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Lucumi alla Juventus? Parola al tecnico del Bologna
Jhon Lucumi è uno degli obiettivi di mercato della Juventus per la difesa e domani, 15 luglio, scadrà la clausola rescissoria da 28 milioni per l’acquisto del colombiano. I bianconeri non vorrebbero spendere più di 20 milioni per il suo cartellino, ma bisogna anche fare i conti con la posizione del Bologna.
A tal proposito, sulle numerose voci di mercato che riguardano i suoi calciatori, ha parlato il tecnico Domenico Tedesco: “Giocatori da trattenere sul mercato? I dirigenti sanno benissimo le mie esigenze, ma anche io so quali sono le esigenze del club”.
A proposito di Lucumi, che oltre alla Juve piace anche tanto a Inter e club inglesi, poi Tedesco ha aggiunto: “Loro sono stati sempre trasparenti con me, dicendomi quali fossero gli scenari: e io ho preso la decisione di venire qui. Lucumi al momento è un nostro giocatore”.
Muharemovic al Leeds, anche la Juve incassa
La notizia che già era nell' aria nella giornata di oggi trova conferme in questi minuti. Stando a quanto riportato dall'esperto di mercato, Gianluca Di Marzio, Tarik Muharemovic passa dal Sassuolo al Leeds United a titolo definitivo. Operazione complessiva da 40 milioni. Sorride anche la Juventus che, in virtù del 50% sulla rivendita, incassa 20 milioni che Carnevali potrà subito destinare sul mercato in entrata.
Quanto può incassare la Juventus dall'Europa League
La UEFA ha definito il montepremi della Europa League 2026/27, competizione alla quale prenderà parte anche la Juventus dopo la mancata qualificazione alla Champions League (che garantisce incassi di altro livello). In palio ci sono complessivamente 565 milioni di euro, una cifra che rende il torneo particolarmente importante non solo sotto il profilo sportivo, ma anche da quello economico.
Ogni squadra qualificata alla fase campionato riceverà un bonus fisso di 4,31 milioni di euro. A questa cifra si aggiungeranno i premi legati ai risultati: ogni vittoria garantirà 450.000 euro, mentre ogni pareggio porterà nelle casse del club 150.000 euro. Una parte rilevante dei ricavi sarà inoltre distribuita attraverso il nuovo criterio UEFA che sostituisce il precedente market pool e il ranking storico, valorizzando il peso commerciale delle società partecipanti.
I guadagni aumenteranno sensibilmente con l'avanzare della competizione. La qualificazione agli spareggi varrà 300.000 euro, gli ottavi di finale 1,75 milioni, i quarti 2,5 milioni e la semifinale 4,2 milioni. L'accesso alla finale assicurerà ulteriori 7 milioni di euro, mentre la vittoria del trofeo porterà altri 6 milioni.
Per la Juventus, un cammino fino al successo finale potrebbe tradursi in un incasso superiore ai 30 milioni di euro di soli premi UEFA, senza considerare gli introiti derivanti da botteghino, sponsor e diritti televisivi.
Juve, senti Emery: "Martinez fondamentale, solo voci, non parte"
Dopo la dirigenza dell’Aston Villa, anche Unai Emery, tecnico del club di Birmingham blinda il suo portiere Emiliano Martinez. Nessuna possibilità che il Dibu cambi squadra durante questa sessione estiva del mercato.
"Emiliano è un giocatore estremamente importante per noi ed è un elemento fondamentale", ha dichiarato ai microfoni di 365Scores. Negli ultimi giorni sembrava che l’Aston Villa avesse aperto a una cessione intorno ai 10 milioni di euro, ma la Juventus si sarebbe fermata a 7-8 milioni. !Tutto ciò che viene detto su una sua partenza è soltanto una voce. Contiamo molto su di lui", ha ribadito Emery.
La Juve è dunque avvisata: se davvero vorrà sostituire Michele Di Gregorio, dovrà andare a bussare ad altre porte: Guglielmo Vicario e Zion Suzuki le alternative al momoento più accreditate
Juventus 2026-2027: messo sotto contratto anche un nuovo fisioterapista
In attesa di qualche altro acquisto oltre Jeff Ekhator, la Juventus continua a lavorare per completare gli staff. Giovanni Carnevali è stato chiaro: stiamo lavorando per costruire qualcosa di importante, rinnovando anche il reparto scouting ma non solo.
Non si lascia niente al caso e per questo motivo è stata potenziata anche la squadra di fisioterapisti a disposizione di Luciano Spalletti e dei suoi calciatori: il dottor Leonardo Belotti inizia la sua avventura alla Juve dopo aver concluso un biennio al Milan. Specializzato in terapia manuale, Belotti si occupa di tutti i traumi del calciatore
Dalai sulla Nazionale: "Maldini non è uno yes man, Malagò ha detto che..."
Intervistato a Radio 24 durante la trasmissione 'Tutti Convocati', condotta dai giornalisti Carlo Genta, Giovanni Capuano e Pierluigi Pardo, Michele Dalai si è espresso su due argomenti: Francia-Spagna e Paolo Maldini, membro della dirigenza della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio). Di seguito, ecco quanto dichiarato: "Francia-Spagna? E' un duello tra due gruppi giovani che continua e ha dei protagonisti chiari che si sfidano a distanza: il principe #Mbappé che gioca in #Spagna, #Yamal che ancora non abbiamo visto al meglio in questo Mondiale e speriamo di vederlo presente.
#Malagò mi ha detto io non sono rivoluzionario, sono coraggioso. Se prendi una persona quadrata come #Maldini e gli dai le chiavi dell'asset più prezioso della Federazione è un gesto di coraggio. #Maldini è una scelta scomoda, non è uno yes man".
Biasin difende Pirlo, ex Juventus: "Leggo molte critiche, ma prima di dare giudizi..."
Intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, l'opinionista Fabrizio Biasin è intervenuto su Andrea Pirlo, ex allenatore della Juventus e ora candidato come Commissario Tecnico della Nazionale Italiana. Di seguito, ecco quanto detto: «Leggo molte critiche legate all'eventuale scelta di Pirlo. Io non so se si andrà su Pirlo o su chi si andrà. So però che in questo momento il neopresidente della Figc ha scelto il suo uomo, è Maldini, e tocca a lui prendere una decisione. Dobbiamo abituarci che se vengono prese delle decisioni, poi dobbiamo accettarle. E io credo che nel momento in cui Malagò, che è sempre stato molto bravo a scegliere i suoi uomini, sceglie Maldini, dobbiamo accettare che Maldini in maniera molto responsabile prenda le sue decisioni. Ripeto, io non so se arriverà Guardiola, Mancini, Conte o o Pirlo. So che tocca a lui prendere questa decisione e chiunque verrà sulla panchina dell'Italia andrà accettato perché è la decisione del nuovo direttore tecnico della #Nazionale. Una figura che tra l'altro non non esisteva fino a poco tempo fa e adesso speriamo che facciano le cose secondo logica. Già l'idea che il Ct arrivi dopo aver scelto il direttore tecnico mi fa pensare che finalmente ci sia una logica, perché se fosse arrivato prima il Ct e poi il direttore tecnico probabilmente saremmo andati su un'altra strada».
«Quindi prima di giudicare, io aspetto che prendano le loro decisioni. Dopodiché scordiamoci che la scelta anche del Ct più azzeccato dell'universo possa improvvisamente trasformarci nei più forti al mondo. Non sarà così, però magari già un Ct con un certo tipo di struttura, con alle spalle una dirigenza, definiamola così, forte, ci permetterà di evitare quello che è successo negli ultimi mesi e cioè, per esempio, affrontare un playoff in una maniera sgangherata, perché noi purtroppo il playoff l'abbiamo affrontato in una maniera sgangherata».
Juventus, Miretti rimane: il classe '03 non è interessato al Parma
Fabio Miretti, fino ad ora, rimarrà a Torino, sponda bianconera. Nell'ultima stagione ha trovato pochissimo spazio con Igor Tudor, Massimiliano Brambilla e Liciano Spalletti, tuttavia resterà alla Juventus nonostante l'interessamento di alcune squadre provenienti dalla Serie A come il Parma di Carlos Cuesta. Sul club emiliano ci sono due giocatori su cui la società piemontese ha messo gli occhi: Zion Suzuki e Mateo Pellegrino. Per quest'ultimo la Juventus avrebbe pensato ad un'acquisto cedendo, anche, Miretti ai gialloblù.
A riportarlo è Michele De Blasis, giornalista, sulla piattaforma X. Ecco quanto detto sul classe 2003, in passato ceduto al Genoa attraverso la formula del prestito mettendo a segno tre gol e un assist: "Al netto delle notizie scritte di un possibile inserimento nella trattativa con Mateo #Pellegrino, Fabio #Miretti non è interessato di andare al #Parma. Per il centrocampista della #Juventus oggi non ci sono stati contatti con altre squadre negli ultimi giorni".
Un raduno senza entusiasmo, in attesa che il mercato si smuova
Il raduno del 13 luglio è giunto, la Juventus ha cominciato la sua stagione, ma l’entusiasmo dei pochi presenti è stato pressochè rasente lo zero. Qualche foto, qualche autografo, cose di prammatica, nulla di trascendentale, niente che potesse accendere una scintilla, visto lo status quo in casa bianconera. Una spinta emotiva assente per ovvie motivazioni, quella che si è ritrovata ieri, infatti, è la stessa squadra che lo scorso anno ha fallito tutti gli obiettivi disponibili, con l’unico viso nuovo di Ekhator, in più gravata da rientri da prestiti legati a figure quali Arthur, Douglas Luiz, Rugani e Rouhi. Tutti giocatori che, detto per inteso, i tifosi zebrati ritengono abbiano fatto il loro tempo a Torino e che non vorrebbero più vedere con la sacra maglia. Insomma, un ritrovo in chiave assai dimessa, e non poteva essere altrimenti. Chi si attendeva per la data d'inizio ritiro alcuni nuovi acquisti è rimasto indelebilmente deluso, ma va detto che esistono delle chiare attenuanti che chiamano in causa il tempo: il direttore generale Carnevali è in carica da un mesetto e ha ereditato una situazione deprimente e intricatissima, il suo braccio destro, Massara, addirittura è stato ufficializzato solamente otto giorni orsono. Quindi servirà continuare a lavorare con sempre maggiore intensità in fase di negoziazioni e trattative, augurandosi che qualcosa finalmente si sblocchi, in maniera netta. La Juve deve sistemare un fattore fondamentale come quello delle uscite, per fare mercato la società della Continassa ha necessità di dismettere e poi di acquistare a buon prezzo, cogliendo opportunità di mercato e lavorando sodo sui parametri zero disponibili, insomma serve disincagliare un contesto che si sta facendo grottesco, preoccupando parecchio gli stuoli di supporter di Madama. Ad oggi diventa arduo prevedere chi rimarrà tra gli uomini presentatisi ieri mattina al J Medical, parecchi sono in predicato di andare via e tanti di loro sono già stati accostati a parecchie trattive per la cessione. Miretti, Thuram, Cambiaso, Di Gregorio, Zhegrova sono tutti molto in bilico, con il portiere ex Monza con due piedi fuori, visto che la Juve sta cercando un nuovo guardiano dei pali titolare, da almeno due mesi. Il Dibu Martinez resta il prescelto ma la trattativa per assicurarselo continua ad essere lunga, tortuosa e non in discesa, con il portiere argentino ancora impegnato ai mondiali con la nazionale albiceleste. Servirà da parte del board dirigenziale di Madama andare a colmare le gravi lacune-assenze presenti per la porta e per il ruolo del centravanti, in sintesi le richieste più pressanti elevate da Mister Spalletti che ha esternato i suoi voleri al termine della stagione passata e che, molto probabilmente, si attendeva qualche nuovo rinforzo in quelle posizioni di campo, già da qualche giorno.
Pleonastico dirlo, anzi ripeterlo, il mercato in casa Juve sarà complicato, difficile, lungo, estenuante e articolato, con sblocchi e incastri futuribili che devono prendere spunto dalle cessioni, dunque al popolo bianconero servirà munirsi di estrema pazienza, in questa estate torrida. Il nodo attaccanti verte sui nomi che ormai tutti hanno più volte pronunciato, Kolo Muani novello sposo di Madama da ormai un anno senza compimento, costa 50 milioni: un botto difficile da far esplodere, ma si continua a trattare, perché viene considerato una priorità per rafforzare il reparto offensivo. Carnevali, però è stato chiaro, sottolineando che se le richieste continueranno ad essere così elevate, la Juve potrebbe abbandonare la pista e virare su altri interpreti. Sorloth, buon giocatore ma non certo fenomenale, appare al momento una trattativa congelata, mentre Pellegrino del Parma sale nelle quotazioni, ma costa anche lui parecchio, con i ducali che chiedono 30 milioni per la definitiva cessione. Resiste l’idea-suggestione di un ritorno di Vlahovic a patto che il giocatore diminuisca le esose richieste d’ingaggio e premio alla firma, insomma se Vlahovic si farà, sarà esclusivamente alle condizioni della Juve e non a quelle del centravanti serbo. Senza dimenticare mai che i due flop Openda e David fanno ancora parte del roster di giocatori in rosa e che non sarà banale trovare loro una sistemazione, con il canadese che, a più riprese, si è fatto forte del contratto e dello stipendio in essere, per restare alla corte della Vecchia Signora. A centrocampo serve aria nuova, ecco perché l’accoppiata Carnevali-Massara opera per cercare intese su Kessie e Goretzka che potrebbero rappresentare ottimali salti in avanti, al fine di completare un reparto che ha bisogno di essere ridisegnato da almeno tre stagioni. Inutile ribadire che, sia in entrata che in uscita, gli affari dovranno dimostrarsi profondamente sostenibili per le casse non floride del club, sempre sotto stretta osservazione per il Fair Play finanziario imposto dalla Uefa. Per Koopmeiners si cerca un acquirente o una destinazione valida, idem dicasi per Miretti, ma anche in altre zone del campo servirà vendere o cedere bene per poi partire alla riscossa. Joao Mario è un esubero, Zhegrova rischia di esserlo, e la situazione legata a Gatti appare bisognosa di un chiarimento e di un eventuale sblocco definitivo. La cosa chiara in casa Juventus è una e una sola: non si potranno sistemare tutte le problematiche in un'unica sessione di mercato. Quindi alcuni dei nomi citati potrebbero rimanere.
D’altronde lo stesso Spalletti, in tempi non sospetti, disse chiaramente che si attendeva una crescita da livello Juve per alcune pedine, perché parecchi dei giocatori presenti nella rosa dell’annata trascorsa, sarebbero rimasti in maglia bianconera. C’è poi il problema reale dei giocatori in prestito non riscattati e rispediti al mittente. Della telenovela Arthur inutile parlarne, di lui è stato già detto tutto, contratto in scadenza la prossima estate: al netto di un improbabile e suicida rinnovo di contratto, il brasiliano andrà piazzato definitivamente, stando attenti a non compiere una minusvalenza. Il suo contratto pesa ancora a bilancio per circa 6,5 milioni sui libri contabili della Continassa: insomma ci vorrà un mezzo miracolo per risolvere uno stallo ormai pluriennale. Douglas Luiz, anche lui cavallo di ritorno, verrà valutato in ritiro dal Mister, ma i suoi ultimi due anni deludentissimi, in Italia e in Inghilterra dove era sbocciato, non fanno presagire nulla di esaltante. Lo stessa dicasi per Rugani e Rouhi, ai quali andrà trovata una destinazione; molto improbabile possano restare alle dipendenze di Luciano Spalletti. Soldi freschi sono in procinto di arrivare dalla cessione di Muharemovic in Premier League, e che andranno reinvestiti subito, in ogni caso la situazione del mercato della Goeba non appare di semplice interpretazione, ecco perché da Carnevali e Massara ci si attendono movimenti eccellenti, idee e soprattutto la realizzazione di affari concreti, in grado di svincolare un mercato ancora inchiodato al nastro di partenza. A metà luglio la dirigenza juventina ha urgente bisogno di un primo passo nell’ottica di operare scelte risolutive, sia in entrata che in uscita. Scelte che non si possono sbagliare nel modo più assoluto. Carnevali, non più tardi di qualche giorno fa, ha ribadito l’appello alla calma per il mercato, soprattutto in uscita, perché il tempo c’è e servono valutazioni accurate per non commettere errori. Ora però con la squadra in ritiro, è giunto il momento di sbocchi immediati, atti a fornire al Mister le giuste chiavi, le opportune pedine, per plasmare morfologicamente una Juve che ha necessità stringente di essere cambiata, mutata e palesemente rinforzata. Mercato difficoltoso, faticoso, con pochi soldi e tante problematiche, che però va smosso e anche in fretta. Vietato arrivare lunghi sulle scelte imprescindibili, chieste da Mister Spalletti.
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