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Juve sul centravanti ora basta errori: Massara ascolta Spalletti
Se c'è una cosa sulla quale siamo tutti d'accordo con Spalletti è l'esigenza della Juve di prendere un centravanti diverso da Kolo Muani e le sue parole post Frosinone, suonano come un messaggio per Massara. Perso Vlahovic (il preferito del tecnico) serve un suo simile. Un uomo d'area, il cui compito è di mettere dentro le tante occasioni create dalla squadra. A Frosinone 19 tiri totali, 5 in porta, 4 grandi occasioni, una sola rete e il rischio di pareggiare. La criticità nella finalizzazione, nella passata stagione, è stata l'elemento decisivo per estromettere i bianconeri dalla prossima Champions League. Massara ha scelto da tempo Zirkzee, ma sarebbe un altro errore, semplicemente perché non è il profilo da 15/20 gol stagionali. Da qui nasce il dubbio rispetto alla mancanza d'unità d'intenti, comunque diversità di vedute, tra Lucio e Ricky per quanto riguarda il rafforzamento del reparto offensivo della Juve. Forse è valso anche per Kolo: siamo sicuri lo volesse l'allenatore? Chissà. Il bene della Juve deve essere sempre e comunque primario e, fermo restando l'attenzione al bilancio, vanno fatti acquisti funzionali al gioco del tecnico. La cui conferma, va ricordato, in primis l'ha voluta John Elkann. Un Mateta o uno come Sorloth sarebbero più adatti. Rispetto al francese si parla dell'ipotesi di scambio con David, mentre lo sbarco alla Continassa del norvegese dell'Atletico Madrid, potrebbe essere favorito dal percorso inverso di Nico Gonzalez. Occhio alla possibile terza ipotesi: un nome poco sponsorizzato dai media, ma nel mirino di Massara. Un conoscitore del mercato come lui può farlo, vedi Malen, decisivo lo scorso anno per l'approdo in Champions della Roma e reduce da una tripletta nella prima di campionato contro la Fiorentina. Comunque sia, in questi ultimi giorni di trattative, la Juve non può sbagliare il centravanti. Segni particolari? Goleador.
Pedullà scuote la Juve: “Vuoi un bomber? Il nome è Icardi, in Serie A farebbe almeno 15 gol”
Pedullà scuote la Juve: “Vuoi un bomber? Il nome è Icardi, in Serie A farebbe almeno 15 gol”
Il mercato della Juventus cerca un attaccante che sappia riempire l’area, uno di quelli che non hanno bisogno di troppe spiegazioni: vede la porta, ci arriva e, possibilmente, segna. Alfredo Pedullà, sul proprio canale YouTube, mette sul tavolo un nome che in bianconero torna periodicamente: Mauro Icardi. Il giornalista parte proprio dall’esigenza della Juve di trovare una vera prima punta. Si è parlato di Alexander Sørloth e di altri profili, ma secondo Pedullà il ragionamento dovrebbe portare altrove: “Ma secondo voi, se c’è un attaccante che riempie l’area e fa gol, questo attaccante non si chiama Mauro Icardi?” Una provocazione? Non proprio. Pedullà la definisce piuttosto un’osservazione che meriterebbe un approfondimento. Icardi, classe 1993, è attualmente svincolato e rappresenterebbe quindi un’operazione senza costi di cartellino. E soprattutto, secondo l’esperto di mercato, avrebbe ancora numeri importanti da offrire: “Per me in Serie A lui farebbe almeno 15 gol. Il bomber è quello, lo prendi a parametro zero”. Poi arriva il capitolo più delicato: il rapporto con Luciano Spalletti. Pedullà invita a non liquidare la questione con un semplice “l’allenatore non è contento”, ricordando un retroscena già emerso lo scorso gennaio. Secondo quanto raccontato dal giornalista, infatti, due ore prima di Parma-Juventus ci sarebbe stata una videoconference legata proprio a Icardi, alla quale avrebbe partecipato lo stato maggiore bianconero nel tentativo di convincere l'argentino. Un interesse che, all'epoca, venne poi smentito pubblicamente da Giorgio Chiellini. Ora il nome torna a circolare, e Pedullà ricorda che Icardi starebbe aspettando di capire le intenzioni delle principali società italiane. Fiorentina, Roma e Lazio sarebbero tra le squadre osservate dall'argentino, ma finora nessuna avrebbe concretizzato una trattativa. Il punto resta uno: la Juventus cerca un centravanti. Uno che riempia l'area, che trasformi le occasioni in gol, che dia un riferimento alla squadra. Pedullà indica Icardi e lancia la domanda alla Juve: se il bomber è lì, libero a parametro zero, perché non prenderlo in considerazione?
Dall'Inghilterra sicuri: Sancho piace alla Juve per sostituire Yildiz
Dall'Inghilterra sicuri: Sancho piace alla Juve per sostituire Yildiz
Le parole fanno rumore, le foto parlano chiaro. E così, toh, chi si rivede: Jadon Sancho torna nel radar della Juventus. Secondo indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, l’attaccante inglese, oggi svincolato e quindi libero di accasarsi a parametro zero, sarebbe nuovamente nei pensieri bianconeri. Un nome che non arriva dal nulla: Sancho è un vecchio pallino di Frederic Massara, che lo aveva già seguito in passato. La situazione, questa volta, potrebbe essere diversa. L’infortunio di Kenan Yildiz "invita" - ma non obbliga viste le soluzioni interne, da Boga a Kerim Alajbegovic - la Juventus a guardarsi intorno e a valutare eventuali soluzioni che possano aggiungere qualità e imprevedibilità al reparto offensivo. Sancho, da questo punto di vista, risponde all’identikit: uno che se sta bene salta l’uomo, accende la giocata, cambia ritmo e può giocare largo oppure venire dentro al campo. Certo, il curriculum recente racconta anche un'altra storia. Le ultime stagioni non sono state all’altezza delle aspettative e il passaggio attraverso il labirinto di Old Trafford e prestiti vari (Chelsea e Aston Villa), ha lasciato più interrogativi che certezze. Ma il talento, quello, non è sparito. A Torino sembrano convinti che possa ancora riemergere, magari proprio attraverso una nuova occasione e un ambiente diverso. Il punto è che tra il volere e il potere, nel calcio moderno, ci sono sempre di mezzo i conti. Ingaggio, bonus, commissioni e condizioni economiche saranno decisivi. La Juventus può pensarci, può provarci, può annusare l'affare. Ma prima bisogna far quadrare il bilancio. Sancho, per ora, è un’idea. Una possibilità concreta, forse. Ma il calcio di agosto è pieno di film che non arrivano mai al finale. Finché non c’è una firma, resta cinema.
In bilico tra possibilità e necessità: il duro lavoro della nuova dirigenza bianconera
In bilico tra possibilità e necessità: il duro lavoro della nuova dirigenza bianconera
Un antico adagio recita: "è un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo". Si sposa perfettamente con la mission, quasi, impossible che stanno portando avanti Carnevali, Massara e Ottolini, in perfetta sintonia e con le idee chiare, consapevoli, soprattutto, dei limiti da considerare prima di ogni operazione e senza farsi prendere dall'ansia di non riuscire a chiudere entro il termine del primo settempre le operazioni sulla tabella di marcia. Sono già troppe, francamente, le critiche che arrivano dall'interno del mondo Juve e, soprattutto, dall'esterno. Ci sono tifosi bianconeri, addetti ai lavori, ex allenatori, opinionisti che non fanno altro che rimarcare le difficoltà sul mercato della Juventus o qualche problemino in campo visto nella prima gara contro il Frosinone. Il problema è che il mercato non è ancora finito, che la dirigenza è cambiata per la terza volta consecutiva, che senza Champions si perdono soldi e appeal e che si doveva vendere l'invendibile. Una rosa ampia ma con poca qualità e con valori economici altissimi. Di tutto questo non si tiene conto, è sempre più facile criticare e magari, in certi casi, fa anche più figo. Io, come sono abituato a fare, voglio provare a guardare il bicchiere mezzo pieno. Prima di tutto quando ammonivo tutti che senza Champions sarebbe stato tutto tremendamente più difficile, non lo dicevo tanto per dire, ma con cognizione di causa, quindi le tante difficoltà che ci sono state fino ad ora le avevo messe in conto e, anzim sono stupito positivamente dal lavoro fatto fino ad ora. Proviamo a riassumere la mission. Bisognava prima di tutto cambiare il portiere, magari entrambi. Operazione andata in porto. Certo, non è arrivato il Dibu Martinez, ma la dirigenza bianconera ce l'ha messa tutta e non si è spinta, saggiamente, oltre il proprio limite di budget; peraltro con il PSG che ha giocato sporco, pensando di usare la Juventus come succursale nell'affare Suzuki, ha vinto il club bianconero che ha mollato Suzuki, inducendo, indirettamente il portiere ad andare altrove e lasciando i parigini con gli stessi due, insufficienti, portieri dell'anno scorso. E dove è andato il portiere giapponese? Proprio all'Aston Villa che magari pensava di giocare sulla disperazione della Juve e vendere, alle sue cifre, il Dibu che invece resta in rosa. E non so quanto convenga avere in rosa due portieri cari e di personalità che non hanno certamente voglia di guardarsi le partite dalla panchina. E la Juventus? Si è assicurata Vicario, non la prima scelta ma un'ottima alternativa e Kamil Grabara, portiere polacco che ha ricevuto l'investitura del suo connazionale Szczęsny che disse, in tempi non sospetti, "diventerà un giocatore di livello mondiale". E chi siamo noi per non dargli credito? Poi serviva un attaccante, possibilmente due. Per ora è arrivato Kolo Muani, ma c'è ancora tempo, magari, per chiudere una doppia operazione: David in uscita e Mateta in entrata e la porta è ancora aperta per Sorloth visto che Nico vuole l'Atletico Madrid e i colchoneros non vogliono spendere 30 milioni. Manca ancora qualocosa a centrocampo, e le uscite di Arthur e, probabilmente, di Miretti spalancheranno le porte all'assalto a Frank Kessie, se va in porto l'operazione anche questa criticità è stata affrontata nel migliore dei modi. Nel mezzo l'arrivo da non trascurare di Lucumi, che in coppia con Bremer è potenzialmente tra le migliori difese del campionato, e quello di Alajbegović costretto ad accelerare i tempi di adattamento per via dell'infortunio di Kenan Yildiz.  Qualche tifoso bianconero si lamenterà comunque e alcuni addetti ai lavori snobberanno questo lavoro, io, personalmente, se si chiudono gli ultimi colpi in settimana sono pronto ad alzare la paletta con un 8 pieno alla nuova dirigenza bianconera. 
Fabrizio Romano: "Miretti al Besiktas, accordo verbale con la Juve"
Fabrizio Romano: "Miretti al Besiktas, accordo verbale con la Juve"
Fabio Miretti saluta la Juventus. Secondo il giornalista Fabrizio Romano, è stato raggiunto un accordo verbale tra il club bianconero e il Besiktas per il trasferimento del centrocampista classe 2003. L’operazione prevede un prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a una cifra superiore ai 10 milioni di euro. Restano da definire gli ultimi dettagli prima di arrivare alla formalizzazione dell’affare, ma l’intesa di massima tra i due club è stata raggiunta. Per Miretti si apre dunque una nuova parentesi lontano da Torino, con la possibilità di trovare quella continuità che negli ultimi tempi gli è mancata in bianconero. Il Besiktas punta su di lui e, se il rendimento dovesse convincere il club turco, potrebbe trasformare il prestito in un trasferimento definitivo. Per la Juventus, invece, un'operazione che potrebbe garantire spazio in rosa e una possibile entrata superiore ai 10 milioni la prossima estate.
Kessié-Juve, la Roma prova lo sgambetto. Di Marzio: "giallorossi sul centrocampista"
Kessié-Juve, la Roma prova lo sgambetto. Di Marzio: "giallorossi sul centrocampista"
La Juventus sta accelerando per chiudere finlamnete la telenovela Franck Kessié, ma secondo quanto riferito da Gianluca Di Marzio a Sky Sport, il centrocampista ivoriano sarebbe nel mirino della Roma, che in queste ore starebbe provando lo sgambetto, inserendosi nella trattativa e cercando di convincere il giocatore a scegliere la Capitale. La Juventus resta comunque davanti. Il club bianconero considera Kessié un rinforzo importante per la mediana di Luciano Spalletti, alla ricerca di maggiore fisicità, esperienza e personalità in mezzo al campo. Un profilo che conosce bene il calcio italiano e che potrebbe aggiungere peso e qualità a un reparto destinato a essere uno dei punti centrali del progetto bianconero. La nuova Juve targata Giovanni Carnevali e Frederic Massara ha individuato nel centrocampista un'occasione da provare a cogliere, ma ora deve evitare di farsi sorprendere sul rettilineo finale.
Juve, Kessié a un passo: pronto un contratto fino al 2028
Juve, Kessié a un passo: pronto un contratto fino al 2028
La Juventus accelera per Franck Kessié. Secondo quanto riferito dal collega Nicolò Schira sul suo profilo ufficiale su X, per il centrocampista ivoriano sarebbe pronto un contratto fino al 2028, con un'opzione per prolungare l'accordo fino al 2029. L'affare sarebbe dunque finalmente pronto a sbloccarsi grazie all'uscita di Fabio Miretti, sempre più vicino al Besiktas in prestito con diritto di riscatto, e nonostante l'inserimento della Roma nelle ultime ore. Kessié, classe 1996, è attualmente svincolato dopo la conclusione della sua esperienza con l'Al Ahli e rappresenta quindi un'opportunità particolarmente interessante per la Juventus. Il centrocampista conosce bene la Serie A, avendo vestito le maglie di Atalanta e Milan, e porta con sé esperienza internazionale e caratteristiche fisiche che potrebbero dare maggiore sostanza alla mediana di Luciano Spalletti. Un profilo particolarmente gradito anche a Frederic Massara, che lo conosce dai tempi del Milan. La Juventus è dunque pronta ad affondare il colpo: Kessié è sempre più vicino a Torino.
Terzino sinistro, la Juve insiste per Raum: idea dalla Bundesliga
Terzino sinistro, la Juve insiste per Raum: idea dalla Bundesliga
La Juventus continua a guardare in Bundesliga per rinforzare la fascia sinistra dove Andrea Cambiaso continua a non convincere, e tra i nomi finiti sotto osservazione c’è David Raum. Il tedesco, classe 1998, è di proprietà del RB Lipsia, con cui ha un contratto fino al giugno 2027. Terzino sinistro mancino, Raum può agire anche più avanti come esterno. Corsa, fisicità e capacità di accompagnare l’azione sono le sue caratteristiche principali, qualità che potrebbero sposarsi con le richieste di Luciano Spalletti. Nel suo percorso ha conquistato anche un posto stabile nella Nazionale tedesca, con 39 presenze e un gol. Il suo valore di mercato è di circa 25 milioni di euro. Al momento non risultano trattative concrete, ma il suo nome si aggiunge alla lista dei profili seguiti dalla Juventus per rendere più competitiva la corsia mancina. Il contratto in scadenza nel 2027 potrebbe inoltre spingere il Lipsia a valutare il futuro del giocatore già in questa sessione.
Balzarini: “La Juve cerca un nuovo centravanti. Spalletti vuole uno che faccia sportellate”
Balzarini: “La Juve cerca un nuovo centravanti. Spalletti vuole uno che faccia sportellate”
La Juventus saluta Mattia Perin e guarda avanti. Un pezzo di storia bianconera se ne va, dopo 71 presenze e 30 clean sheet: numeri che raccontano meglio di tante parole il contributo dato dal portiere durante la sua esperienza a Torino. A fare il punto sul mercato della Juventus è Gianni Balzarini, sul proprio canale YouTube. E tra una partenza e un possibile arrivo, il quadro che emerge è quello di una società ancora al lavoro, soprattutto nel reparto offensivo. Perin lascia spazio a Gravara, giovane portiere del quale, racconta Balzarini, si parla molto bene. A sponsorizzarlo ci sarebbe anche Wojciech Szczęsny, particolare non proprio irrilevante considerando la carriera dell’ex numero uno bianconero. «Se Szczęsny ci ha messo una buona parola – osserva Balzarini – vuol dire che il portiere è forte». Addirittura, secondo le valutazioni raccolte dal giornalista, Gravara potrebbe in prospettiva arrivare a insidiare anche la posizione di Guglielmo Vicario. Per ora, però, la porta della Juventus sembra essere coperta. E il mercato si sposta altrove. Il vero nodo è davanti. Balzarini ribadisce che i bianconeri hanno bisogno di un altro attaccante. Non semplicemente un altro giocatore offensivo, ma una punta con caratteristiche precise. Uno che sappia fare a sportellate, giocare spalle alla porta, prendere palloni aerei e soprattutto far salire la squadra quando gli spazi si chiudono. È il motivo per cui continuano a piacere profili come Alexander Sørloth. Il norvegese può giocare anche fuori dall’area e non è soltanto un centravanti statico. Ma la caratteristica che interessa maggiormente è proprio quella fisica. Balzarini tira fuori anche un paragone importante: Romelu Lukaku. «Chi avrebbe giocato bene in questa Juventus, con qualche anno in meno? Lukaku, un tipo così». Il concetto è chiaro. Quando l’avversario si chiude e non concede profondità, non puoi affidarti soltanto alla corsa degli attaccanti. Serve qualcuno che possa ricevere palla, proteggerla, vincere un duello e permettere alla squadra di risalire. Ed è proprio questo il centravanti che Luciano Spalletti sembra volere. Balzarini affronta anche il dibattito sulle parole di Spalletti rivolte a Koopmeiners. Secondo il giornalista, l'allenatore non avrebbe voluto bocciare il centrocampista, ma scuoterlo. L'idea è quella di ricordargli che un giocatore pagato e considerato a quel livello deve mantenere standard elevati, sotto il profilo tecnico ma anche della personalità, della rabbia agonistica e della continuità. Una critica dunque interpretata come stimolo, non come condanna. E il mercato sembra seguire la stessa logica: Spalletti vuole giocatori funzionali alla propria idea di calcio. Per questo, come accennato prima, la Juventus continua a cercare un centravanti fisico. Sørloth resta un profilo gradito, Mateta è un'altra possibilità, mentre il lavoro dietro le quinte prosegue. Il mercato è ancora aperto e la Juventus, ormai, è arrivata al momento in cui tutto può accelerare. Balzarini lo ricorda: in questa estate i bianconeri hanno spesso aspettato per giorni, prima di chiudere diverse operazioni nel giro di poche ore.
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