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Marchegiani: “Ciò che mi lascia perplesso della Juventus è…”
Luca Marchegiani, direttamente dagli studi di Sky Sport, ha analizzato la sconfitta della Juventus sul campo del Genoa. Queste le sue parole: "Non so se si possa parlare o pensare all'esonero. Sono momenti delicati. Noi la vediamo dal di fuori, ,a bisogna capire come l'allenatore riesca ancora a incidere sui giocatori; questa è la valutazione, secondo me, che va fatta prima di prendere una decisione. A me quello che ha lasciato un po' perplesso della partita di oggi è che tutti ci aspettavamo questo tipo di partita da parte del Genoa. L'avevamo detto prima della partita noi in studio e lo pensavano tanti addetti ai lavori. La Juventus l'ha sofferta, era emotivamente stremata e non ha mai avuto, se non negli ultimi 15-20 minuti, la capacità di affrontarla in una maniera diversa rispetto a quello che ci aspettavamo tutti. Questa è la cosa che preoccupa più di tutte e che deve far riflettere società, squadra e allenatore".
PodcastMalago', Galliani, un terzo incomodo: il fantastico mondo della Federcalcio
La Federcalcio non trova pace, la Lega di Serie A un candidato, o meglio c'è una spaccatura tra chi vorrebbe Malagò e invece i club sostenitori di Galliani. L'attuale Commissario straordinario, fino a qualche settimana fa, sembrava l'unico pretendente alla poltrona di Via Allegri, rispetto alla quale era stato eletto a giugno, salvo poi il caos che ha portato alla situazione attuale, quanto meno critica. A guidare il fronte favorevole all'ex numero uno del Coni il Napoli, inoltre ci sarebbe il gradimento di Lecce, Monza, Roma e Bologna. Il presidente dell'Inter Marotta e il suo omologo dell'Atalanta Percassi, con Milan, Como e Sassuolo, vorrebbero invece l'ax Ad del Milan. Quindi saranno decisivi gli indecisi, scusate il gioco di parole. Tra questi anche la Juve. Servono 11 voti. La Lega di Serie A non è più compatta nel ricandidare Malagò (come avvenuto a giugno) per diversi motivi. Si va dalla scelta del ct, fino a Bianchedi capo delegazione azzurra che poi si è dimessa, passando per la questione Maldini e Leonardo.
Come ci viene detto da fonti federali, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, se non la causa principale, è però Viglione. L'attuale responsabile dell'ufficio legale della Figc, sponsorizzato in primis da Marotta e Percassi, era dato come Segretario generale al posto di Brunelli, ritenuto responsabile del mancato controllo della candidatura di Malago', priva di alcuni requisiti fondamentali, in primis la tessera federale. Il Commissario di Via Allegri invece pare non lo voglia, da qui la spaccatura nella Lega di Serie A, con Inter e Atalanta a capo del partito pro Galliani. Da capire come si schiereranno le altre componenti: Serie B, Lega Pro, LND, Assocalciatori e Assoallenatori. Sulle ultime due ha un peso importante lo stesso Viglione. Occhio ad un possibile terzo candidato, stile guastafeste. Potrebbe portare a non trovare accordi, o a votare scheda bianca, oppure a non raggiungere il quorum, con l'ipotesi di un altro commissariamento. Quello “vero”, in grado di fare le riforme. Ne sapremo di più il 4 novembre, termine ultimo per presentare le candidature. “Ero e resto positivo”, le parole di Malagò. In bocca al lupo a tutto il clacio italiano.
Spalletti, un anno di nulla
La gara di Marassi ha emesso una sentenza che va ben oltre il semplice 2-0 per il Genoa. La sconfitta della Juventus non è soltanto un incidente di percorso o l'ennesimo passo falso di una stagione nata storta; è il manifesto di un fallimento strutturale, la certificazione impietosa di un'involuzione che affonda le radici nella confusione più totale. La squadra scesa in campo contro gli uomini di Daniele De Rossi è apparsa fin dalle prime battute fragile, spaesata e nettamente inferiore sotto ogni punto di vista: tecnico, tattico, mentale e atletico.
Si cerca disperatamente qualcosa da salvare in questo scorcio di gestione tecnica, ma la ricerca si scontra con il vuoto assoluto. Dopo 366 giorni di Luciano Spalletti alla Continassa non c'è un'idea di gioco riconoscibile, manca la crescita dei singoli e, soprattutto, difetta quella tempra mentale che storicamente ha sempre contraddistinto i colori bianconeri. Il canovaccio tattico visto a Genova è stato l'emblema di un involucro vuoto: un 5-4-1 sterile, con nove uomini costantemente dietro la linea della palla e un isolamento offensivo che ha reso la manovra offensiva del tutto… inoffensiva. I gol subiti sono la conseguenza logica di una squadra che palleggia stancamente in orizzontale, per poi crollare al primo accenno di ripartenza avversaria, tradendo una fragilità tattica e psicologica disarmante.
A rendere il quadro ancora più desolante ci ha pensato una gestione dei cambi nel secondo tempo a dir poco cervellotica. Modifiche e contromodifiche in sequenza rapida, sostituzioni che sembravano correggere errori appena commessi e mosse disperate — come la sostituzione di Alajbegovic, per poi tornare sui propri passi e inserire Boga — che non hanno minimamente scalfito l'inerzia di una gara già segnata. Quando la confusione regna sovrana in panchina, è inevitabile che si rifletta in modo amplificato sul rettangolo verde.
Oggi, numeri alla mano, cullarsi nelle illusioni o aggrapparsi ai calcoli condizionati dai "sé" e dai "ma" non serve più a nulla. La media punti attuale racconta di una Juventus che non solo è lontana anni luce dalla lotta per la Champions League, ma rischia seriamente di scivolare ai margini persino della zona Conference. Continuare a predicare ottimismo di facciata di fronte a una squadra in totale balia degli eventi e priva di qualsiasi barlume di speranza suona come una presa in giro verso una tifoseria sfinita.
I calciatori recitano senza dubbio il ruolo dei primi colpevoli di questo scempio, ma è evidente che la guida tecnica non è in grado di dare una scossa a un gruppo smarrito. Continuare su questa strada rischia di compromettere irreparabilmente non solo il presente, ma anche le basi del futuro. Servirebbe un'inversione di rotta drastica, perché la sensazione, sempre più dolorosa, è che si stia assistendo a un inesorabile anno di nulla.
Spalletti: "Chiediamo scusa ai tifosi. Sulla prestazione in campo..."
Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di DAZN analizzando la sconfitta della sua Juventus per 2-0 sul campo del Genoa. Queste le parole del tecnico toscano: "Innanzitutto ci tengo a chiedere scusa ai tifosi per la prestazione. A caldo tutto ciò che si dice può risultare sbagliato quindi bisogna fare attenzione a parlare prima di mettere a fuoco la situazione. Non siamo mai riusciti a trovare l'equilibrio per andare ad aggredire al Genoa, inoltre non abbiamo fatto niente per concretizzare ciò che abbiamo creato. Si fa fatica a valutare il livello di forma, forza e contrasto sulle varie fasi di gioco perchè stasera abbiamo perso in qualsiasi zona del campo e questa cosa prima o poi va capita perchè altrimenti dal punto di vista fisica si rimarrà sempre indietro".
Sull'approccio alla gara: "Alla fine si, davanti ad una prestazione del genere, con un approccio alla gara pessimo, viene fuori che la Juve stasera ha messo poco di tutto, ma è vero. Ciò che rimane da capire è se questi giocatori possiedono questo tutto, perchè ad ora non è sicuro e bisognerebbe fare dei pasi indietro profondi per spiegare la situazione attuale. Oggettivamente si è visto poca roba. E' da inizio anno che vanno così le cose ma ora non resta più tempo per lavorarci sopra".
In vista di Juve-Napoli: "Vivrò l'avvicinamento alla partita come sempre, con grande emozione e senso di umanità, bellezza e piacere verso un luogo e una città a cui devo tanto. Ciò che mi preoccupa è che si sta facendo fatica a far capire a certi soggetti che strada ha preso il calcio adesso. Che vada bene o no, prima del gioco e dei gol, nel calcio di oggi, devi vincere i duelli e gli assalti. Noi quando si ripropone in allenamento facciamo fatica a raggiungere il livello di aggressività che poi si trovano in partita, specie quando si affrontano squadre che giocano una volta la settimana. Servirà fare molti step in avanti perchè il Napoli è una squadra forte, ad oggi sono preoccupato".
PodcastBuccheri a RBN: “Spalletti non crede nel 3-5-2, è un modulo temporaneo”
Guglielmo Buccheri, giornalista della Gazzetta dello Sport, è stato ospite di Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera. Buccheri è partito del modulo, se sia stata una scelta più di Spalletti o del gruppo:
"La verità sta nel mezzo. C'è stato più di un colloquio, questo è fuori di dubbio, lo ha detto anche Spalletti. Poi sono d'accordo col mister che il 3-5-2 è una conseguenza di quei colloqui. Se chiedi ai giocatori come si sentono più blindati è come raccogliere una serie di input e capisci che è meglio cambiare modulo".
"I giocatori non hanno chiesto di cambiare modulo ma hanno espresso la loro sul momento. Poi Spalletti ha riflettuto ed è passato a un modulo in cui non crede, ma l'esperienza che ha lo mette di fronte a una situazione complicata che lo porta a questo cambio. E' un modulo temporaneo, che rivedremo di sicuro, anche perché nonostante le tantissime assenze è chiaro che la Juve deve dare di più lo stesso. Ma non possiamo dimenticarci comunque le assenze, per la Juve è una costante che non scompare e questo non permette di fare qualcosa di diverso".
LiveLIVE: Genoa-Juventus 2-0, finisce qui. Brutto ko per i bianconeri
Tutto pronto per il calcio d'inizio di Genoa-Juventus valevole per la nona giornata di Serie A. Inizio partita previsto per le ore 21 allo Stadio Luigi Ferraris di Genova, il direttore della gara sarà il signor Daniele Doveri. Bianconeri che cercano di dare continuità dopo l'ottima vittoria esterna per 2a0 contro il Lecce, liguri che invece vogliono continuare a macinare punti in vista dell'obiettivo salvezza dopo aver battuto per 1a0 il Venezia nell'ultimo turno di campionato. Di seguito le formazioni ufficiali del match e i principali aggiornamenti live della partita.
Le formazioni ufficiali:
GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Østigård, Vásquez; Ehizibue, Amorim, Frendrup, Baldanzi, Ellertson; Vitinha, Osmajić.
Allenatore: Daniele De Rossi. A disposizione: Sommariva, Stolz, Mitaj, Messias, Melchtry, Klisys, Sabelli Robson, Traore, Colombo, Puczka, Otoa, Wiafe, El Shaarawy, Sow.
JUVENTUS (3-5-1-1): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumi; Kalulu, Douglas Luiz, Sarr, McKennie, Cambiaso; Alajbegovic, Kolo Muani. Allenatore: Luciano Spalletti. A disposizione: Neto, Pinsoglio, Kelly, Koopmeiners, Zhegrova, Boga, Rugani, Woltemade, Cabal, Owusu, Pagnucco, Durmisi.
1' - Inizia il match del Ferraris. Calcio d'inizio battuto dai liguri
5' - Subito un match vivo con occasioni da una parte e dall'altra. Brivido in uscita per Vicario che rischia di commettere fallo, tutto regolare per Doveri
10' - In questo momento il Genoa sta provando ad alzare i giri del motore costruendo più diuna valida occasione. Buon tentativo sulla fascia sinistra di Baldanzi che viene murato al momento della conclusione da Lucumì. Nel mentre Spalletti si sgola per chiedere ai suoi di alzare il baricentro
12' - Vantaggio Genoa! Su un cross basso forte dalla fascia sinistra arriva, dall'altra parte, Ehizibue che manda in porta trapassando Vicario sul primo palo. Dunque la Juve di Spalletti si trova a rincorrere
16' - La Juve in bambola dopo la rete del vantaggio ligure. Cambiaso e Vicario pasticciano e regalano un corner ai rossoblù che, al contrario dei bianconeri, continuano a spingere forte per cercare il raddoppio
20' - Fase contesa del match in cui la Juve sta provando a sveglairsi ma dove il Genoa e sempre pronto a cogliere gli errori bianconeri per ripartire in contropiede e provare a far male
25' - La Juve cerca di alzare il ritmo. Due buone occasioni sventate entrambe da Ostigard che concede corner ai bianconeri
28' - Raddoppio Genoa! Baldanzi conclude verso la porta di Vicario da distanza ravvicinata e il portiere bianconero, che prova ad avventarsi sulla conclusione, viene beffato dalla deviazione di Bremer che lo mette fuori casa. Juve dunque sotto di 2 reti e in netta difficoltà difronte ai rossoblù che continuano a giocare a grandi ritmi
35' - Fase del match in cui la Juve prova a recuperare mentre il Genoa, sfruttando i troppi errori bianconeri, continua a ripartire pericolosamente avvvicinandosi più volte in modo minaccioso verso la porta di Vicario
40' - Cambio forzato nel Genoa. Lascia il campo Ellertson in seguito ad un infortunio alla caviglia che si è rimediato da solo per evitare che una palla uscisse, al suo posto dentro Mitaj
45' - Sono stati concessi 2 minuti di recupero
45'+2 - Su una buona palla di McKennie, Kalulu spara di tanto a lato su quella che è stata l'occasione più nitida per i bianconeri in questa prima frazione di gioco
45+2' - Finisce qui il primo tempo, 2-0 Genoa. Una Juve completamente in bambola sotto di due reti al Ferraris contro un Genoa che, al contrario, ha approcciato con aggressività il match fin dai primi minuti ed ha saputo costruirsi varie e valide occasioni da gol meritando il vantaggio. Vedremo che cosa cercherà di fare Spalletti per provare a riprendere il match
46' - Riparte il match a Genova. Rossoblù avanti 2-0 e invariati rispetto all'11 titolare, cambi invece nella Juventus che viene rivoluzionata da Spalletti: lasciano il campo Alajbegovic e Gatti dentro Woltemade e Zhegrova. Bianconeri dunque che cambiano modulo e si mettono a trazione offensiva per provare a recuperare il match
50' - La Juve prova ad aggrapparsi a Woltemade fornendo palla spalle alla porta al tedesco e alle accelerate di Zhegrova. Per il momento nessuna azione degna di nota da una parte e dall'altra
52' - Doppio intervento provvidenziale di Vasquez prima e Amorim poi che hanno fermato rispettivamente Kolo Muani e Zhegrova lanciati verso la porta di Bijlow
55' - Pericoloso Ostigard di testa in seguito ad un corner regalato alla Juventus su un retropassaggio di Cambiaso completamente fuori porta per Vicario
57' - Ancora pericoloso il Genoa. Dopo un recupero palla di Amorim, Vitinha si è involato 3 contro 2 verso la porta di Vicario ed ha concluso dal limite dell'area spedendo alto rispetto alla porta difesa dal portiere bianconero
59' - Cambi nella Juve. Escono dal campo Cambiaso e Sarr dentro al loro posto Cabal e Boga.
62' - Brutta palla persa di Lucumì in fase di impostazione che crea pericolo. Juve fortunata perchè Marcandalli di testa non riesce ad inquadrare la porta in seguito ad un cross di Vitinha dalla fascia sinistra
65' - Bremer vicino al gol del 2-1. Gran colpo di testa del brasiliano dopo un calcio d'angolo battuto con forza in mezzo all'area di rigore. Conclusione di poco sopra la porta difesa da Bijlow
68' - Cambi nel Genoa. Lasciano il campo Baldanzi e Ehizibude dentro, al loro posto, Messias e Meichtry
71' - Ammonito Zhegrova in seguito ad una trattenuta su Meichtry, dopo aver perso l'ennesimo duello 1 contro 1 nei confronti di Mitaj. Primo giallo el match estratto dall'arbitro Doveri
76' - Occasione per Zhegrova che dopo una finta si sposta la palla sul mancino al limite dell'area e conclude verso la porta. Bravo Bijlow a farsi trovare pronto sul suo palo e a respingere in calcio d'angolo
77' - Cambio nella Juve. Lascia il campo Douglas Luiz al suo posto dentro Koopmeiners
81' - Doppio cambio nel Genoa. Lasciano il campo Osmajic e Amorim, dentro Colombo e Wiafe
88' - Squadre stanche e ritmo di gioco decisamentre in calo. La Juve ci sta provando senza però risucire a creare particolari azioni degne di nota mentre il Genoa si è chiuso nella propria metà campo cercando di respingere ogni tipo di attacco bianconero, per ora con grande successo
90' - L'arbitro Doveri ha concesso 4 minuti di recupero
90'+2 - Punizione di seconda dal limite dell'area per la Juve spedita da Koopmeiners sulla traversa con una botta clamorosa. Sul proseguo dell'azione grandissima occasione per Lucumì sventata con un miracolo da parte di Bijlow
90'+4 - Conclusione di testa di Woltemade fermata da Bijlow
90'+4 - Finisce qui, Genoa-Juventus 2-0. Bianconeri che nonostante lo sforzo del secondo tempo, condotto sicuramente con più brillantezza rispetto alla prima frazione, non riescono a riagganciare il Genoa che invece, grazie ad una prestazione di grande livello, porta a casa 3 punti importantissimi in chiave salvezza
Cassano: “Douglas Luiz grandissimo giocatore. Cambiaso che roba è?”
L'ex calciatore Antonio Cassano ha parlato al podcast Viva El Futbol, commentando il momento della Juventus e dicendo la sua anche su alcuni singoli del gruppo di Spalletti. Queste le sue parole:
"Douglas Luiz, l'ho sempre detto dal primo istante, è un grandissimo giocatore. Si è preso la Juve, perché l'allenatore ha capito su chi fare affidamento, però domenica, giustamente, grande onestà intellettuale dell'allenatore: il primo tempo è stato fatto molto bene, però poi il secondo tempo, quando loro hanno giocato 3-4-3, non siamo riusciti più a venire fuori. Abbiamo fatto un buon primo tempo, e lui ha fatto capire che a me mancano gli esterni per fare l'uno contro uno; a me piacciono i giocatori che devono fare l'uno contro uno, perché se ti abbassi 5-3-2, io ho l'impressione che a lui non gli piaccia, a lui piace fare la partita, fare il pressing, attaccare, fare l'uno contro uno, creare tanto. Ieri lui è stato onesto, ha detto che abbiamo fatto un buon primo tempo, cercando in modo di essere più solidi, però a me poi mancano determinati tipi di giocatori sull'esterno da fare l'uno contro uno. Ha fatto una gran vittoria lì, dove a Lecce è sempre complicato fare delle vittorie, però bravo l'allenatore, soprattutto nella comunicazione, dove è stato onesto e dice che il secondo tempo non è stato fatto bene. Io sono convinto che adesso darà un pochettino di solidità alla squadra, però lui prima o poi tornerà a fare quello che ha sempre voluto fare, 4-3-3 / 4-2-3-1, perché a lui piace giocare con gli esterni. Parto dal presupposto, che ci sono 5-6 giocatori improponibili alla Juve, scarsissimi, delle robe allucinanti. Qualcuno poi me lo deve spiegare, negli ultimi due anni, che roba è Cambiaso? Qualcuno me lo deve spiegare, per dirmi: Cambiaso? Quando si parlava, lo voleva il City, quello, quello, quello, perfetto. Uno, Koopmeiners due. Poi sento tante persone: lo spirito Juve, Gatti, no, no, no, la Juve ha bisogno di giocatori forti, non lo spirito Juve. Lo spirito Juve va a giocare nella San Martinese, non menare, buttare le palle alla Carlona. Ci sono tanti giocatori che sono improponibili e Spalletti sta facendo di necessità virtù. Io spero velocemente che riprendano tutti per fare un 4-2-3-1, 4-3-3 e vedere dei giocatori con i piedi sulla metà campo e provare a fare le partite, perché ieri la Juve, nel secondo tempo, non è stato fatto bene".
I verdetti delle gare delle 18:30. Il Milan affossato dalla tripletta di Mbangula
Sono terminate da pochi minuti le gare iniziate alle 18:30 di oggi, valide per la non giornata del campionato di Serie A. Sorpresa a San Siro, dove il Milan è crollato per 2-4 contro il Bologna. I rossoblù sono stati trascinati dall'ex Juventus Mbangula, che alla prima da titolare in Serie A con i felsinei ha sfoderato una prestazione da urlo, trafiggendo per tre volte Maignan.
A Venezia l'Inter ha vinto come da pronostico 0-2, ma solo con due autoreti nel finale. Proteste dei lagunari sul primo gol per un presunto fallo di Carlos Augusto su Sohm.
Parma-Udinese è invece terminata 0-0, con i padroni di casa che hanno marcato un rigore.
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