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PodcastDouglas Luiz si è preso la Juve: Spalletti ha vinto la sua scommessa
Douglas Luiz si è preso la Juve: Spalletti ha vinto la sua scommessa
Douglas Luiz perno inamovibile per la Juve di Spalletti: chi l'avrebbe mai pensato. Forse l'unico a crederci è stato proprio l'allenatore bianconero quando la scorsa estate, nel vedere la lista degli esuberi, disse alla dirigenza di voler provare il brasiliano, suscitando la diffidenza di tanti tifosi, ma anche giornalisti e in generale addetti ai lavori. Missione compiuta, anzi scommessa vinta. Piano piano l'ex Aston Villa è cresciuto fino a prendersi la regia della Juve. Non sarà Pirlo (inarrivabile per chiunque), nemmeno Pjanic, ma in questo momento storico della squadra è certamente l'elemento in grado di giocare davanti alla difesa e allo stesso tempo supportare l'attacco. Come si conviene a chi svolge quel ruolo, seppure con modalità diverse rispetto ai campioni di cui sopra. . Questo Douglas Luiz può essere considerato alla stregua di un vero e proprio acquisto da parte della Juve, rispetto al calciatore sbarcato nel 2024 alla Continassa e bollato come uno dei flop dell'era Giuntoli. Spalletti lo ha impiegato praticamente sempre, addirittura a partire dai test estivi pre season, probabilmente era convinto potesse decollare. Alla fine ha avuto ragione. La prestazione di Lecce è il sigillo definivo della rinascita: punizione magistrale con un assist no-look per la rete di McKennie e gol del raddoppio per congelare il risultato. Cosa chiedere di più? Magari maggiore velocità nella manovra, ma spesso il brasiliano sopperisce con la sua tecnica e la rapidità di pensiero. Nel post gara di domenica, Douglas Luiz ha mostrato tutta la sua felicità. In questa stagione finora 11 presenze, una rete, 1 assist, per un totale di 818 minuti giocati. Nazionale ritrovata e ora ipotesi di rinnovo del contratto con la Juve, attualmente scadente nel 2029. Grazie a Spalletti.
Moggi affonda Koopmeiners: «Ha paura di ricevere palla. Gasperini mi ha detto come va schierato».
Moggi affonda Koopmeiners: «Ha paura di ricevere palla. Gasperini mi ha detto come va schierato».
eun Koopmeiners continua a essere un caso in casa Juventus. Arrivato a Torino con grandi aspettative dopo le stagioni da protagonista all’Atalanta, il centrocampista non è mai riuscito a confermare con continuità il livello mostrato a Bergamo. E le parole di Luciano Moggi riaccendono il dibattito su come recuperarlo. L’ex dirigente bianconero ha raccontato di aver parlato più volte con Gian Piero Gasperini del giocatore. Il tecnico, secondo quanto riferito da Moggi, sosteneva che Koopmeiners dovesse essere lasciato libero di muoversi in campo, senza essere ingabbiato in una posizione precisa: «Devi dire di andare in campo e mettersi dove preferisce lui, a seconda dello sviluppo dell’azione». Un’indicazione che contrasta con gli impieghi avuti alla Juventus, dove l’olandese è stato schierato anche da braccetto sinistro nella difesa a tre. Ma il problema non sembra soltanto tattico. Moggi ha infatti espresso un giudizio severo sul suo atteggiamento in campo: «Ha paura di ricevere palla e si nasconde». Parole pesanti per un giocatore che, da quando è arrivato a Torino, non ha ripagato le attese. Ora la questione è capire se una maggiore libertà possa aiutarlo a ritrovare sicurezza e incisività oppure se le difficoltà di Koopmeiners siano ormai diventate uno dei problemi più complicati da risolvere per la Juventus.
Contro il Genoa per la Juventus è già una finale da vincere
Contro il Genoa per la Juventus è già una finale da vincere
Si, odio anche io l'abusata espressione "sono tutte finali", ma è la cosa che trasferisce meglio il senso di urgenza di vittoria. E per la Juventus alla nona giornata di campionato è già tempo di parlare di finali. Gli anticipi di martedì hanno dato un chiaro segnale al campionato: Lazio, Roma e Como non hanno la minima intenzione di alzare il piede dall'acceleratore. La squadra di Gattuso oramai non è più una sorpresa, del resto la Juventus l'ha provato sulla propria pelle e tra le mura amiche, addirittura sono sei i gol messi a segno contro il Sassuolo, proprio dove i bianconeri hanno incassato la prima sconfitta stagionale. Tra l'altro la squadra di Spalletti si fece male e offrì una prestazione da squadra improvvisata e totalmente alla deriva, prendendo gol che in Serie A è vietato incassare, figuriamoci se ti chiami Juventus. La Roma subisce per quasi tutta la partita il Cagliari, ma quando decide di vincerla lo fa in due minuti, proprio come ha spiegato indirettamente Spalletti "in due minuti puoi fare due gol". Appunto. E pensare che per fare un solo gol ai sardi, i bianconeri ci hanno messo 81 minuti portando a casa un pareggio stentato. E che dire del Como, sotto per 80 minuti contro il Torino, poi, anche qui, basta una fiammata e con tre gol arrivano tre punti. Si, davanti corrono maledettamente. In tutto questo, per la Juventus, c'è un paradosso che fa "sorridere". Le sconfitte di Torino e Cagliari potrebbero permettere ai bianconeri, in caso di vittoria contro il Genoa nella partita di questa sera, di costruirsi un primo, piccolo, solco dalle squadre di metà classifica. Una vittoria che diventa ancora più preziosa se si pensa che è l'unico modo per non trovarsi, alla nona giornata, già a distanza siderale dalla zona Champions. Detto che difficilmente il Milan perderà punti in casa contro il Bologna, perdere o pareggiare contro il Grifone spingerebbe i bianconeri lontani dal quarto posto di 5-6 punti. Una vittoria invece lascerebbe invariate le distanze: tre punti che diventano quattro se il Milan dovesse scavalcare il Como battendo il Bologna in casa. Davanti a questi calcoli elementari, ecco spiegato perché contro il Genoa sarà una finale assolutamente da vincere per la Juventus. Tre punti che darebbero anche fiducia, continuità di risultati e ti metterebbero in una posizione di vantaggio quando domenica sera all'Allianz arriverà un Napoli messo peggio in classifica. Ma, al Ferraris, non sarà affatto facile. Ci vorrà una Juventus formato primo tempo di Lecce: aggressiva, propositiva, il più possibile precisa e, soprattutto, attenta. Viceversa, andasse in onda il remake del secondo tempo di Via del Mare, sarebbero dolori che nessun analgesico riuscirebbe ad alleggerire. Per inseguire la vittoria Spalletti cambierà qualcosa, nei limiti del possibile che l'infermeria ti concede, anche in vista della gara di domenica sera: in attacco dovrebbe partire Waltemade e accanto a lui Alajbegović, con Kolo Muani in pausa fisica e di riflessione in panchina. Per il resto non sarà possibile effettuare molti cambi e quindi il 3-5-2 di partenza, che può trasformarsi in altre forme, è abbastanza scritto. Non è scritto, invece, il risultato finale ma per fissare il segno 2 sulla "schedina" servirà cattiveria, coraggio, personalità. In una sola parola: anima. 
Spalletti: «Kolo Muani può giocare da trequartista». E spiega perché fa paura agli avversari
Spalletti: «Kolo Muani può giocare da trequartista». E spiega perché fa paura agli avversari
Luciano Spalletti studia le possibili soluzioni per affrontare il Genoa e non esclude cambiamenti nell’assetto della Juventus. In conferenza stampa, l’allenatore ha ribadito che le scelte tattiche devono partire dalle caratteristiche dei giocatori e dalle risorse disponibili in rosa, senza penalizzare chi ha qualità differenti. Il passaggio al 3-4-2-1 può bastare con una piccola rotazione, aprendo la strada a diverse interpretazioni sulla trequarti. Tra le opzioni c’è anche Randal Kolo Muani, che secondo Spalletti può agire in quella zona del campo con un ruolo ibrido, a metà tra il trequartista e l’attaccante esterno. Il tecnico ha sottolineato come i sistemi possano cambiare anche durante la partita, mentre alcune combinazioni tra i giocatori restano fondamentali. L’esempio è quanto accaduto a Lecce, quando la Juventus ha dovuto adattarsi al passaggio degli avversari alla difesa a tre, modificando a sua volta il proprio schieramento. Con un centrale in più, ha spiegato Spalletti, la squadra può inoltre guadagnare fisicità in mezzo al campo. Sul fronte delle scelte, il recupero di Sarr amplia le possibilità e consente di valutare l’impiego di un esterno nel mezzo spazio, alle spalle o vicino alla punta. Ma è soprattutto il discorso su Kolo Muani a catturare l’attenzione. Spalletti ha invitato a non giudicare il francese soltanto per ciò che produce direttamente durante la gara: la sua presenza mette in allarme le difese avversarie e può liberare opportunità per i compagni. Un peso tattico che va oltre le statistiche individuali e che potrebbe incidere anche sulle scelte in vista del Genoa.
Balzarini: «Juve in emergenza, Spalletti costretto a cambiare modulo». Tocca al 3-4-2-1?
Balzarini: «Juve in emergenza, Spalletti costretto a cambiare modulo». Tocca al 3-4-2-1?
La Juventus deve fare i conti con le assenze e Luciano Spalletti potrebbe modificare nuovamente assetto per trovare gli equilibri giusti. È l’analisi di Gianni Balzarini sul suo canale YouTube: con un organico ridotto dagli infortuni, il tecnico sarebbe costretto a valutare soluzioni diverse per gestire le rotazioni. Tra le ipotesi c’è il ritorno al 3-4-2-1, con Woltemade riferimento offensivo e Kolo Muani inizialmente in panchina, anche se le indicazioni non sono ancora definitive. Balzarini ha fatto chiarezza anche sulle indiscrezioni relative a un confronto tra Spalletti e la squadra. L’ipotesi di un ammutinamento, con i giocatori intenzionati a imporre le proprie scelte al tecnico, viene respinta con decisione. Il dialogo, invece, potrebbe esserci stato per valutare insieme le difficoltà legate alle numerose assenze e individuare il modulo più adatto alle risorse disponibili. Un confronto interno, dunque, non una ribellione: con tanti giocatori indisponibili, trovare un assetto che garantisca maggiore equilibrio è diventata una necessità.
Dalla Spagna: Sorloth per David, scambio Juve-Atletico. La pista prende forma
Dalla Spagna: Sorloth per David, scambio Juve-Atletico. La pista prende forma
Il mercato di gennaio potrebbe riportare Alexander Sorloth nei radar della Juventus. Per rinforzare l’attacco di Luciano Spalletti, prende quota l’ipotesi di uno scambio con l’Atletico Madrid che coinvolgerebbe Jonathan David. Secondo AS, i due club starebbero cercando un’intesa per portare il norvegese a Torino e trasferire definitivamente David a Madrid, dove il giocatore sembra essersi ritrovato, al punto da volere restare in Spagna dopo aver convinto il tecnico Diego Simeone a investire su di lui a suon di gol e prestazioni. Sorloth risponde all’identikit cercato da Spalletti: un centravanti fisico, capace di duellare con i difensori, attaccare i cross e garantire presenza in area, oltre a far salire la squadra. L’interesse dell’Atletico Madrid di riscattare David potrebbe così aprire una strada per la Juventus, anche se l’operazione resta al momento un’ipotesi di mercato e servirà trovare la formula giusta.
Serie A, Roma e Como volano: classifica stravolta dopo le rimonte
Serie A, Roma e Como volano: classifica stravolta dopo le rimonte
Roma e Como conquistano tre punti pesanti nella nona giornata di Serie A, vincendo entrambe in rimonta. I giallorossi superano il Cagliari all’Olimpico, mentre la squadra di Cesc Fabregas espugna il campo del Torino. Due successi che rafforzano le ambizioni delle formazioni di Gian Piero Gasperini e Fabregas e cambiano gli equilibri nelle zone alte della classifica. Roma-Cagliari 4-2: i giallorossi vanno sotto per il rigore trasformato da Nzola, ma ribaltano il risultato già nel primo tempo grazie ai giovani Lulli e Pisilli. Nella ripresa il Cagliari reagisce e trova il 2-2 all’81’ con Daniel Maldini. La risposta giallorossa è immediata: Mora firma il 3-2 all’85’, poi Malen chiude i conti due minuti più tardi. Una vittoria sofferta ma preziosa, che porta la squadra di Gasperini a 21 punti, al terzo posto.dietro Lazio (25 punti) e Inter (22 punti, ma una gara in meno). Torino-Como 1-3: a Torino il club granata passa in vantaggio nel primo tempo con Adams e riesce a contenere a lungo le iniziative del Como, sfiorando anche il raddoppio. La svolta arriva nel finale: all’81’ Jacobo Ramon pareggia di testa su assist di Nico Paz, che sei minuti dopo completa il sorpasso, ancora con un colpo di testa. Nel recupero Baturina firma il definitivo 3-1. Per i lariani è la terza vittoria consecutiva in campionato, che vale il quarto posto con 20 punti.
Genoa-Juve, probabili formazioni: Spalletti conferma il 3-5-2 e rilancia Alajbegovic?
Genoa-Juve, probabili formazioni: Spalletti conferma il 3-5-2 e rilancia Alajbegovic?
La Juventus riparte dal 3-5-2 e in vista della sfida contro il Genoa, Luciano Spalletti sarebbe quindi orientato a confermare l’assetto già visto a Lecce, puntando sulla solidità della squadra e su alcune conferme nell’undici iniziale. Secondo le utlime notizie provenienti da Torino, Alajbegovic troverebbe spazio alle spalle di Woltemade, mentre Gatti sarebbe confermato nel reparto arretrato e Cambiaso agirebbe a sinistra. Tra i pali è indicato Vicario, con Gatti, Bremer e Lucumí a comporre la difesa a tre. Sulle corsie spazio a Kalulu e Cambiaso, mentre in mezzo dovrebbero esserci McKennie, Douglas Luiz e Koopmeiners. In avanti, la coppia sarebbe formata da Alajbegovic e Woltemade. Il Genoa di Daniele De Rossi dovrebbe rispondere con lo stesso modulo: Bijlow in porta, Marcandalli, Østigård e Vásquez in difesa; Ellertsson, Baldanzi, Frendrup, Traoré ed El Shaarawy a centrocampo, con Vitinha e Osmajic in attacco. Le probabili formazioni GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Østigård, Vásquez; Ellertsson, Baldanzi, Frendrup, Traoré, El Shaarawy; Vitinha, Osmajic. All. De Rossi. JUVENTUS (3-5-2): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumí; Kalulu, McKennie, Douglas Luiz, Koopmeiners, Cambiaso; Alajbegovic, Woltemade. All. Spalletti.
Ravezzani attacca Spalletti: «Discorsi sempre più sconclusionati». E l’ombra di Conte agita la Juve
Ravezzani attacca Spalletti: «Discorsi sempre più sconclusionati». E l’ombra di Conte agita la Juve
Fabio Ravezzani non risparmia critiche a Luciano Spalletti. Intervenuto sul proprio canale YouTube, il direttore di TeleLombardia ha descritto una fase complicata per il tecnico della Juventus, soffermandosi soprattutto sulle sue recenti conferenze stampa. «Sta facendo dei discorsi sempre più sconclusionati, difficili, con dei riferimenti che nessuno riesce a cogliere», ha dichiarato Ravezzani, raccontando anche l’imbarazzo dei suoi ospiti durante una delle ultime conferenze. Secondo il giornalista, Spalletti starebbe attraversando un momento particolarmente delicato, caratterizzato da risposte più aggressive e da un atteggiamento sempre più tormentato. A pesare, nella lettura di Ravezzani, sarebbe anche il rapporto non semplice con l’ambiente bianconero. «La Juventus è stata una grande opportunità di riscatto per lui dopo il disastro della Nazionale», ha osservato, sottolineando però come il tecnico debba fare i conti con le aspettative di una piazza abituata a pretendere risultati. Nel ragionamento del direttore di TeleLombardia entra inevitabilmente anche Antonio Conte, descritto come una presenza ingombrante sullo sfondo. Per Ravezzani, le recenti uscite pubbliche dell’allenatore salentino sarebbero legate anche alla volontà di rilanciarsi sul mercato delle panchine, in attesa di una proposta importante. Il giornalista avverte quindi che, se il clima dovesse continuare a peggiorare, la posizione di Spalletti potrebbe diventare sempre più difficile. La soluzione, secondo Ravezzani, passa anche dalla società: il tecnico avrebbe bisogno di ritrovare serenità e di ricevere un segnale chiaro di sostegno, a partire da John Elkann.
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