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La Vecchia Signora al bicarbonato. Dai salotti d'Europa al dopolavoro col Rennes: quando l'indigestione passa dagli avversari ai tifosi
La Vecchia Signora al bicarbonato. Dai salotti d'Europa al dopolavoro col Rennes: quando l'indigestione passa dagli avversari ai tifosi
Per affrontare il primo tempo della Juventus di questi tempi non servirebbe l’abbonamento allo stadio, ma una vecchia bottiglia di Fernet bevuto d’un fiato, di quello amaro che rimette in bolla i cristiani. Dopo la Caporetto casalinga contro la Lazio — una disfatta così tonda e priva d’appello da far sembrare quasi allegro il bollettino del generale Cadorna — ci si aspettava almeno un sussulto d’orgoglio contro il Rennes. Macché. Quarantacinque minuti di pura ipnosi regressiva, eseguita attraverso un palleggio laterale con lo slancio vitale di un impiegato del catasto alla vigilia della pensione, dentro un’architettura tattica in cui le pochissime idee presenti facevano di tutto per non incontrarsi mai. È il solito, rassicurante mal di mare che ormai funge da antipasto fisso all’Allianz. In campo si è vista la feroce intensità agonistica di una bocciofila di provincia nell’ora della controra, con i giocatori impegnati a passarsi il pallone come se fosse un parente serpente a Natale: l’importante era toglierselo di torno il prima possibile. Nessuno scatto, nessuna illuminazione, ma solo una tristezza perpendicolare alla porta avversaria che nemmeno una damigiana di Barbera riuscirebbe a mandare giù. Poi, puntuale come una cartella esattoriale, nella ripresa è scattata l’ora della disperazione. Smaltita la camomilla dell’intervallo, la Signora ha improvvisamente deciso di togliersi la pelliccia (ormai parecchio tarlata) per indossare la tuta da metalmeccanico. Palla lunga, spallate, nervi scoperti e mischioni furibondi gettati in area sperando in qualche rimpallo benevolo della provvidenza, più che in uno schema, per raddrizzare la baracca fino al 2-2. Un furore generoso ma disordinato, da saloon di periferia più che da salotto europeo, che i bretoni hanno assorbito senza nemmeno spettinarsi troppo, negandoci quel terzo gol che avrebbe almeno salvato la contabilità della serata. C’è però una legge non scritta del pallone che a Torino farebbero bene a ripassare in fretta: l’assalto all’arma bianca è l’eccezione dei naufraghi, non può diventare la regola di un grande club. Se ti riduci a chiudere ogni santa partita con la bava alla bocca, a rincorrere il risultato con l’acqua alla gola buttando all’aria la geometria per aggrapparti solo alla clava, allora non è sfortuna e non è nemmeno un episodio. Significa che qualcosa — o molto più che qualcosa — nel motore e nella testa si è rotto per davvero. Scriveva Ennio Flaiano che «la situazione è grave, ma non è seria»; ecco, la Juventus attuale prende tremendamente sul serio la propria confusione. Ma il guaio vero non è il pareggio col Rennes, che in epoche più felici avremmo liquidato come una fastidiosa formalità del mercoledì di coppa e non in questo purgatorio del giovedì sera. Il delitto perfetto che questa squadra sta compiendo è l’anestesia dei sentimenti: sta togliendo l’entusiasmo alla sua gente, che è la cosa più difficile da rimettere insieme quando va in frantumi. Cesare Pavese, nel Mestiere di vivere, annotava che «le cose si ottengono quando non si desiderano più». A furia di assistere a frazioni iniziali inguardabili e rimonte disperate che si fermano a metà del guado, il popolo bianconero rischia di raggiungere presto il nirvana dell’indifferenza: non s’arrabbia nemmeno più, fissa il vuoto, sospira e si chiede se valga ancora la pena rovinarsi il fegato per un calcio d’angolo battuto corto. Con questo bagaglio di spleen sabaudo in stiva, domenica si scende a Lecce. Il Salento è terra di vento, di barocco luminoso e di gente che il calcio lo vive ancora col sangue agli occhi. Al Via del Mare non stenderanno tappeti rossi per consolare gli aristocratici decaduti venuti dal Nord; lì bisognerà correre sul serio fin dal fischio d’inizio, perché regalare il solito tempo agli avversari significherebbe consegnarsi al martirio sportivo. Alla squadra non si chiede di trasformarsi d’incanto nel Brasile del ’70, ma almeno di onorare il prezzo del biglietto e restituire una scintilla a chi la guarda. Del resto, viene quasi da sorridere — di quel sorriso obliquo e un po’ grigio che assomiglia a certe nebbie sul Po, tipico di chi ha molto amato e ora si ritrova a contare i resti di un trasloco — se ci si ferma a riguardare le fotografie ingiallite sul comò. C’era una stagione della vita in cui a Torino sbarcavano i granatieri di Manchester o gli hidalgos di Madrid e sentivano i garretti farsi d’acqua già all’uscita degli spogliatoi, al cospetto di una squadra spietata nel portamento, capace di ricamare di fioretto prima di calare la mannaia. Adesso ci si ritrova a battere le mani, quasi con gratitudine, per un quarto d’ora scarso di confusa baruffa nel dopolavoro dell’Europa League contro gli onesti scolari bretoni, celebrando un punticino casalingo con l’enfasi eroica di chi ha appena trasvolato le Ande a cavallo di una bicicletta da fornaio. Gli ospiti se ne tornano in Francia con il bottino in tasca e il garbo di chi ringrazia per l’ospitalità; a noi tocca rassettare la tavola, preparare il baule per le Puglie e custodire il ricordo sbiadito di quando le proporzioni gastronomiche erano invertite. Allora, infatti, la Juventus procurava solenni indigestioni agli avversari; adesso preferisce procurarle ai propri paganti. Bisogna tuttavia riconoscere alla società un’ammirevole coerenza industriale: pur avendo smarrito la ricetta della grande cucina europea, lo stomaco rimane pur sempre il bersaglio prediletto della casa. Tanto che si pensa già, per le prossime gare interne, di sostituire la sciarpa d’ordinanza all’ingresso con un ben più pratico cucchiaino di bicarbonato: meno coreografico sugli spalti, certo, ma di una formidabile efficacia tattica verso la fine del primo tempo. Roberto De Frede
Calamai: "Allegri non fa più la differenza, ma sull'espulsione..."
Calamai: "Allegri non fa più la differenza, ma sull'espulsione..."
Luca Calamai, tramite le colonne di TMW, si è soffermato a parlare di Massimiliano Allegri, tecnico del Napoli che nel match di ieri contro la Roma ha rimediato una espulsione sul finale della gara. "Sono rimasto ancora una volta deluso da Allegri e da come non sia stato capace di gestire le situazioni di vantaggio. Max non fa più la differenza. I cambi sono banali e nonostante il suo gesticolare la squadra si abbassa troppo come passa in testa. Insomma, non lo segue come dovrebbe. Ha ragione a lamentarsi per l’espulsione. Orsato dovrebbe spiegare il perché di quel cartellino rosso. Il tecnico partenopeo però non vada a cercare fantasmi ovunque. E rifletta sul suo lavoro".
Juventus, l'emergenza apre scenari a sorpresa: Spalletti pensa a nuove soluzioni
Juventus, l'emergenza apre scenari a sorpresa: Spalletti pensa a nuove soluzioni
Gli infortuni continuano a condizionare le scelte di Luciano Spalletti e a ridurre le alternative offensive a disposizione della Juventus. In particolare, è la situazione sulla trequarti a destare preoccupazione: con le assenze di Yildiz, Nico González e Conceição, le soluzioni per garantire qualità, fantasia e imprevedibilità nell'uno contro uno sono diventate pochissime. Restano infatti Zhegrova, Boga e Alajbegovic, tre giocatori che potrebbero assumere un peso importante nelle prossime partite, anche in base al modulo scelto dal tecnico. La questione non riguarda soltanto chi partirà titolare, ma soprattutto le possibilità che Spalletti avrà a disposizione per cambiare volto alla gara. Con una rosa condizionata dalle assenze, la capacità di incidere a partita in corso può diventare decisiva, soprattutto quando serviranno una giocata individuale o una soluzione diversa per scardinare la difesa avversaria. Zhegrova, Boga e Alajbegovic: poche alternative per saltare l'uomo Tra i giocatori rimasti a disposizione, Zhegrova rappresenta una risorsa particolarmente interessante per le sue caratteristiche offensive. L'esterno kosovaro ha qualità tecniche e capacità nell'uno contro uno che possono permettergli di creare superiorità numerica, soprattutto nelle situazioni in cui la Juventus fatica a trovare spazi contro avversari chiusi. Inoltre, potrebbe essere uno dei giocatori più freschi a disposizione di Spalletti, considerando che è escluso dalla lista per l'Europa League e non è stato impiegato contro il Rennes. Un'altra possibilità è rappresentata da Jérémie Boga, rientrato contro il Rennes dopo un lungo periodo lontano dal campo. Il suo ingresso ha offerto indicazioni incoraggianti, ma sarà importante capire quanto possa essere impiegato senza correre rischi e quanto tempo gli serva per ritrovare la migliore condizione. La sua rapidità e la capacità di puntare il diretto avversario possono comunque diventare armi preziose, soprattutto nella seconda parte della partita. C'è poi Alajbegovic, che potrebbe rappresentare una soluzione per aggiungere qualità tra il centrocampo e l'attacco. La possibilità di utilizzarlo alle spalle delle punte consentirebbe alla Juventus di mantenere un giocatore creativo tra le linee, senza rinunciare completamente alla fantasia nonostante le numerose assenze. Il 3-5-2 è un'opzione, ma il centrocampo è corto La scelta del modulo sarà determinante. Spalletti potrebbe optare per il 3-5-2, aumentando la densità in mezzo al campo e cercando di garantire maggiore equilibrio alla squadra. In questo scenario, Zhegrova, Boga e Alajbegovic potrebbero diventare soprattutto alternative da utilizzare a gara in corso, quando ci sarà bisogno di cambiare ritmo, aggiungere qualità o cercare una soluzione individuale. Anche questa strada, però, presenta alcune difficoltà. Le alternative a centrocampo non sono molte: Douglas Luiz, McKennie e Koopmeiners sono le opzioni disponibili, mentre resta da chiarire la situazione di Pape Sarr, per il quale si è parlato di un possibile problema fisico. Se il centrocampista non dovesse essere al meglio, le scelte per comporre una mediana a tre si ridurrebbero ulteriormente. Con quattro centrocampisti potenzialmente utilizzabili per tre posti, la gestione delle energie diventerebbe un aspetto fondamentale. Spalletti dovrebbe infatti considerare non soltanto la formazione iniziale, ma anche le possibilità di intervenire durante la partita senza ritrovarsi con poche soluzioni per cambiare gli equilibri della squadra. Il 3-4-1-2 per dare spazio ad Alajbegovic Un'alternativa potrebbe essere il 3-4-1-2, modulo che permetterebbe di mantenere un trequartista alle spalle delle due punte. In questo caso Alajbegovic potrebbe candidarsi per una maglia da titolare, offrendo una soluzione tecnica tra le linee e lasciando a Spalletti la possibilità di intervenire successivamente con Boga o Zhegrova. Una scelta del genere consentirebbe di preservare almeno inizialmente una delle alternative offensive per la ripresa, ma comporterebbe anche un rischio tattico. La Juventus ha già mostrato difficoltà quando si è trovata ad affrontare squadre capaci di occupare il centrocampo con tre uomini, ritrovandosi in inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo. Contro il Lecce, quindi, schierare soltanto due centrocampisti potrebbe esporre nuovamente i bianconeri a problemi di gestione del possesso e di copertura degli spazi. Il 3-4-1-2 garantirebbe maggiore qualità sulla trequarti, ma richiederebbe ai due mediani un lavoro particolarmente impegnativo, soprattutto se gli avversari riuscissero a prendere il controllo della zona centrale. Zhegrova anche da quinto: una carta per cambiare la partita Nel caso in cui Spalletti decidesse di confermare la difesa a tre, Zhegrova potrebbe rappresentare anche una soluzione alternativa sugli esterni, soprattutto durante una partita bloccata o quando la Juventus fosse costretta a inseguire il risultato. In passato, anche al Lille, il kosovaro è stato impiegato in posizione più esterna, sebbene le sue caratteristiche siano decisamente offensive. Un suo eventuale utilizzo da quinto, a destra o a sinistra, andrebbe valutato in funzione della situazione della gara e delle necessità della squadra. Non sarebbe una scelta pensata per garantire soprattutto copertura difensiva, ma un modo per aggiungere spinta, dribbling e imprevedibilità quando servisse aumentare la pressione sugli avversari. È proprio questa versatilità a rendere Zhegrova una risorsa potenzialmente importante. Se la Juventus dovesse trovarsi in svantaggio o non riuscisse a sbloccare il risultato, Spalletti potrebbe decidere di modificare l'assetto e sfruttare il suo talento per provare a cambiare l'inerzia della partita. Spalletti chiamato a trovare il giusto equilibrio La Juventus si trova dunque davanti a un problema che riguarda sia le scelte offensive sia l'equilibrio complessivo della squadra. Il 3-5-2 permetterebbe di avere maggiore densità a centrocampo, ma rischierebbe di lasciare inizialmente fuori le poche risorse capaci di garantire fantasia e superiorità numerica. Il 3-4-1-2 offrirebbe invece spazio a un trequartista come Alajbegovic, ma potrebbe riproporre le difficoltà già emerse contro le squadre che schierano tre centrocampisti. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche dei giocatori e dall'andamento della partita. Boga deve ritrovare la migliore condizione dopo il lungo stop, Zhegrova può offrire una soluzione anche più esterna e Alajbegovic rappresenta un'opzione per aggiungere qualità tra le linee. Tre risorse diverse, ma che in questo momento sono chiamate a dare un contributo importante. Con Yildiz, Nico González e Conceição indisponibili, il margine di scelta sulla trequarti è ridotto al minimo. Spalletti dovrà quindi individuare il sistema più adatto per non perdere equilibrio a centrocampo e, allo stesso tempo, conservare la possibilità di cambiare la partita con una giocata individuale. Saranno le sue scelte tattiche, insieme alle condizioni dei singoli, a determinare quanto spazio potranno trovare Zhegrova, Boga e Alajbegovic.
De Grandis: "Spalletti è condizionato dagli infortuni..."
De Grandis: "Spalletti è condizionato dagli infortuni..."
La Juventus domani andrà a Lecce per giocare contro il Lecce. I bianconeri dovranno fare a meno di molti giocatori, Spalletti si trova di nuovo in emergenza infortuni. Di questo ne ha parlato anche Stefano De Grandis ai microfoni di Sky Sport. "Gli infortuni non permettono a Spalletti di lavorare? È condizionato. Capitano una volta a una squadra, una volta all'altra: a volte ci sono incidenti muscolari in serie e allora cominciano a parlare dei campi di allenamento. In realtà i giocatori non sono macchine: quando giocano spesso, possono farsi degli infortuni”.
Lecce-Juventus: la probabile formazione di Spalletti
Lecce-Juventus: la probabile formazione di Spalletti
La Juventus di Luciano Spalletti è sbarcata a Lecce con soli 20 giocatori a disposizione. Sono ben 8 gli infortunati tra i bianconeri, cui si aggiunge Milik, escluso da tutte le liste e utilizzabile solo in Coppa Italia. È stato aggregato regolarmente alla squadra anche Sarr, che negli ultimi giorni ha accusato un fastidio all’adduttore e difficilmente sarà rischiato. Insomma, il tecnico della Juve, deve decidere in primis il modulo per poi incastrare gli elementi a disposizione. Se sarà 3-5-2, spazio per Gatti nel trio difensivo con Bremer e Lucumi, mentre Kalulu e Cambiaso sarebbero i quinti; a centrocampo, Douglas Luiz agirebbe da playmaker con McKennie e Koopmeiners mezzali, mentre davanti agirebbero Kolo Muani e Woltemade. In caso di 3-4-1-2, invece, possibile spazio per Alajbegovic sulla trequarti con Koopmeiners che si accomoderebbe in panchina. Se, infine, Spalletti adottasse un 3-4-2-1, Woltemade finirebbe in panchina mentre con il bosniaco alle spalle di Kolo Muani ci sarebbe uno tra McKennie e Zhegrova. Di seguito le tre opzioni. JUVENTUS (3-5-2): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumi; Kalulu, Koopmeiners, Douglas Luiz, McKennie, Cambiaso; Woltemade, Kolo Muani. JUVENTUS (3-4-1-2): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumi; Kalulu, McKennie, Douglas Luiz, Cambiaso; McKennie (Alajbegovic); Woltemade, Kolo Muani. JUVENTUS (3-4-2-1): Vicario; Gatti, Bremer, Lucumi; Kalulu, Douglas Luiz, Koopmeiners, Cambiaso; McKennie (Zhegrova), Alajbegovic; Kolo Muani.
Allegri, il fuorionda dopo Napoli-Roma: «Gli hanno messo la Champions in tasca, l’ho pagata con il Milan»
Allegri, il fuorionda dopo Napoli-Roma: «Gli hanno messo la Champions in tasca, l’ho pagata con il Milan»
Le polemiche dopo il 3-3 tra Napoli e Roma proseguono anche lontano dal campo. Protagonista Massimiliano Allegri, che dopo il pareggio del Maradona e l'espulsione rimediata nel finale si è presentato ai microfoni visibilmente nervoso, ammettendo di non essere lucido per commentare la partita. Ma è soprattutto un fuorionda, riportato dal Corriere dello Sport e ripreso da altre testate, ad aver attirato l'attenzione. Dopo l'intervista a DAZN e prima della conferenza stampa, il tecnico si sarebbe lasciato andare a uno sfogo udibile nella sala stampa. Queste le parole riportate: «L'anno scorso gli hanno messo la Champions in tasca. Sempre loro… L'ho pagata con il Milan». Il riferimento sembra essere alla corsa per la qualificazione alla Champions League della scorsa stagione, quando il Milan allenato da Allegri chiuse al quinto posto, rimanendo fuori dalla competizione, mentre la Roma conquistò un piazzamento utile per l'accesso al torneo. Non è però chiaro a quale episodio specifico si riferisse l'allenatore né chi intendesse con l'espressione «sempre loro». Le parole arrivano in un clima già teso per le proteste di Allegri contro l'espulsione e per gli episodi arbitrali del finale di Napoli-Roma. Uno sfogo che aggiunge un nuovo capitolo alle polemiche del post-partita, mentre resta da capire se arriveranno reazioni ufficiali da parte del club giallorosso.
Lecce-Juventus, le quote dei marcatori: Woltemade e Kolo Muani favoriti, occhio a McKennie e Gatti
Lecce-Juventus, le quote dei marcatori: Woltemade e Kolo Muani favoriti, occhio a McKennie e Gatti
In vista della sfida tra Lecce e Juventus, in programma domenica alle 18:00, uno dei mercati da seguire è quello dei possibili marcatori. Le quote individuano due principali candidati al gol tra i bianconeri, ma non mancano alternative interessanti e possibili sorprese, anche tra i difensori. Attenzione, inoltre, a un centrocampista del Lecce che i tifosi juventini ricordano bene. Juventus, Woltemade e Kolo Muani i favoriti Il favorito: Nick Woltemade – quota intorno a 2,50. L'attaccante tedesco è tra i nomi più accreditati per trovare la rete. La sua presenza fisica può rivelarsi importante per attaccare l'area e mettere in difficoltà la difesa salentina. L'alternativa: Randal Kolo Muani – quota intorno a 2,50. Alla stessa quota di Woltemade, il francese rappresenta un'altra opzione offensiva da considerare. La sua capacità di muoversi negli spazi e attaccare la profondità può fare la differenza, soprattutto se la Juventus riuscirà a sviluppare la manovra con maggiore velocità. McKennie alternativa dal centrocampo, occhio a Gatti e Bremer L'alternativa a centrocampo: Weston McKennie – quota intorno a 4,50. L'americano può inserirsi senza palla e sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa avversaria. Una soluzione interessante per chi cerca un possibile marcatore diverso dagli attaccanti. La sorpresa: Federico Gatti – quota intorno a 9,00. Se dovesse partire dall'inizio, il difensore potrebbe diventare un nome da seguire soprattutto sui calci piazzati. Con una quota più alta, può rappresentare una possibile sorpresa del mercato marcatori. Attenzione anche a Gleison Bremer – quota intorno a 9,00. Come Gatti, il brasiliano può sfruttare la propria presenza fisica sulle palle inattive. Un gol di un difensore resta un'eventualità meno probabile rispetto a quello di una punta, ma la quota è decisamente più alta. Lecce, Geubbels e Maleh da tenere d'occhio Il nome principale: Willem Geubbels – quota intorno a 5,00. L'attaccante del Lecce è uno dei giocatori da seguire tra le possibili soluzioni offensive dei salentini. La Juventus dovrà prestare attenzione ai suoi movimenti per evitare di concedergli occasioni in area. La possibile sorpresa: Youssef Maleh – quota intorno a 12,00. Il centrocampista è un nome che i tifosi bianconeri ricordano per la sfida di Coppa Italia di due stagioni fa contro l'Empoli, terminata 1-1 e poi decisa ai calci di rigore in favore dei toscani. Una quota elevata lo rende una possibilità meno attesa, ma da non dimenticare. Le quote indicate sono indicative e possono cambiare prima del calcio d'inizio. I nomi proposti rappresentano possibili marcatori e non costituiscono una previsione certa sull'esito della partita.
Serie A: la Lazio supera anche il Parma e vola da sola in testa alla classifica
Serie A: la Lazio supera anche il Parma e vola da sola in testa alla classifica
La Lazio non si ferma più. Nel posticipo del sabato sera dell'ottava giornata di Serie A, i biancocelesti superano il Parma per 2-1 e conquistano tre punti pesantissimi, volando momentaneamente da soli in vetta alla classifica in attesa della partita dell'Inter. Dopo il successo per 3-0 sul campo del Torino, la squadra di Gennaro Gattuso conferma il proprio momento positivo anche all'Olimpico. La gara si sblocca al 51' con Taylor, mentre al 58' arriva il raddoppio grazie all'autogol di Diego Carlos. Il Parma prova a reagire, ma fatica a trovare spazi e riesce ad accorciare le distanze soltanto al 90'+5 con Lontani, quando ormai resta pochissimo tempo per cercare il pareggio. Con questa vittoria la Lazio sale a 22 punti e si prende momentaneamente il primo posto, in attesa dell'impegno dell'Inter. Il Parma resta invece fermo a 4 punti e incassa un'altra sconfitta, nonostante il gol arrivato allo scadere.
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