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Pazza idea Bologna: Koopmeiners nell'affare Lucumi
Tra Bologna e Juventus sta prendendo forma una suggestione di mercato che intreccia il futuro di Jhon Lucumí e Teun Koopmeiners.
Per sbloccare lo stallo sulla valutazione del centrale colombiano, per il quale la Juve offre 20 milioni contro i 25 richiesti, il club emiliano ha proposto una soluzione articolata: abbassare le pretese a 23 milioni a patto di ottenere in prestito il centrocampista olandese, chiedendo ai bianconeri di coprire la metà del suo ingaggio da 4,5 milioni netti. Un'operazione ideata da Giovanni Sartori che ricalca la struttura già vista nell'affare Castro-Dovbyk con la Roma.
Se da un lato il Bologna scommette sul rilancio di Koopmeiners puntando sul feeling con Sartori, che già lo portò all'Atalanta, la Juventus frena.
Dopo l'investimento da oltre 60 milioni sostenuto due anni fa, la priorità della dirigenza torinese resta la cessione a titolo definitivo attorno ai 35 milioni, con lo sguardo rivolto al mercato di Premier League per evitare minusvalenze. Resta ora da capire se la proposta si trasformerà in una trattativa concreta o se rimarrà soltanto un'idea di fine estate, legata anche al gradimento finale dello stesso calciatore.
Accadde oggi – 8 agosto 2015: Mandzukic e Dybala, un debutto da campioni con la Juventus
L'8 agosto 2015, a Shanghai, la Juventus conquistava la settima Supercoppa Italiana, superando la Lazio per 2-0. Una vittoria importante, ma che oggi assume un significato ancora più particolare per un motivo preciso: quella partita rappresentò la prima gara ufficiale in maglia bianconera di Mario Mandzukic e Paulo Dybala.
E non fu un semplice debutto.
Furono proprio i due nuovi acquisti a decidere la partita, mettendo immediatamente la loro firma sul primo trofeo della stagione. Al 69' Mandzukic sbloccò il risultato con il suo marchio di fabbrica: un imperioso colpo di testa su cross di Stefano Sturaro. Quattro minuti più tardi arrivò anche la prima rete juventina di Dybala, con un preciso sinistro che chiuse definitivamente la contesa.
Una coincidenza che, col senno di poi, assume un valore enorme.
Quel giorno, infatti, iniziava ufficialmente l'avventura juventina di due attaccanti che avrebbero lasciato un segno profondo nella storia recente del club. Dybala sarebbe diventato uno dei volti simbolo della Juventus degli anni successivi, mentre Mandzukic sarebbe entrato nel cuore dei tifosi per la sua forza, la sua generosità e la capacità di sacrificarsi per la squadra.
Quella Supercoppa fu soltanto l'inizio. Nella stagione 2015/16 i due contribuirono insieme alla straordinaria annata della Juventus, culminata con la conquista dello Scudetto e della Coppa Italia.
E così, riguardando oggi quella fotografia di Shanghai, viene quasi naturale pensare a quanto fosse difficile immaginare, in quel momento, tutto ciò che sarebbe venuto dopo.
Due nuovi acquisti. Due gol. Un trofeo.
Mandzukic e Dybala si presentarono così alla Juventus. E non avrebbero potuto farlo in modo migliore.
L'attesa snervante di Atubolu e il rischio beffa. La Juve c'è...
Chi cerca una nuova squadra tra i pali sta vivendo settimane particolarmente complesse. Il calciomercato estivo sta dimostrando come il settore dei portieri sia attualmente bloccato, e il caso di Noah Atubolu ne è l'esempio perfetto. La giovane promessa del Friburgo e della nazionale tedesca si ritrova a svolgere il ritiro da solo, a un anno dalla scadenza del contratto, dopo aver espresso la volontà di fare il salto in un grande club europeo, con la Juve che è stata accostata più volte al gigante di origini nigeriane. Ad oggi, la mancanza di reali accelerate rischia di relegarlo ai margini della rosa, col pericolo concreto di rimanere con il cerino in mano.
La posizione di Atubolu appare frutto di una chiara ed errata valutazione strategica da parte del suo entourage. Assistito dall'agenzia Epic Sports guidata dal noto procuratore Ali Barat (premiato da Tuttosport come "Best Agent 2025"), il calciatore ha sottovalutato le dinamiche di una nicchia di mercato ristretta come quella dei portieri. Rifiutate le opzioni di seconda fascia in Inghilterra come Hull City e Coventry City, il portiere ventiquattrenne corre il rischio effettivo di trascorrere una stagione ai margini del progetto, compromettendo le proprie chance di inserimento nelle gerarchie della nazionale guidata da Jürgen Klopp.
E la Juve? La sensazione è che, in un mercato così bloccato dalle sue stesse dinamiche e con la Premier per ora ferma, perdere un'opportunità simile con l'emergenza in atto potrebbe essere davvero un peccato. Anche perché per età, prospettive e rendimento recente, Atubolu — senza l'attuale condizione di separato in casa — sarebbe un profilo off-limits per le casse bianconere. Massara lo stima: è la tipologia di calciatore che piace al neo DS bianconero.
Sarà lui il colpo a sorpresa per la porta? Non resta che attendere le prossime ore, l'epilogo sembra vicino.
Difesa Juve: l'inizio azione è da incubo. Lucumi basta?
È calcio d'agosto. Premessa doverosa, quasi necessaria: qualsiasi analisi o considerazione deve tenerne conto.Usate le doverose pinze, però, ci sono spunti che esulano dal risultato, che non dipendono esclusivamente dalle gambe appesantite o dagli effetti del jet-lag.
Chi conosce i difetti cronici di questa squadra, infatti, non può non aver notato per l'ennesima volta le difficoltà sistemiche palesate nella famigerata prima costruzione.
Che sia tramite la conduzione o che passi da passaggi taglia-linea, nel calcio odierno l’intraprendenza di coloro che compongono la prima linea risulta assolutamente fondamentale. Abbiamo ancora tutti negli occhi le immagini di un Luciano Spalletti sconsolato in panchina mentre cerca di incentivare ora Bremer, ora Kelly, a guardare in avanti. La poca fluidità, il poco coraggio e la mancanza di iniziativa hanno spesso costretto Locatelli ad abbassarsi tra i due, svuotando un centrocampo già di per sé in difficoltà e spesso in inferiorità numerica.
Il corteggiamento sempre più serrato a Lucumí, centrale colombiano del Bologna, e il forte interessamento per Stones — poi approdato proprio ai nerazzurri — sono tentativi concreti di ovviare al problema. Ma l’eventuale arrivo del mancino di Cali sarebbe sufficiente? O serve altro? L'impressione è che molto dipenderà da Gleison Bremer, che al di là delle difficoltà fisiche, dovute ai noti infortuni, sembra non riuscire a fare un salto di qualità definitivo in fase di possesso. Passaggi orizzontali, o peggio, all'indietro. Trasmissione palla lenta. Spalletti dovrà lavorare molto tecnicamente sul centrale brasiliano, perchè affiancargli un compagno di reparto più abile in questo fondamentale potrebbe mascherarne i limiti, ma non risolverebbe il problema.
Suzuki e l'intrigo PSG: colpo di scena?
Continua a circolare con una certa insistenza il nome di Zion Suzuki, ormai da settimane protagonista delle cronache del calciomercato internazionale. In queste ore, infatti, diverse fonti e insider di settore stanno offrendo versioni diverse in merito alla possibilità che l'approdo del portiere giapponese al PSG possa concretizzarsi.
Anche dalla Francia, peraltro, la stessa Equipe ha parlato di un passo indietro dello stesso giocatore rispetto alla possibilità di andare a Parigi per fare la riserva al russo Safonov. Il mistero, dunque, si infittisce, e l'ennesima prestazione deludente di Di Gregorio potrebbe aprire nuovi scenari, inducendo la Juventus a partecipare ad un'asta che avrebbe voluto sicuramente evitare.
L'ultima offerta presentata dai francesi, al Parma, sarebbe di 35 milioni di Euro, bonus compresi, ma pare che gli emiliani non abbiano ancora dato il via libera. La dirigenza bianconera avrà davvero la forza di battagliare con i parigini provando a far leva sulla volontà del calciatore di scegliere Torino per andare a fare il titolare?
La sensazione è che dopo oggi, l'emergenza sia da bollino rosso. Gli appelli sono terminati e la questione portiere potrebbe davvero essere a poche ore dalla soluzione.
Spalletti: "Kolo Muani e Alajbegovic sono due giocatori forti, ma dobbiamo trovare equilibri e diventare squadra"
Nell'immediato post partita di Juventus-Inter, Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per commentare la sconfitta per 2-1 subita dalla sua squadra:
Kolo Muani e Alajbegovic - "Io li valuto bene, li ho guardati attentamente e li conosco bene. Alajbegovic era già seguito precedentemente da Massara quindi sono cose che ci fanno restare tranquilli. Poi devono raggiungere la condizione, perché sono arrivati da poco. Sono calciatori forti perchè hanno un buon livello, poi bisogna vedere come diventiamo squadra e come troviamo gli equilibri. Stasera l’Inter ha fatto vedere di essere più squadra di noi e quello è un lavoro che dobbiamo fare. Dobbiamo fare passi avanti".
La prestazione - "Nel primo tempo non siamo mai riusciti ad agganciare la squadra avversaria quando siamo andati a pressare, siamo stati un po’ titubanti a uscire sul centrocampista e quindi l’Inter ha fatto meglio di noi. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, ma ormai c’erano delle differenze in campo dovute alle tante sostituzioni. Sul finale abbiamo fatto qualcosa in più, avremmo anche potuto pareggiare. Ma in effetti nel primo tempo è mancato qualcosa per fronteggiare la loro esperienza".
Di Gregorio - "Mi sembra che Di Gregorio sia stato bravo nel fare 2-3 interventi su tiri da fuori difficilissimi, poi forse il secondo gol si poteva parare, ma sono cose che possono capitare, anche perché il tiro era da posizione ravvicinata. Noi stiamo cercando di puntellare la squadra rispetto a quelle che sono le nostre idee".
Cuadrado: "Non me ne sarei andato dalla Juve, l'Inter non è un tradimento"
Juan Cuadrado, svincolato dopo la sua ultima esperienza in Serie A con la maglia del Pisa è alla ricerca di una squadra con la quale proseguire la carriera. L'esterno, dopo aver vestito la maglia della Juventus, con la quale si è tolto le migliori soddisfazioni del suo percorso nel calcio, si è trasferito all' all'Atalanta e in Toscana, dove era già stato ai tempi della Fiorentina. Il colombiano, nonostante siano passati diversi anni, è tornato a parlare del suo passato ai bianconeri parlando ai microfoni di Dsports, cercando di riconquistarsi la stima e il rispetto dei tifosi juventini. Il classe 1988 ha detto: "Sono stato capitano della Juventus e ho fatto la storia della società con oltre 300 partite, un traguardo che nemmeno alcuni giocatori italiani hanno raggiunto. Lo vedo ancora oggi e per me è motivo di orgoglio. Dopo otto anni mi sono ritrovato svincolato e costretto a fare delle scelte e molti tifosi hanno considerato un tradimento il mio passaggio all’Inter. Ma quando sei senza lavoro devi cercare altre opzioni e devi mettere da parte la fede e il tuo passato. Dall'esterno sembra facile, ma non lo è affatto, specie se ne dipende il tuo futuro e la tua vita. Io non volevo andarmene, inizizalmente mi avevano offerto un rinnovo ma poi non hanno mantenuto le promesse, sono rimasto molto deluso".
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23 ago 2026 18:30
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