Primo Piano
Tutte le news sulla Juventus
Next Gen, è tempo di reagire: Merola e i giovani talenti per cambiare passo
Una vittoria, due pareggi e tre sconfitte. Dopo sei giornate di Serie C, la Juventus Next Gen ha raccolto appena cinque punti e si trova al sedicesimo posto del Girone A. Un avvio al di sotto delle aspettative per una squadra che punta a competere almeno per un posto nei play-off, ma che nelle ultime tre partite ha mostrato difficoltà evidenti: zero gol segnati contro Ospitaletto e Cittadella, poi tre reti realizzate e cinque subite contro l'AlbinoLeffe.
I tredici gol incassati rappresentano il dato più preoccupante, soprattutto perché arrivano insieme a errori individuali e a una gestione non sempre adeguata dei momenti della partita. Mister Brambilla ha parlato di leggerezza, poca applicazione e della necessità di considerare ogni pallone come il più importante del match. Parole che descrivono una squadra con qualità, ma ancora troppo fragile nella gestione degli episodi.
Merola deve diventare un riferimento offensivo
Tra i giocatori dai quali la Juventus Next Gen si aspetta qualcosa in più c'è Merola. Nell'ultima partita contro l'AlbinoLeffe è entrato dalla panchina e Brambilla ha riconosciuto il contributo offerto dal giocatore, sottolineando però che tutti devono fare di più per trovare il gol.
Merola deve provare a trasformarsi in un riferimento più continuo per l'attacco. Non soltanto una soluzione da utilizzare a partita in corso, ma un giocatore capace di incidere con personalità, cercare la conclusione e assumersi maggiori responsabilità negli ultimi metri.
La Next Gen ha bisogno di maggiore concretezza offensiva e il suo rendimento può rappresentare uno degli elementi utili per cambiare passo. Merola deve fare lo switch mentale e trasformare il proprio potenziale in continuità e incisività.
Destiny Elimoghale, il talento più giovane da accompagnare nella crescita
Un altro nome da osservare con attenzione è quello di Destiny Elimoghale, attaccante classe 2009. Il giovane talento è stato impiegato nell'ultima gara contro l'AlbinoLeffe, entrando al 66° minuto, e rappresenta uno dei profili sui quali la Juventus può costruire il futuro.
Non è corretto chiedergli subito di risolvere i problemi della squadra. La sua età impone pazienza, ma anche la capacità di inserirlo progressivamente e di offrirgli occasioni per confrontarsi con un calcio più fisico e competitivo.
Se riuscirà a crescere nella personalità, nella continuità e nella capacità di incidere, Elimoghale potrebbe diventare una risorsa importante per la Next Gen. Il salto di qualità, però, dovrà arrivare gradualmente, attraverso il lavoro e le esperienze sul campo.
Oboavwoduo e Owusu: il problema della continuità
La Juventus dispone anche di giocatori come Oboavwoduo e Owusu, due elementi che hanno avuto modo di confrontarsi con la prima squadra. Il loro coinvolgimento nelle dinamiche della Juventus di Spalletti può rappresentare un'opportunità di crescita, ma allo stesso tempo rende più complessa la continuità con la Next Gen.
Brambilla ha spiegato quanto sia difficile per alcuni ragazzi allenarsi con la prima squadra, tornare in Under 23 e ritrovarsi magari a giocare in una posizione differente. Non è una giustificazione per gli errori, ma un aspetto che deve essere gestito con attenzione.
Quando disponibili, Oboavwoduo e Owusu devono riuscire a dare maggiore intensità, qualità e personalità. La Next Gen ha bisogno che i suoi giocatori più interessanti non si limitino a mostrare qualche sprazzo, ma riescano a diventare protagonisti con maggiore continuità.
Licina alla Cremonese: una perdita per la Next Gen, un'opportunità per il ragazzo
Tra i cambiamenti che hanno inciso sulla rosa c'è anche la partenza di Licina, trasferitosi in prestito alla Cremonese. Il giocatore avrebbe potuto rappresentare un elemento capace di aumentare la qualità della Next Gen e contribuire alla corsa verso i play-off.
La sua esperienza in Serie B, però, sta procedendo positivamente e può essere una scelta importante per la crescita individuale. Dal punto di vista della Juventus Next Gen, la sua assenza priva la squadra di una risorsa interessante; per il ragazzo, invece, il confronto con un campionato superiore può offrire stimoli e responsabilità differenti.
È una situazione nella quale gli interessi della crescita del giocatore e quelli immediati della squadra non coincidono necessariamente. La Juventus dovrà quindi trovare all'interno della rosa le soluzioni per compensare questa partenza.
La classifica impone una reazione immediata
Con cinque punti dopo sei giornate, la Juventus Next Gen ha ancora tempo per recuperare terreno, ma non può permettersi di prolungare questo momento negativo. Le prossime partite contro Desenzano, Lumezzane, Arzignano e Renate saranno importanti per capire se la squadra riuscirà a ritrovare equilibrio e continuità.
Il Girone A di Serie C richiede applicazione, concentrazione e personalità. La qualità dei singoli può fare la differenza, ma soltanto se accompagnata da una gestione più attenta degli episodi e da una maggiore solidità difensiva.
La Next Gen ha bisogno del salto di qualità dei suoi talenti
La Juventus Next Gen non deve cercare un unico responsabile per questo avvio complicato. Deve invece ritrovare un'identità collettiva e chiedere ai suoi giocatori più talentuosi di assumersi maggiori responsabilità.
Merola, Destiny Elimoghale, Oboavwoduo e Owusu possono offrire soluzioni e prospettive differenti, mentre Licina rappresenta una risorsa che sta crescendo altrove, in Serie B. Il loro percorso sarà importante, ma la squadra ha bisogno di risposte già nel presente.
Le parole di Brambilla sulla leggerezza devono diventare un punto di partenza. La Next Gen ha le qualità per reagire, ma deve farlo rapidamente, prima che la distanza dalla zona play-off diventi troppo difficile da colmare.
21 settembre 2016, Juventus-Cagliari 4-0: Rugani, Higuain e Dani Alves, una Juve dominante
Accadde oggi, 21 settembre 2016. La Juventus supera il Cagliari con un netto 4-0 allo Stadium, nella quinta giornata del campionato di Serie A 2016-2017.
Una Juve dominante fin dal primo tempo
La squadra di Massimiliano Allegri sblocca il risultato al 14' con Daniele Rugani, prima del raddoppio firmato da Gonzalo Higuain al 33'. Sei minuti più tardi arriva anche il 3-0, realizzato da Dani Alves, che permette ai bianconeri di chiudere la prima frazione con un vantaggio già rassicurante.
Nella ripresa la Juventus amministra la partita senza particolari difficoltà e trova il definitivo 4-0 all'84', grazie a un'autorete di Ceppitelli. Una prestazione convincente, con la formazione bianconera capace di imporre il proprio ritmo dall'inizio alla fine.
Un'altra tappa verso il sesto Scudetto consecutivo
Il successo contro il Cagliari conferma la forza della Juventus di Allegri, protagonista di una stagione straordinaria. Al termine del campionato arriverà il sesto Scudetto consecutivo, insieme alla terza Coppa Italia di fila e alla finale di Champions League raggiunta a Cardiff.
Juventus-Atalanta 2-0, analisi tattica: la duttilità è la nuova forza di Spalletti
La Juventus saluta il campionato prima della sosta con una vittoria pesante e soprattutto con sensazioni finalmente positive. Il 2-0 sull'Atalanta conferma quanto di buono si era intravisto pochi giorni prima contro il NEC in Europa League e permette ai bianconeri di affrontare la pausa con maggiore serenità, a tre punti dal terzetto di testa composto da Lazio, Inter e Roma.
Più del risultato, però, è il modo in cui è arrivato a offrire spunti interessanti. Spalletti sta cercando di dare una fisionomia alla squadra attraverso gli equilibri tattici, ma anche sfruttando una caratteristica che può diventare decisiva in una rosa condizionata dai numerosi infortuni: la duttilità dei suoi giocatori. La Juventus non è ancora un progetto completato, ma contro l'Atalanta ha mostrato di poter cambiare pelle durante la partita senza perdere la propria identità.
Dal 3-4-2-1 al 4-4-1-1: Spalletti cambia ancora durante la partita
La Juventus è partita con il 3-4-2-1 già visto contro il NEC, affidandosi a una linea difensiva composta da tre centrali e a Nico Gonzalez schierato inizialmente come quinto sulla destra. Una soluzione che ha permesso di aggiungere un difensore centrale, ma anche di sfruttare la mobilità di alcuni interpreti, chiamati a svolgere compiti differenti durante le varie fasi del gioco.
Con il passare dei minuti e dopo il gol del vantaggio, Spalletti ha però cercato un equilibrio diverso. La squadra si è progressivamente disposta con una linea a quattro, riconducibile a un 4-4-1-1, ma interpretabile anche come un 4-2-3-1 o un 4-5-1 in base alla posizione degli uomini.
Nico Gonzalez si è spostato alle spalle della punta, mentre la Juventus ha cercato di trovare maggiore ordine attraverso due linee più riconoscibili. L'ingresso di Pape Sarr ha aggiunto sostanza al centrocampo, offrendo una soluzione diversa rispetto a un assetto più offensivo.
Non si è trattato semplicemente di cambiare modulo sulla lavagna, ma di adattare la struttura alle esigenze della partita. È proprio questa capacità di modificare la disposizione senza perdere compattezza che può diventare uno degli elementi più importanti del lavoro di Spalletti.
Nico Gonzalez e McKennie: la duttilità come arma tattica
Uno dei concetti sui quali Spalletti insiste maggiormente riguarda la capacità dei giocatori di scegliere la soluzione giusta all'interno della partita. Gli schemi sono importanti, ma non possono prevedere ogni situazione: servono calciatori capaci di leggere i movimenti dei compagni, riconoscere gli spazi e occupare zone differenti da quelle di partenza.
In questo senso, Nico Gonzalez rappresenta un'arma preziosa. L'argentino ha iniziato la gara come quinto a destra, un ruolo già ricoperto in passato, ma nel corso della partita ha potuto avvicinarsi alla punta, muoversi tra le linee e alternarsi con i compagni offensivi.
Quando Kolo Muani si allargava, Nico poteva accentrarsi; quando la situazione lo richiedeva, era invece in grado di abbassarsi e contribuire alla fase di non possesso. Questa varietà di movimenti rende più difficile per gli avversari mantenere riferimenti fissi e leggere in anticipo lo sviluppo dell'azione.
Il discorso richiama inevitabilmente anche Weston McKennie, uno dei giocatori più duttili della Juventus nelle ultime stagioni. L'americano ha dimostrato di poter giocare da trequartista, centrocampista centrale, esterno e, in determinate circostanze, anche terzino. Non è soltanto una questione di ricoprire più ruoli, ma di saperli interpretare con intelligenza e disponibilità.
In una squadra che deve fare i conti con tante assenze, avere più giocatori capaci di adattarsi può fare una differenza significativa.
Kolo Muani, non solo attaccante: corsa, sacrificio e imprevedibilità
Un altro esempio di questa duttilità è Randal Kolo Muani. Il francese può agire da centravanti, anche se in alcune situazioni sembra esprimersi meglio quando ha la possibilità di partire largo e attaccare gli spazi con la sua velocità.
Contro l'Atalanta non ha trovato il gol, ma la sua prestazione è stata estremamente positiva. Ha lavorato per la squadra, ha dato profondità alla manovra e ha contribuito anche in fase difensiva, arrivando persino a salvare un gol sulla linea. Un intervento che racconta bene lo spirito con cui ha affrontato la partita.
La sua utilità non si misura soltanto nelle reti segnate. Kolo Muani può allargare il gioco, attaccare la profondità e creare spazi per gli inserimenti dei compagni. Quando trova campo davanti a sé, la sua progressione può diventare un problema per qualsiasi difesa.
La Juventus ha bisogno anche di questo tipo di giocatori: elementi capaci di offrire soluzioni diverse e di mettere le proprie caratteristiche al servizio delle necessità collettive.
Celik a sinistra e Sarr: altre risorse per una rosa ridotta
La duttilità non riguarda soltanto Gonzalez, McKennie e Kolo Muani. Anche Celik sta dimostrando di poter giocare sulla fascia sinistra con una naturalezza sempre maggiore, pur partendo da una posizione che lo porta a giocare a piede invertito. La sua duttilità e la facilità di corsa lo rendono prezioso sia in fase di possesso che di non possesso e sembra essere diventato imprescindibile nell'undici di Spalletti.
Positivo anche l'impatto di Pape Sarr, entrato nella ripresa con personalità e subito capace di cercare la verticalizzazione. Alcuni suoi filtranti hanno mostrato qualità e coraggio, caratteristiche che possono tornare utili a una squadra chiamata a trovare maggiore dinamismo nella zona centrale.
Spalletti sta quindi provando a valorizzare le caratteristiche dei giocatori a disposizione, senza costringerli necessariamente a rimanere confinati in una sola posizione.
La difesa a tre ha dato solidità, ma il lavoro non è terminato
Il passaggio alla difesa a tre ha offerto risposte incoraggianti anche contro l'Atalanta. La presenza di tre centrali ha permesso alla squadra di difendere con maggiore densità e di gestire alcune situazioni con più sicurezza, mentre la possibilità di abbassare gli esterni ha consentito di creare una linea a cinque quando necessario.
In questo contesto, Lucumí ha confermato segnali di crescita. Il difensore sembra giocare con maggiore personalità e sicurezza, contribuendo a dare ordine alla linea arretrata. Anche Bremer, che ha indossato la fascia da capitano, rappresenta un riferimento importante per il reparto e per l'intero gruppo.
La vittoria contro l'Atalanta non significa che tutti i problemi siano stati risolti. La Juventus deve ancora migliorare nella costruzione, nella gestione dei momenti della partita e nella continuità del proprio atteggiamento. Tuttavia, la difesa a tre può diventare una soluzione concreta all'interno di un sistema più flessibile, da utilizzare in base all'avversario e alle esigenze del momento.
La personalità dei singoli per far crescere tutto il gruppo
Il passo successivo riguarda un aspetto che va oltre la tattica: la personalità. Spalletti ha bisogno di giocatori capaci non soltanto di interpretare correttamente una posizione, ma anche di assumersi responsabilità quando la partita diventa complicata.
Nico Gonzalez, Lucumí, Vicario e Bremer possono rappresentare riferimenti importanti in questo percorso. Ognuno con caratteristiche differenti, ma tutti potenzialmente in grado di trasmettere sicurezza, attenzione e convinzione ai compagni.
La Juventus deve imparare a mantenere lo stesso atteggiamento anche quando le cose non vanno secondo i piani. La grinta e la voglia di aggredire il campo mostrate nelle partite vinte devono emergere anche quando la squadra è in difficoltà, quando si trova sotto nel punteggio o quando è necessario rimontare.
In quei momenti servono qualità tecniche e tattiche, ma anche mentalità, cattiveria agonistica e predisposizione al sacrificio. Sono componenti che non si possono improvvisare e che devono diventare parte integrante dell'identità della squadra.
La Juventus di Spalletti è ancora un cantiere, ma la direzione sembra quella giusta
La vittoria contro l'Atalanta conferma le buone sensazioni emerse contro il NEC e permette alla Juventus di arrivare alla sosta con maggiore fiducia. Il risultato è importante, ma lo sono anche le risposte arrivate dalla capacità di cambiare modulo, sfruttare la duttilità degli uomini e trovare soluzioni differenti durante la gara.
Spalletti sta cercando di costruire una squadra che non dipenda esclusivamente da un sistema rigido, ma che sappia adattarsi alle circostanze attraverso la lettura dei giocatori. La possibilità di passare dal 3-4-2-1 a una struttura più vicina al 4-4-1-1 dimostra che il lavoro è orientato verso una maggiore flessibilità.
La strada è ancora lunga e gli infortuni continuano a restringere le alternative, ma proprio per questo la valorizzazione dei giocatori duttili può diventare fondamentale. La Juventus ha bisogno di certezze tattiche, ma anche di calciatori capaci di interpretare il calcio con intelligenza e personalità.
Il vero salto di qualità arriverà quando questa squadra riuscirà a mettere in campo le stesse convinzioni anche nei momenti più difficili. La duttilità può essere la base per crescere, ma sarà la capacità di soffrire, reagire e scegliere con coraggio a trasformare questa Juventus in una squadra realmente competitiva.
PodcastFratini a RBN: “Icardi sarebbe perfetto per questa Juve. Zhegrova? Deve giocare”
A Radio Bianconera, durante Fuori di Juve, il talent scout e intermediario di mercato Michele Fratini ha rilasciato alcune dichiarazioni. Questo il suo punto sulla questione centravanti in casa Juventus: "Spalletti con Icardi ha avuto un trascorso negativo, sappiamo cosa è successo all'Inter. Icardi è svincolato ma è già un mese e mezzo che non ha trovato squadra, però è il giocatore perfetto per questa Juve. Magari potrebbe prenderlo scontato alla fine. Sarebbe perfetto. E' l'uomo dalle reti pesanti. Non se ne parla, però magari sotto traccia...".
Su Spalletti invece: "Zhegrova a mio avviso deve giocare. I 20' sono rodaggio, è uno che ha qualità, salta l'uomo, finalizza, ha tante qualità che pochi hanno. Deve giocare, perché gli manca solo la tenuta gara. Facciamolo giocare però". Mentre su Alajbegovic: "Può diventare con la continuità un punto di riferimento. Il giocatore che veramente manca in questa fase è Yildiz, più degli altri. Perché è il talento vero della squadra. In quel ruolo credo che in Italia e in Europa sia un prospetto fantastico. Montella ne ha visti di campioni, quando ne parla dice che è una rarità. E qualcosa vorrà dire. Lui è metà Juve".
Next Gen, cinque gare consecutive senza vittorie non si vedevano dall’era Montero
Nella serata di ieri la Juventus Next Gen ha fatto registrare un nuova sconfitta in campionato al termine di un match spettacolare, terminato 3-5 in favore dell'AlbinoLeffe. Una nuova beffa per la squadra guidata da Brambilla, che ha incassato così il terzo ko consecutivo e più in generale la quinta gara di fila senza vittorie.
Un dato che riporta esattamente a due anni fa, quando a prendere le redini della squadra fu Montero. In quel caso l'uruguaiano venne sollevato dall'incarico proprio per lasciar di nuovo spazio a Brambilla, che interruppe una striscia di 14 giornate senza successi.
La classifica ad ora vede i bianconeri in zona play-out con 5 punti in 6 giornate, anche se a dirla tutta è stato un po' di cinismo a mancare piuttosto che le prestazioni, sempre all'altezza, anche contro l'AlbinoLeffe.
Marocchi: “Con l’Atalanta una buonissima Juve. Kolo Muani si è esaltato”
L'ex calciatore e tuttora giornalista di Sky Sport Giancarlo Marocchi ha espresso alcuni pensieri sulla Juventus nelle scorse ore. Queste le sue parole riprese da TuttoJuve:
"Sul carro del francese fino a ieri c'erano soltanto Kolo Muani e Spalletti, adesso magari qualcuno prova a risalire. La Juve nel primo tempo non mi è piaciuta, è migliorata con l'uscita di Alajbegovic, giocando un ottimo secondo tempo e trovando un equilibrio in cui si è esaltato Kolo Muani. Ha fatto il centravanti, ha provato a tirare è venuto a raccordare e controllare bene la palla. Cose mai viste in questo inizio campionato. È stata una buonissima Juve contro un'Atalanta ancora in fase di costruzione. Modulo? Quando hai Kalulu e Celik che sono due garanzie, non saranno i migliori del mondo, ma permettono agli altri giocatori, centrocampisti e attaccanti, di guardare spesso davanti, tutto è più facile. Quando hai quattro difensori così tosti puoi anche non dare sempre equilibrio, con quei quattro lì, davanti me la giocherei con i due centrocampisti e i tre dietro alla punta".
Women, dopo la fatica dei preliminari ecco l’esordio in Champions League
Dopo aver battuto la Roma nella finale di Serie A Cup la Juventus Women si appresta a vivere l'esordio in Champions League, in programma domani alle ore 21:00 al Training Center di Vinovo contro il Benfica. Le bianconere si sono guadagnate l'accesso alla fase ai gironi dopo un lungo percorso ai play-off. La squadra di Guerrero ha iniziato la propria stagione addirittura il 5 Agosto e ha eliminato in sequenza il torere se, l'Hammarby e il St. Pölten.
Di fronte stavolta ci sarà il Benfica, partito con due vittorie in campionato e campione di Portogallo in carica. Di seguito riportiamo la probabile formazione della Juventus, ripresa da TuttoJuve:
PROBABILE FORMAZIONE JUVENTUS (3-4-3): Rusek; Lenzini, Rosucci, Salvai; Serturini, Pinto, Schatzer, Carbonell; Khelifi, Redondo, Chiba. All. Guerrero
Cagliari, Romano è già un affare. La Juventus lo monitora, ma ci sono altre big della Serie A
Fra le sorprese più liete di questo campionato di Serie A c'è indubbiamente Alessandro Romano. Centrocampista italiano classe 2006, Romano si è accasato al Cagliari nel corso di quest'Estate in prestito condizionato dalla Roma. I sardi lo stanno utilizzando con continuità ed eserciteranno il riscatto di 5,9 milioni di euro al primo punto conquistato da Febbraio 2027.
Il suo rendimento ad ogni modo, come viene riportato da TuttoJuve, ha attirato l'attenzione della Juventus, che lo sta già facendo seguire da alcuni osservatori. La concorrenza però è destinata ad essere nutrita, dato che anche Inter e Napoli si stanno muovendo sulle sue tracce.
Prossima partita
11 ott 2026 20:45
Serie A Enilive 2026-2027
Serie A Enilive 2026-2027
in onda su DAZN
![]() |
VS | ![]() |
| Cagliari | Juventus |
Calciomercato
Juventus Next Gen
Primavera
Women
Le più lette
Supplemento di Radio Bianconera ®
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178
Parte del Newtwork di
© 2026 bianconeranews.it - Tutti i diritti riservati






