversa, perché ce la siamo giocata. Abbiamo cambiato sette giocatori rispetto all'altra partita e dovevamo fare di più soprattutto in fase realizzativa, perché se non fai gol è dura ottenere un risultato. Sappiamo che dobbiamo migliorare sotto tutti gli aspetti: sicuramente ci mancano un po' di esperienza e di malizia, che acquisiremo soltanto giocando. La prestazione di questa sera da parte di tutti, però, mi fa ben sperare per il futuro".
Ornella Graziani è una nuova giocatrice della Juventus Women
Ornella Graziani è una nuova giocatrice della Juventus Women
È ufficiale il passaggio di Ornella Graziani alla Juventus Women: la centrocampista francese classe 2007 arriva a titolo temporaneo dal Paris Saint-Germain, con diritto di opzione e si prepara così a iniziare una nuova esperienza in bianconero. La carriera Nata nel 2007, Graziani è uno dei giovani prospetti del calcio francese e ha completato il proprio percorso di formazione nel Paris Saint-Germain, club con il quale è cresciuta calcisticamente, prima dal 2022 nel settore giovanile e poi, dal 2024, in Prima Squadra, prima del trasferimento a Torino. Il suo arrivo alla Juventus coincide con un momento importante anche a livello internazionale: Ornella è infatti attualmente impegnata con la Nazionale francese Under 20 al Mondiale di categoria in corso in Polonia. Un profilo giovane e di prospettiva che entra dunque a far parte del progetto Juventus Women e che, terminata l'esperienza con la propria Nazionale, potrà iniziare la sua nuova avventura in bianconero.
La Juve si rialza con i nuovi, ma per scacciare i fantasmi non basta
La Juve si rialza con i nuovi, ma per scacciare i fantasmi non basta
In questi casi bisogna stabilire quali siano i meriti della Juve e i demeriti dell'avversrario. NEC oggettivamente mediocre. La squadra bianconera però aveva bisogno di una vittoria così larga per dimenticare il Sassuolo, a Spalletti serve per allontanare il fantasma di Conte. A proposito, sulla scia di quantoi detto da acrnevali lunedì, Massara nel pre gara ha ribadito: "La squadra è in eccellenti mani, il club ha totale fiducia nell'allenatore e nei giocatori". Le firme del successo sono dei nuovi, a parte Nico Gonzalez e Kolo Muani, due ritorni, primi gol stagionali per Alajbegovic, Woltemade, Celik e per lo stesso francese che si finalmente si e' sbloccato. Guai però a pensare sia tutto a posto. Anzi. Domenica contro l'Atalanta capiremo se la Vecchia Signora sarà guarita veramente. Vincere aiuta a vincere, diceva un ex allenatore bianconero, quindi bene così. Un risultato diverso sarebbe stato deleterio e avrebbe iniettato ulteriore tossine nel pianeta Juve, nella testa di Spalletti e nelle considerazioni della dirigenzaproprio sul futuro dell'ex ct.   Successo e goleada a parte, la Juve ha mostrato la compattaezza e la lucidità chieste da Spalletti prima della gara Anche quando il risultato era acquisito. Rimanere sule pezzo, sempre e comunque, un elemento fondamentale per affrontare i prossimi impegni. I giocatori hanno risposto alle sollecitazioni del loro allenatore, rispondendo così anche a chi insinuava poca sintonia tra tecnico e squadra. O meglio, la difficoltà di Lucio nel trasmettere la sua idea di calcio. Difficile si possa trovare qualcosa di negativo in una gara come quella contro il Nek. Magari resta qualche dubbio sulla forza del centrocampo, Sarr pare ancora non recuperato del tutto e comunque necessita di qualche gara per trovare feeling con i compagni. Dunque via i fantasmi alimentati dal tonfo di Reggio Emilia. Non solo Conte, peraltro assente allo Satdium, contrariamente alle voci che lo volevano in tribuna. Se non fosse arrivata la vittoria, peraltro con quelle modalità, la squadra bianconera sarebbe entrata in un tunnel pericolo. Ora bisogna resettare tutto e testa all'Atalanta, il vero esame per capire se la Vecchia Signora stia tornando sulla retta via. "Quanto accaduto contro il NEK deve diventare la regola per la Juve".  Parola di Alessandro Del Piero. 
Macerie
Macerie
Articolo coscientemente scritto prima della partita di coppa.... e vi spiego anche il perchè. FUVENTUS…Se la volessimo dire tutta e subito, vi sparerei immediatamente il ricordo che l’anno scorso ( sempre 13 Settembre….) Adzic fece perdere 4-3 l’Inter contro di noi con un gol ad una manciata di secondi dal termine, e poi loro vincerono lo scudetto. Finito di ridere, e dopo esservi asciugati le lacrime, torniamo seri. Siamo assolutamente nei guai. La partita di Sassuolo ci rende pulcini bagnati, non tanto nella misera sconfitta , quanto nel modo e nella sbalorditiva maniera tecnico tattico con cui arriva, nella maniera totalmente sprovveduta ed ingiustificata , anche dai 9 ( NOVE) assenti, su cui nessuno vuole alibi , ma che sicuramente peseranno da qui al 2027. Non si è vista nessuna responsabilità, nessuna intenzione a ribaltarla in modo costruttivo, e il mister che ci vede qualcosa di positivo e’ irriconoscibile. Un Guru che sembra avere perduto la sua magia. Da Sassuolo parti’ la  fantastica cavalcata( che ci porto’ a 25 successi di fila, trionfo inaudito, ….ma e’ inutile girarci intorno, era una altra Juve, forse la nostra, quella squadra della quale milioni di tifosi nel modo sono innamorati e pretendono di riavere. Da Sassuolo si torna con  una ennesima pagina del profondo scempio che ormai sembra non avere più fine. Il nostro Teseo non riesce più da anni ed anni a ritrovare il filo di Arianna che ci liberi dal labirinto delle mostruosità ed oscenità che continuiamo impotenti ad osservare. Di buono c’è solo la dirigenza, scrivo e risottoscrivo, migliore degli anni passati per equilibrio , competenze calcistiche e visione dei bilanci. Ma non si salva davvero nessuno altro. Sicuramente i vari Thuram, Yldiz, Locatelli ( sul quale più di un tifoso scriveva della contentezza dell’infortunio forse reputandolo la causa di tutti i mali bianconeri), Cabal ( si… ci metto anche lui), Boga, Mckennie, Ekator ( del quale non sappiamo altro che dati anagrafici essendosi visto poco e niente), Cambiaso ( perse le tracce)… non si regalano a nessuno e forse domenica avrebbero potuto fare meglio, ma qui signori  miei il tema è altro… il senso di abbandono e di mediocrità che già vi raccontavo la volta scorsa( tolte le assurdità’ viste,  che nemmeno in terza categoria …). Non si riesce a venirne fuori, impotenza , leggerezza tattica, noia calcistica apatia ed indolenza… non vi basta? Ok, aggiungo i due a centrocampo che ormai si continuano a dipingere come migliorabili e perfettibili, metronomo futuro del calcio, ma che passeggiano ( Luiz un pelino meglio dell’altro) e vagano svogliati. E’ vero che nelle partite precedenti si registrava al tabellino anche un suo gol ed assist, ma sappiamo bene ( non prendiamoci in giro) che sono più demeriti del portiere avversario a non vedere un tiro molle molle, che la bravura del giocatore. Sembra il film cartoon di molti anni fa ( SPACE JAM dei Looney tunes…) quando il talento di mostri sacri NBA venne sequestrato da alieni provenienti da altre Galassie. Tra i talenti rapiti stavolta metto anche Spalletti, che sprona un cavallo lento , stanco , che appare a folate anche malato. E poi… come per uno strano sortilegio segnano ( bontà loro) quelli che erano con la valigia e quelli fuori da liste Europa ( Zhegrova ad esempio, peccatore di supponenza passata, in Emilia autore di una doppietta che almeno avrebbe regalatoci un brodino) . Altro tema raccapricciante è la incapacità a trasformare uno schiaffo in una reazione ( ormai male cronico da Allegri in poi) e l’avere dentro un’onda lunga che ci portiamo dalla scorsa stagione; ossia avere assorbito il peggio di tutte le altre e aver dato a queste ( Roma e Como in primis) il nostro marchio di fabbrica, la voglia di vincere. Voglia appunto che sembra essersi dileguata, nella teoria filosofica di Spalletti e nella pratica , di gente che ( per carità non erano fenomeni e non sono somari adesso) si guardano come se davvero non potessero dare altro che questo. E mi rivolgo ai tifosi ( io in cima…) che devono assistere impotenti ad una tassazione di un regno che da fatato e’ divenuto tiranno, quasi sordo alle invocazioni di aiuto del popolo che ormai non riesce a vedere la Luce, e quando sembra apparire in fondo al tunnel, si spegne nuovamente. Non pretendiamo vittorie ma almeno la dignità di scendere in campo e sudare questa benedetta maglia…..La soluzione a tutto questo? Non credo ve ne sia una sola ed una soltanto, ma qui bisogna lavorare sodo, Spalletti faccia delle scelte forti, ci dica onestamente se possiamo arrivare a Maggio ( perché come ci arriveremo lo sappiamo bene) e proponga altre soluzioni al 4-2-3-1. Altri moduli , dia continuità’ a gente che sembra più tonica, tolga qualcuno dagli 11 inizali dimostrando di essere vivo, non si incarti nel gioco trito e ritrito, sperimenti insomma  qualcosa , svegli Kolo che ha atteso la Juve 2 anni e Luciano lui per 12 mesi, e ci dica che diamine di mostro ctonico siamo divenuti. La fine della partita col Milan ci ha insegnato una morale, la fine con il Sassuolo ne mostra un’altra, assurda ed inverosimile al contempo. Meno male che si torna a giocare subito, ma qui finora si assiste ad 11 scesi in campo senza essere spesso essere presenti a loro stessi. Lo scorso anno dopo Tudor, gli si diede l’alibi della preparazione non gestita da lui, e adesso? Sarò monotono e stancante ai più, ma sono convinto ( e spero di ricorrere in fallo) che qui si alleni gente che di juventinita’ non ha assolutamente nulla e che semplicemente non è gente da Juve! Vero, l’allenatore avrà i suoi demeriti ma non è giustificabile non avere cercato una punta di peso anziché una di movimento ( e nemmeno onesto sarebbe sottolineare che chi e’ partito inizi a segnare) , non avere centrocampo e ( a Sassuolo) quelle certezze in difesa volatilizzate. Macerie delle dirigenze passate , per questo mi aggrappo all’unica cosa di buono che al momento si intravede fuori dal tunnel del Minotauro, cioè Carnevali e Massara. Forse è poco, forse sarò esagerato ,forse avremo vinto o perso contro il NEC Nimega , ma non trovo di meglio da dire…che avvolgere il filo, ed uscire dal tunnel.
Pratica NEC chiusa in mezz’ora, per la Juve un buon allenamento
Pratica NEC chiusa in mezz’ora, per la Juve un buon allenamento
La Juventus bagna l'esordio nella fase a gironi di Europa League con una vittoria netta e perentoria all’Allianz Stadium, superando gli olandesi del NEC con un rotondo 5-0 che non ammette repliche. Dopo la battuta d'arresto in campionato contro il Sassuolo, la squadra di Luciano Spalletti risponde presente sul campo, trovando tre punti fondamentali per il morale e per la classifica, in vista del prossimo e più probante impegno di campionato contro l'Atalanta (domenica alle ore 18:00). Nonostante le lodi della vigilia per la filosofia offensiva della compagine olandese, la fase difensiva del NEC si è rivelata a tratti imbarazzante per certi livelli, offrendo il fianco ai continui attacchi bianconeri. La partita si sblocca già nella prima frazione grazie a un'uscita a vuoto del portiere ospite su lancio di Grabara (che ci aveva già provato prima non trovando la precisione e la collaborazione di Woltemade) che trova lesto il “solito” Nico Gonzalez, per un episodio che spiana la strada alla goleada. Poco dopo sale in cattedra il giovane Alajbegović, autore di un pregevole gol in transizione veloce su assist di McKennie. La prima frazione si chiude virtualmente con il tris firmato da Woltemade, che trasforma con freddezza un calcio di rigore concesso per un atterramento in area e generosamente lasciato battere al tedesco proprio da Nico Gonzalez, sbloccandosi così ufficialmente con la maglia della Juventus. Nella ripresa, con il risultato già ampiamente in cassaforte, Spalletti sceglie di gestire le energie inserendo forze fresche e concedendo prezioso minutaggio a chi aveva iniziato la preparazione in ritardo o era reduce da infortuni, come lo stesso Woltemade e Pape Matar Sarr. La girandola dei cambi non intacca la fluidità della manovra: prima Çelik cala il poker sfruttando un assist illuminante di Kolo Muani, poi nel finale c'è gloria anche per il francese, che entra nel vivo del gioco e firma il definitivo 5-0 sfruttando gli ampi spazi concessi dalla retroguardia avversaria. Nelle pagelle di una serata trasformatasi presto in un mero allenamento agonistico, spiccano le prove di personalità del portiere Grabara, la leadership difensiva di Gatti e il dominio a centrocampo di Douglas Luiz, abile a dettare i tempi. Promossi a pieni voti anche gli esterni e il reparto offensivo, sebbene è più che doveroso predicare calma in attesa di test ben più complessi. Ci si aspetta sicuramente di più da Sarr e Woltemade, ma è chiaro che per loro l’obiettivo sia principalmente migliorare la condizione e poi tutto il resto. McKennie un po' col fiato corto al rientro da un lungo stop, ma l'americano sarà rendersi molto utile già dalla prossima sfida. L'obiettivo primario contro il NEC era voltare pagina dopo il pessimo finale del Mapei Stadium e ritrovare certezze: la missione può dirsi compiuta, ma domenica l'esame Atalanta dirà molto di più sulle ambizioni stagionali della Vecchia Signora, che in campionato deve già rincorrere e non può perdere altro terreno.
Nico Gonzalez in zona mista: "Ho ritrovato una Juventus forte. Nello spogliatoio si combatte l'uno per l'altro"
Nico Gonzalez in zona mista: "Ho ritrovato una Juventus forte. Nello spogliatoio si combatte l'uno per l'altro"
La vittoria per 5-0 contro il NEC Nijmegen ha restituito fiducia ed entusiasmo alla Juventus, ma anche confermato la compattezza di un gruppo intenzionato a lasciarsi alle spalle la sconfitta contro il Sassuolo. In zona mista, Nico Gonzalez ha parlato dell'ambiente ritrovato al suo ritorno e del forte legame presente all'interno dello spogliatoio. Nico Gonzalez racconta la Juventus: «Un gruppo unito» Rispondendo alla domanda del direttore di Radio Bianconera, Antonio Paolino, su quale Juventus avesse ritrovato e su dove potesse arrivare la squadra, l'argentino ha trasmesso un messaggio molto chiaro sulla forza del gruppo. «Ho ritrovato una Juventus forte, un gruppo unito. Ognuno nello spogliatoio combatte e, detto in maniera molto forte, muore per l'altro». Parole particolarmente significative, che descrivono uno spogliatoio in cui i giocatori sembrano sentirsi coinvolti e pronti a sostenersi reciprocamente. Per Gonzalez, la compattezza interna rappresenta un elemento fondamentale per affrontare il lungo percorso stagionale e gli impegni europei. Il rapporto con i giovani: «È importante dare qualcosa» Nel corso del confronto con i giornalisti, Nico Gonzalez ha risposto anche a una domanda sul proprio ruolo nei confronti dei calciatori più giovani. Tra i nomi citati c'era quello di Kerim Alajbegović, protagonista della serata con il suo primo gol in bianconero. L'argentino ha confermato di sentirsi anche un possibile punto di riferimento per i ragazzi che si stanno affacciando alla prima squadra, sottolineando il valore dell'esperienza e della condivisione all'interno del gruppo. Il messaggio di Gonzalez è quello di una Juventus in cui i giocatori più esperti possono accompagnare la crescita dei giovani, mettendo a disposizione consigli, sostegno e un esempio quotidiano dentro e fuori dal campo.
Alajbegović a Sky: «Sono fiero del mio gol. Spalletti è un allenatore straordinario»
Alajbegović a Sky: «Sono fiero del mio gol. Spalletti è un allenatore straordinario»
Una serata da ricordare per Kerim Alajbegović. Il giovane talento della Juventus ha trovato la sua prima rete con la maglia bianconera, contribuendo al netto successo per 5-0 contro il NEC Nijmegen nella prima giornata di Europa League. Al termine della gara, il giocatore ha raccontato tutta la sua soddisfazione ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sul gol, sulla crescita personale e sull'importanza del lavoro di squadra. Il primo gol con la Juventus: «Sono davvero fiero» Alajbegović ha espresso grande entusiasmo per la rete realizzata e per la prestazione collettiva della squadra, capace di chiudere la partita senza subire gol. «Sono davvero fiero del mio gol e guardo avanti con la squadra. Sono contentissimo che abbiamo vinto 5-0 e di essere riuscito a contribuire a questo risultato. Abbiamo giocato molto bene e abbiamo segnato cinque gol senza subirne. Vogliamo continuare così». La crescita a Torino e i complimenti di Costacurta Durante l'intervista è arrivato anche il riconoscimento di Alessandro Costacurta, che dagli studi televisivi ha elogiato la prestazione del giovane bianconero. Alajbegović ha sottolineato come il gol sia arrivato dopo un'altra occasione sfiorata nella partita precedente, ma ha messo al primo posto il contributo offerto alla squadra. «Ci sono arrivato con questo gol, anche se la settimana scorsa ero andato molto vicino alla rete. La cosa più importante, però, è che io abbia giocato bene con la squadra e che possa mostrare le mie qualità. Sono molto orgoglioso della vittoria per 5-0. Il nostro percorso in Europa League è iniziato oggi e vogliamo portarlo avanti nel miglior modo possibile». Il successo contro il NEC come messaggio all'Europa League La vittoria con cinque gol segnati e nessuno subito rappresenta un ottimo avvio europeo per la Juventus. Alajbegović ha riconosciuto anche le qualità mostrate dagli avversari, evidenziando però la capacità dei bianconeri di imporre il proprio livello tecnico. «Il NEC è una buona squadra. Ha giocato bene e ha mostrato le proprie qualità nel possesso e nel pressing. Non è stato semplice, ma penso che noi abbiamo fatto molto bene, mettendo in mostra le nostre qualità individuali. Abbiamo giocatori di altissimo livello e siamo davvero fieri di aver vinto 5-0». La fiducia di Spalletti: «È un allenatore straordinario» In chiusura, il giovane calciatore ha parlato del proprio percorso nelle ultime settimane e del rapporto con Luciano Spalletti. Alajbegović ha ringraziato il tecnico per la fiducia ricevuta, considerandola un elemento fondamentale per continuare a crescere. «Sono molto felice del tempo che ho avuto in campo e devo ringraziare il mio allenatore, perché è davvero straordinario ed è una bravissima persona. Mi ha dato fiducia ed è davvero importantissimo per noi vincere e continuare a vincere. Dobbiamo guardare avanti e fare del nostro meglio». Il primo gol europeo rappresenta così un ulteriore passo nel percorso di crescita di Alajbegović, che punta a ritagliarsi sempre più spazio nella Juventus di Spalletti.
Woltemade a Sky: «Il gol mi aiuterà a prendere fiducia. Sono molto contento»
Woltemade a Sky: «Il gol mi aiuterà a prendere fiducia. Sono molto contento»
La serata dell'Allianz Stadium si è conclusa nel migliore dei modi per Nick Woltemade. L'attaccante tedesco ha realizzato il suo primo gol con la maglia della Juventus, trasformando il calcio di rigore e contribuendo al successo contro il NEC Nijmegen. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il centravanti ha espresso tutta la sua soddisfazione per la prestazione e per il risultato ottenuto. Il primo gol con la Juventus «Sono davvero felice, ovviamente, soprattutto per il buon risultato. Vincere in casa è sempre positivo. Nessuna partita di calcio è semplice, ma penso che abbiamo fatto piuttosto bene. Sapevamo che sarebbe stata una partita dura e credo che abbiamo disputato una buona gara. Sono molto contento di aver segnato il mio primo gol: nel complesso è stata una bella serata per tutti». Il gol rappresenta un passaggio importante per un attaccante che ha bisogno di trovare continuità e fiducia, soprattutto durante le prime settimane in un nuovo campionato. Woltemade ha ringraziato anche il compagno di squadra che gli ha lasciato la possibilità di calciare il rigore. «Puoi giocare bene quanto vuoi, ma per un attaccante il gol è sempre qualcosa di importante. Questo mi aiuterà ad ambientarmi e a prendere fiducia in me stesso. Sono molto contento e ringrazio il mio compagno di squadra che mi ha lasciato tirare il rigore». L'ambientamento in Italia: «Ogni settimana imparo qualcosa di nuovo» Arrivato a Torino da poche settimane, il centravanti tedesco sta ancora affrontando una fase di adattamento, sia dal punto di vista calcistico sia nella vita quotidiana. La nuova lingua, il trasferimento e le differenze rispetto al calcio tedesco rappresentano elementi con cui confrontarsi giorno dopo giorno. «Per me è tutto molto nuovo. Sono in un nuovo Paese, con una nuova lingua, e non parlo ancora italiano. Devo ancora trovare un appartamento e per ora sono in hotel. Ogni settimana imparo qualcosa di nuovo. Non sono ancora contento di come sto giocando: voglio continuare a migliorare e penso di poter aiutare la squadra». La convocazione con la Germania In chiusura, Woltemade ha parlato anche della convocazione con la nazionale tedesca, sottolineando l'emozione di poter tornare a vestire la maglia della Germania. L'attaccante, però, mantiene la concentrazione sul prossimo impegno con la Juventus prima di pensare agli appuntamenti internazionali. «Sono ovviamente molto contento. Giocare per la Germania è sempre bello: è una grande nazione, con tanti giocatori forti. Sono molto felice ed entusiasta di rivedere anche tutti gli altri. Prima, però, c'è una partita importante domenica. Dopo penserò alla nazionale».
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