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Sudafrica shock, Adams trovato senza vita: aveva giocato tutte le partite del Mondiale
Il mondo del calcio e il Sudafrica è in lutto per l'improvvisa scomparsa di Jayden Adams. Il centrocampista venticinquenne, che aveva giocato tutte le partite del girone del Mondiale, è stato trovato senza vita questa mattina. A rivelarlo è stato il ministro dello Sport sudafricano Gayton McKenzie, che ha fatto sapere: "È con profondo sgomento e grande tristezza che ho appreso della scomparsa di Jayden Adams. Il calcio sudafricano ha perso uno dei suoi giovani talenti più promettenti. La nostra nazione si unisce al dolore della sua famiglia, dei suoi compagni di squadra e dei milioni di tifosi che lo hanno visto crescere, da promettente prospetto dell'academy fino a diventare un calciatore della nazionale maggiore dei Bafana Bafana". Le cause della morte non sono state ancora rivelate, ma fonti locali temono possa essersi trattato di suicidio. Il gesto estremo sarebbe arrivato a seguito di una forte depressione di cui Adams avrebbe sofferto negli ultimi mesi.
Mercato Juve, Muharemovic si allontana. Cerchione: "Offerta del Sunderland"
La Juventus potrebbe veder sfumare Tarik Muharemovic. Dopo aver raggiunto l'intesa sia con il difensore bosniaco sia con il Sassuolo, la dirigenza bianconera potrebbe essere costretta a fare dietrofront a causa della concorrenza del Sunderland. Anche il giornalista Luca Cerchione ne ha parlato ai microfoni di Ocw Sport, dove ha dichiarato:
"Si complicano i piani della Juventus. Oggi il Sunderland ha presentato un'offerta al Sassuolo: 3.5 mln d'ingaggio a Muharemovic e 35 mln ai neroverdi".
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Schira: "Juve, idea Cangini per l'area scouting. Lucumí resta nel mirino per la difesa"
Dopo l'addio di Modesto, il club bianconero è alla ricerca di un nuovo responsabile dell'area scouting e recruitment. A svelarlo è l'esperto di calciomercato Nicolò Schira, che sul suo canale personale di Youtube ha fatto il punto sulla situazione.
Il nome in cima alla lista sarebbe quello di Davide Cangini, attuale dirigente del Sassuolo e uomo di fiducia di Giovanni Carnevali. Sullo sfondo resta anche Enrico Paresce, Responsabile dell'Area Scout in uscita dal Torino e già collaboratore di Frederic Massara ai tempi di Milan e Roma. I due, tra le altre operazioni, contribuirono all'individuazione di Mike Maignan come erede di Gianluigi Donnarumma.
Sul fronte della squadra, Schira conferma che Jhon Lucumí resta uno degli obiettivi principali per rinforzare la difesa. Il centrale colombiano piace sia a Luciano Spalletti sia a Carnevali. La clausola rescissoria da 28 milioni di euro è valida fino al 15 luglio, ma una volta scaduta la Juventus potrebbe tentare l'affondo a condizioni più favorevoli. Il Bologna, infatti, rischia di perdere il giocatore a parametro zero nel 2027 e potrebbe essere costretto ad abbassare le proprie richieste, anche perché Lucumí avrebbe già rifiutato due proposte di rinnovo. Attenzione però alla concorrenza dell'Inter, pronta a inserirsi qualora dovesse sfumare la pista Chalobah.
Balzarini: “La Juve non è bloccata dall’incapacità, ma dai conti”
La Juventus si muove su più tavoli, ma deve fare i conti con una realtà economica che condiziona inevitabilmente il mercato. È questo il quadro tracciato da Gianni Balzarini sul suo canale YouTube, dove il giornalista ha spiegato le difficoltà attuali del club bianconero.
«La Juventus, così come tante altre società italiane, non naviga nell’oro. Chiuderà l’anno con un passivo di circa 63 milioni di euro, dopo i 58 milioni della stagione precedente, anche a causa dei mancati ricavi della Champions League. Si passerà da una previsione di circa 530 milioni di ricavi a una cifra vicina ai 470».
Secondo Balzarini, il rallentamento del mercato non è quindi legato alla mancanza di idee della nuova dirigenza, ma ai vincoli economici ereditati. «Il mercato della Juve è bloccato non dall’incapacità dei dirigenti, ma da prezzi fuori portata e da errori commessi in passato che oggi condizionano il presente». Il riferimento è soprattutto alle operazioni in uscita, considerate fondamentali per finanziare nuovi investimenti.
«Se tra chi critica c’è qualcuno capace di vendere Openda o David, si faccia avanti. Avrà una statua davanti allo Stadium. Perché il problema oggi è anche questo: bisogna sistemare situazioni create negli anni precedenti». Balzarini difende il lavoro della nuova area sportiva guidata da Giovanni Carnevali, chiamato a gestire una fase complessa. «Non credo che Carnevali sia l’ennesimo dirigente arrivato per non vincere. È stato chiamato per vincere. È italiano, conosce la Juventus e sa come muoversi».
Sul mercato offensivo restano aperte diverse piste, ma senza condizioni economiche sostenibili. «Dieci milioni risparmiati qui, cinque là, venti da un'altra parte: alla fine fanno la differenza. Non è una questione di principio, è una questione di bilancio». Secondo Balzarini, il prossimo anno la squadra sarà diversa, anche se servirà tempo. «La Juve che avete visto quest’anno non sarà la stessa del prossimo. Sarà più forte, non spaccherà il mondo, ma sarà più competitiva». L’obiettivo resta però quello di tornare rapidamente ai vertici.
«Nel mondo Juventus ci si è stufati di non vincere lo scudetto. Il primo che vuole tornare al massimo è John Elkann. Ma per lottare per il titolo devi prima tornare stabilmente in Champions League, perché i ricavi cambiano completamente». La strada indicata è quindi quella della programmazione: cedere gli esuberi, costruire una rosa più equilibrata e investire con criterio.
Bartel si presenta: “Juventus scelta ideale per crescere e vincere. Voglio aiutare il Club a conquistare trofei”
Julia Bartel è pronta a iniziare la sua nuova avventura alla Juventus Women. La centrocampista spagnola, arrivata dall’Atlético Madrid e legata al club bianconero fino al 2029, ha raccontato le prime sensazioni dopo l’approdo a Torino, mostrando grande entusiasmo per il progetto della società.
«Sono davvero felice di essere qui. La Juventus è un grande club, sia in Italia sia in Europa, e il progetto che sta portando avanti mi ha spinto a scegliere questa destinazione. Le ambizioni della Società si sposano con le mie: credo sia il passo migliore per la mia carriera». Una scelta maturata dalla volontà di confrontarsi con una nuova realtà e continuare il proprio percorso di crescita dopo le esperienze vissute tra Barcellona, Chelsea, Liverpool e Atlético Madrid.
Bartel è consapevole della nuova sfida che la attende, ma si sente pronta ad affrontarla con il lavoro quotidiano: «Lavoro sodo ogni giorno per migliorare sotto ogni aspetto e cercare di dare sempre qualcosa in più. Credo che potrò inserirmi bene, sia per il sistema di gioco sia per le caratteristiche della squadra». La centrocampista spagnola ha poi sottolineato quanto abbia inciso nella sua scelta la mentalità del club bianconero.
«La Juventus è una società ambiziosa, che vuole vincere titoli e competere ai massimi livelli anche in Europa. È proprio questo che mi ha convinta». Gli obiettivi: crescere e vincere insieme «Prima di tutto dovrò adattarmi all’Italia, perché è un Paese nuovo per me. Voglio conoscere meglio le mie compagne, passare tempo con loro e creare un gruppo forte giorno dopo giorno».
Gli obiettivi, però, sono chiari: competere per i trofei e lasciare il proprio contributo. «La Juventus punta in alto: vogliamo vincere trofei e giocarcela in Europa. A livello personale voglio aiutare il Club e la squadra in ogni modo possibile, continuando a crescere come calciatrice». Parole che raccontano una giocatrice giovane, ma già abituata alle pressioni dei grandi palcoscenici. Dopo aver vissuto il calcio dei top club europei, Bartel arriva a Torino con una missione precisa: diventare uno dei motori della nuova Juventus Women.
Juve, occasione Alajbegović: 25 milioni per uno dei talenti più interessanti d’Europa
Nel mercato dei grandi nomi e delle cifre fuori controllo, a volte le occasioni migliori sono quelle che arrivano prima che il talento diventi una certezza. La Juventus, sempre attenta ai giovani di prospettiva, potrebbe guardare con interesse a uno dei profili più intriganti della nuova generazione europea: Kerim Alajbegović.
Classe 2007, nato a Colonia e cresciuto calcisticamente tra Germania e Austria, il giovane esterno offensivo è oggi di proprietà del Bayer Leverkusen, che lo ha blindato con un contratto fino al 2031 dopo averlo prelevato dal Red Bull Salisburgo. Il suo valore di mercato si aggira attorno ai 22 milioni di euro, ma per convincere il club tedesco potrebbe servire un investimento nell’ordine dei 25-30 milioni. Una cifra importante, ma ancora lontana dalle valutazioni dei grandi talenti offensivi già affermati.
Alajbegović è un profilo che si inserisce perfettamente nella filosofia dei nuovi investimenti bianconeri: giovane, internazionale e con enormi margini di crescita. Gioca principalmente da ala sinistra, ma può agire anche da trequartista o ala destra, grazie alla capacità di muoversi tra le linee e creare superiorità nell’uno contro uno. Fisicamente è già strutturato: 1,86 metri di altezza, qualità tecnica e una maturità tattica sorprendente per un giocatore appena maggiorenne. Non è soltanto un esterno da accelerazioni e dribbling, ma un calciatore capace di partecipare alla costruzione offensiva, attaccare gli spazi e incidere negli ultimi metri.
Già nel giro della nazionale della Bosnia-Erzegovina, con presenze anche nelle competizioni internazionali, Alajbegović è considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo. In un reparto offensivo dove Yildiz, Conceição e gli eventuali nuovi innesti rappresentano il futuro tecnico della squadra, un profilo come Alajbegović potrebbe aggiungere fantasia, imprevedibilità e profondità.
Juve, il nuovo Higuain costa solo 25 milioni di euro: ma continui a ignorarlo
C'è un nome che, almeno per il momento, sembra essere rimasto ai margini del mercato della Juventus. Ed è un nome che, per età, caratteristiche e margini di crescita, meriterebbe probabilmente maggiore attenzione: Nicolò Tresoldi.
In un'estate in cui trovare un centravanti di livello è diventata un'impresa quasi impossibile, con i grandi bomber valutati tra i 60 e i 100 milioni di euro, viene spontaneo chiedersi perché i bianconeri non stiano valutando con maggiore decisione uno dei prospetti più interessanti del panorama europeo. Nato a Cagliari, ma cresciuto calcisticamente in Germania, Tresoldi rappresenta il prototipo dell'attaccante moderno. È una prima punta "alla Higuain", che sa giocare per la squadra, attacca la profondità, lega il gioco, protegge il pallone e possiede una tecnica superiore alla media per un centravanti della sua struttura fisica.
Dopo l'esperienza in Germania, il passaggio al Club Bruges gli ha consentito di compiere un ulteriore salto di qualità. In Belgio sta confermando tutto il proprio potenziale, tanto da essere considerato uno dei giovani attaccanti più promettenti del continente e un punto fermo delle nazionali giovanili tedesche, e vincere la classifica dei capocannonieri.
Alla Continassa il suo profilo sarebbe stato inserito tra quelli monitorati, ma al momento non risultano trattative concrete. Eppure la nuova filosofia bianconera, orientata verso giovani di prospettiva da valorizzare, sembrerebbe sposarsi perfettamente con un investimento di questo tipo. Il contratto fino al 2029 e una valutazione attorno ai 25 milioni di euro (meno di quel Kolo Muani inseguito come se fosse... Trezeguet), lo rendono ancora accessibile rispetto ai grandi nomi del mercato. Una cifra importante, ma decisamente inferiore rispetto a quella richiesta per attaccanti già affermati.
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