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Settore giovanile, primo contratto da professionista per Demichelis
Settore giovanile, primo contratto da professionista per Demichelis
Giornata speciale quella di ieri per Emanuele Demichelis, difensore centrale classe 2009 che ha firmato il suo primo contratto da professionista: un accordo che lo legherà alla Juventus fino al 30 giugno 2028. Demichelis, cresciuto in bianconero facendo tutta la trafila all'interno del settore giovanile, è stato aggregato quest’anno alla nuova rosa dell’Under 18.
Guerrero: "Ora concentriamoci su di noi, la Fiorentina è una squadra forte"
Guerrero: "Ora concentriamoci su di noi, la Fiorentina è una squadra forte"
Impegno in Toscana per la Juventus Women che sarà, nella serata di oggi, ospite della Fiorentina. Coach Isaac Guerrero ha presentato così la trasferta contro la squadra viola valida per la quinta giornata di Serie A Women. La vittoria in Austria "Possiamo dire che questa squadra è una squadra con tutte le lettere maiuscole. Davanti a un momento difficile perché non arrivavano i risultati, ha saputo calarsi in un palcoscenico importante e competere in un modo eccezionale. Siamo sempre state coraggiose con la palla, ci mancava qualcosa nei duelli fisici, di avere un pochino più di determinazione nel recupero. Nella trasferta in Austria, oltretutto, siamo scese in campo con una formazione molto giovane con l'età media di 24.6 anni. Questa è una squadra che ha resilienza, che ha unità, che ha sostegno, che ha un buon ambiente in spogliatoio: tutto questo rende più facile superare queste situazioni un po' complesse" Energia positiva "Le ragazze sono determinate a dare continuità a queste buone sensazioni, siamo consapevoli che abbiamo di fronte una partita importante. Abbiamo una bella opportunità per dare un seguito a quello che abbiamo sentito e fatto a Vienna" Verso la Fiorentina "Cerco di pensare soprattutto a noi. Sappiamo che la Fiorentina è una squadra forte, che ha un buon atteggiamento in fase di possesso, è propositiva. Al di là di questo, quello che è importante è concentrarsi su di noi. Siamo una squadra molto giovane, che affronterà la Fiorentina con grande voglia: consapevoli che stiamo costruendo qualcosa per il presente e per il futuro, con un buon mix di alcune ragazze che sono da tempo qui e che aiutano tanto le più giovani e le nuove arrivate"
Padoin: "Soddisfatto del risultato e della prova dei ragazzi"
Padoin: "Soddisfatto del risultato e della prova dei ragazzi"
Alla fine la Juventus Under 20 deve accontentarsi di un pareggio nel derby con il Torino, partita molto combattuta a centrocampo che però ai punti i bianconeri avrebbero meritato di vincere. Di punto al triplice fischio finale ne è arrivato soltanto uno, ma fa comunque morale per una squadra partita malissimo e adesso al terzo risultato utile consecutivo. Del match ha parlato il tecnico dei bianconeri Simone Padoin, ai canali ufficiali del club: "Sono soddisfatto del risultato e soprattutto di come è maturato, perché abbiamo affrontato una squadra forte, che considero tra le migliori del campionato per qualità e profondità della rosa. Mi aspettavo questo atteggiamento dai ragazzi e a fine partita li ho ringraziati, perché sotto questo aspetto credo sia stata la nostra migliore prestazione stagionale. Abbiamo affrontato il derby come volevo e questo mi rende orgoglioso. Nel finale avremmo potuto fare qualcosa in più, perché l'inerzia della partita stava andando dalla nostra parte e con maggiore precisione nelle scelte e negli ultimi metri avremmo potuto creare altre occasioni. Il pareggio, però, è giusto. Nelle ultime tre partite ho visto una crescita importante, soprattutto nell'atteggiamento e nella fase difensiva. Dopo la gara contro il Genoa ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che dovevamo cambiare qualcosa: i ragazzi hanno risposto molto bene. È da qui che dobbiamo ripartire, dalla voglia di aiutarsi e di lavorare insieme, perché poi anche le qualità tecniche vengono fuori. Siamo una squadra giovane, con tanti giocatori che hanno bisogno di tempo per conoscersi e trovare continuità. Dobbiamo ancora migliorare nella fase offensiva e riuscire a segnare qualche gol in più, ma sono convinto che il percorso sia quello giusto. La filosofia della Juventus è valorizzare i giovani e sono orgoglioso di poter lavorare in questo modo. Oggi, prima della partita, ho parlato soprattutto di motivazioni, del significato del derby e dell'importanza di rendere orgogliose le famiglie presenti sugli spalti. La risposta dei ragazzi è stata bellissima e sono davvero fiero di come hanno affrontato questa sfida".
Boga in conferenza: «Oggi sono più felice per la vittoria che per il gol. Abbiamo messo il cuore»
Boga in conferenza: «Oggi sono più felice per la vittoria che per il gol. Abbiamo messo il cuore»
La vittoria contro il Napoli ha restituito fiducia alla Juventus e tra i protagonisti della serata c'è stato anche Jeremie Boga, autore di una rete importante dopo un periodo complicato. L'attaccante bianconero è intervenuto in conferenza stampa, parlando del ritiro, del proprio recupero e della prestazione di Alajbegovic. «Il ritiro è stato molto importante» Boga ha riconosciuto il valore dei giorni trascorsi insieme alla squadra per preparare la sfida contro il Napoli: «È stato molto importante. Durante questo ritiro abbiamo imparato tanto, soprattutto stando insieme. Oggi abbiamo messo il cuore, proprio come ci eravamo detti prima della partita». «Sono più felice per la vittoria che per il gol» L'attaccante ha poi ripercorso il periodo difficile vissuto dopo l'infortunio e il percorso necessario per ritrovare la condizione: «Ero fuori, poi sono rientrato ed è stato difficile ritrovare la condizione. Oggi sono più felice per la vittoria che per il gol. Dobbiamo mettere sempre il cuore, come abbiamo fatto questa sera». Il consiglio ad Alajbegovic: «Deve tirare di più» Infine, Boga ha speso parole positive per Alajbegovic, autore di una delle reti della serata, raccontando anche un particolare confronto avuto prima della partita: «È un giocatore molto forte. Oggi, prima della gara, con Zhegrova ci siamo parlati e abbiamo detto che dovevamo tirare di più. Avevamo questa cosa in testa. Lui ha questo tiro e deve sfruttarlo maggiormente, deve farlo con la convinzione che ha avuto oggi». Parole che raccontano lo spirito con cui la Juventus ha affrontato il Napoli: più coraggio, maggiore convinzione e soprattutto la voglia di lottare insieme per uscire dal momento difficile.
Spalletti torna a sorridere, ma ora serve un filotto di successi
Spalletti torna a sorridere, ma ora serve un filotto di successi
La Juventus di Luciano Spalletti ritrova i tre punti in un match ad alto coefficiente di difficoltà, superando per 2-0 il Napoli all’Allianz Stadium. Una sfida che, nella prima frazione, ha vissuto di grande equilibrio e tensione tattica. Entrambe le squadre si sono presentate all'appuntamento pesantemente condizionate dagli infortuni – ben otto assenze tra le file bianconere e altrettante per i partenopei –, ma capaci comunque di affrontarsi a viso aperto. Nel primo tempo i bianconeri hanno provato a fare la partita, sfiorando il vantaggio con un legno colpito da Cabal e reclamando per un contatto sospetto in area. Dall'altra parte, il Napoli ha spaventato Vicario con un colpo di testa di Lucca e una conclusione di Lang, chiudendo i primi quarantacinque minuti sullo 0-0. La svolta del match nella ripresa. Dopo un errore in transizione di Kolo Muani che ha vanificato una ghiotta occasione in contropiede, a rompere l'equilibrio ci ha pensato il giovane Alajbegovic. Il fantasista bosniaco, non esente da stanchezza, ma coraggioso nel prendersi le responsabilità che nessuno aveva osato assumersi nel primo tempo, ha fulminato Meret con un preciso sinistro dalla distanza. Subito dopo la rete, Spalletti ha ridisegnato l'assetto tattico inserendo Boga al posto dello stesso Alajbegovic. Una mossa azzeccatissima: l'ex Atalanta, approfittando anche della superiorità numerica causata dall'espulsione per doppio giallo di Marin, ha chiuso virtualmente i giochi con un pregevole tiro a giro sul secondo palo, rendendo vani gli ultimi tentativi di reazione della squadra di Allegri. Ovviamente, una rondine non fa primavera, ma è giusto al momento godersi questo Guglielmo Vicario leader e protagonista di parate decisive. Il suo riscatto è un'operazione che la Juventus dovrebbe blindare. Il reparto difensivo (Kalulu, Bremer, Lucumí e la sorpresa Cabal) è stato solido e concentrato, anche se l’ex Bologna è parso in alcune occasioni impacciato.  Prestazione di sostanza in mediana, con Douglas Luiz e Koopmeiners che hanno offerto densità e ordine tattico. Alajbegovic, troppe volte sostituito in fretta, ha deciso la contesa con personalità e qualità balistiche di altissimo profilo. Sostituito poi da un Boga entrato con l'atteggiamento giusto e a timbrare il cartellino con un gol d'autore. Ancora una prova sottotono per Kolo Muani. Generoso sul piano della corsa, ma resosi protagonista di troppi errori tecnici e scelte sbagliate negli ultimi metri, soprattutto nel contropiede sprecato nella ripresa. Con questo successo, la Juventus lancia un segnale importante a un campionato che vede le prime della classe correre veloci. Per i bianconeri, la strada della guarigione passa inevitabilmente dalla continuità.
Cabal a Sky: «La mia testa è sempre stata alla Juventus. Il ritiro ci è servito tantissimo»
Cabal a Sky: «La mia testa è sempre stata alla Juventus. Il ritiro ci è servito tantissimo»
La vittoria contro il Napoli restituisce entusiasmo alla Juventus e anche Juan Cabal può guardare con maggiore fiducia alle prossime settimane. Al termine della partita, il difensore colombiano ha parlato a Sky Sport, tornando sui giorni difficili vissuti dopo la sconfitta contro il Genoa e chiarendo ancora una volta la propria posizione sul futuro in bianconero. «Una settimana pesante, ma il ritiro è servito» Cabal ha spiegato quanto fosse importante dare una risposta sul campo dopo il passo falso di Genova: «È stata una settimana pesante dopo la sconfitta con il Genoa, però sapevamo che da questa partita dovevamo ripartire. Abbiamo fatto il ritiro ed è servito tantissimo. Speriamo che non succeda più, però è stata una cosa positiva. Da qui ripartiamo, dobbiamo fare tutto bene e lasciare tutto in campo». Il colombiano ha poi evidenziato l'intensità del lavoro svolto dalla squadra: «La squadra si è allenata molto forte questa settimana. Però questo è soltanto l'inizio, come ho detto, di un percorso positivo». «Abbiamo dato tutto in entrambi i tempi» Il difensore ha espresso soddisfazione anche per la prestazione offerta contro il Napoli, sottolineando la crescita della squadra nel corso della gara: «Secondo me abbiamo fatto bene in entrambi i tempi. Abbiamo dato tutto. Sapevamo che il Napoli era una squadra forte e che nel primo tempo sarebbe stata una partita chiusa. Poi abbiamo iniziato a fare di più, ad andare avanti e a spingere maggiormente». Il futuro alla Juventus: «La mia idea è sempre stata quella di restare» In chiusura, Cabal ha affrontato il tema delle voci di mercato che nei mesi scorsi lo avevano accostato a una possibile partenza da Torino. Il colombiano ha ribadito la volontà di continuare la propria avventura in bianconero, mettendosi a disposizione dell'allenatore a prescindere dallo spazio che riuscirà a trovare: «Da qui in avanti spero di dare sempre il massimo per la squadra. Qualsiasi siano i minuti a disposizione, anche se gioco cinque o dieci minuti, voglio lasciare tutto in campo per la squadra». Poi la precisazione sul proprio futuro: «Si parlava di una mia possibile partenza, però la mia idea e la mia testa sono sempre state qui, alla Juventus». Un messaggio chiaro da parte di Cabal: la volontà è quella di restare a Torino e continuare a lavorare per ritagliarsi il proprio spazio nella squadra di Luciano Spalletti.
Koopmeiners a DAZN: «Possiamo sbagliare tecnicamente, ma mai mentalità ed energia»
Koopmeiners a DAZN: «Possiamo sbagliare tecnicamente, ma mai mentalità ed energia»
La vittoria contro il Napoli può rappresentare un nuovo punto di partenza per la Juventus. A raccontare il lavoro svolto durante i giorni di ritiro è stato Teun Koopmeiners, che ai microfoni di DAZN ha sottolineato l'importanza della reazione mentale del gruppo dopo le difficoltà delle ultime settimane. «Abbiamo parlato tanto di mentalità e di testa» Il centrocampista olandese ha spiegato cosa si sono detti i giocatori durante il ritiro e quale atteggiamento dovrà accompagnare la squadra nelle prossime partite: «È vero, abbiamo parlato tanto in questi giorni. Abbiamo parlato di mentalità e di testa, perché puoi sbagliare qualche volta dal punto di vista tecnico o tattico, ma non devi mai sbagliare mentalità ed energia». Koopmeiners ha poi ricordato la prestazione contro il Genoa, indicando la necessità di ritrovare lo spirito giusto: «Quella vista contro il Genoa non era la Juventus che vogliamo essere. Abbiamo detto la verità nello spogliatoio e penso che oggi sia un buon inizio per capire come dobbiamo giocare ogni partita».
Alajbegovic a DAZN: «Il mio primo gol in Serie A, sono felice per la squadra. Spalletti mi aiuta tanto»
Alajbegovic a DAZN: «Il mio primo gol in Serie A, sono felice per la squadra. Spalletti mi aiuta tanto»
Una serata da ricordare per Alajbegovic, protagonista del successo della Juventus contro il Napoli e autore del suo primo gol in Serie A. Il giovane bianconero ha raccontato tutta la propria soddisfazione ai microfoni di DAZN, soffermandosi anche sul rapporto con Spalletti. «Sono molto felice per il mio primo gol in Serie A» Grande emozione per la prima rete nel massimo campionato italiano, arrivata in una serata particolarmente importante per la Juventus: «Ero davvero felice per il gol, perché la squadra ha attraversato settimane difficili. Siamo stati molto contenti di questa rete e, soprattutto, sono felice per il mio primo gol in Serie A. Vogliamo continuare così e giocare bene come stasera. Anche la squadra ha fatto una grande partita». Il rapporto con Spalletti e la dedica alla famiglia Infine, il giovane bianconero ha parlato del rapporto con Luciano Spalletti, con il quale ha dialogato spesso durante la partita: «Il mio rapporto con il mister è buono. Mi ha aiutato molto, mi ha mostrato dove devo andare. Penso che sia un grande allenatore e anche la mia squadra è grande». Un pensiero anche per Koopmeiners, con cui ha un rapporto speciale: «È un mio amico, un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. Vogliamo continuare così. Penso sia stata una bella serata». La dedica per il primo gol in Serie A è invece per la famiglia, alla quale Alajbegovic ha voluto riservare la gioia di una serata speciale.
Juve, due gol al Napoli e un compleanno con il sorriso
Juve, due gol al Napoli e un compleanno con il sorriso
Tra i grandi punti fermi della geometria piana, quelli che si studiano già tra la fine delle elementari e l'inizio delle medie, c'è un dogma inequivocabile che può essere applicato ad un campo da calcio: se metti un giocatore abile tecnicamente al limite dell'area sarà sicuramente più decisivo che se lo piazzi ai margini del campo, nei pressi della linea laterale. Vero è che il calcio moderno ha man mano allontanato i talenti dal traffico centrale, relegandoli a partenze più o meno defilate, ma altrettanto vero è che, se davanti hai Woltemade e Kolo Muani - o Lucca dall'altra parte -, serva necessariamente qualcosa di diverso per rendere imprevedibile la soluzione offensiva. Juve-Napoli sta tutta in questo: chi quell'imprevedibilità riesce a portarla dall'esterno verso la lunetta dell'area di rigore, alla fine, vince.  Due squadre incerottate, che si presentano allo scontro diretto con gli stessi punti (14): insieme, non sono quelli della Lazio capolista (29), ed è tutto dire. Spalletti torna a quattro dietro, rispolverando Cabal. Di là, lo squalificato Allegri lascia a Landucci il compito di sparpagliare in campo il Napoli meno peggio possibile, tra assenti, mezzi infortunati e giocatori sottotono. Lucca da solo basta a impensierire tutta la difesa bianconera, tanto che Vicario fa subito la parata importante sulla zuccata del ragazzo torinese. Del Napoli rimarrà poco altro, in un tempo comunque vivace nel quale la Juve prende un palo casuale, reclama un rigore evidente nella stessa azione per pestone a Cabal, e chiude con un sinistro di Alajbegovic - toh, da posizione centrale - respinto da Meret sul gong.  Ripresa diversa. Spalletti torna a cinque dietro - perché Cabal e Kalulu esterni sono difensori per identità - e per venti minuti, tra cambi e riposizionamenti, tra cori che inneggiano a tirar fuori il carattere e silenzi tetri, la partita è figlia di una paura bipartisan che neanche i peggiori manifesti di Halloween avrebbero legittimato. Fuori un evanescente Kolo Muani per Zhegrova, la Juve trova la chiave per forzare l'inerzia, tutta in salsa balcanica: il kosovaro apre l'azione e squarcia la difesa napoletana, Alajbegovic da zona centrale - toh, di nuovo - spara un sinistro che sbatte sul palo e infila il vantaggio. La magia del calcio, la casualità della dea Eupalla, stanno tutte in quel minuto lì: si alza la lavagna e proprio il bosniaco lascia il campo a Boga, con un cambio già programmato, procrastinato solo da quella meraviglia di gol. Un paio di giri di lancette e il piedone di Cabal finisce di nuovo sotto lo scarpino di un avversario: stavolta l'arbitro Sozza è solerte e sventola il secondo giallo a Marianucci lasciando pure in dieci il Napoli. Non sarà una Juve in salute, ma in una discesa così, servirebbe davvero l'autolesionismo più puro per non approfittarne. E poi il Napoli non ne ha più. E poi la dea Eupalla ha scelto la zolla buona della serata: la pesta pure Boga, proprio lui, mirando lo stesso palo di Alajbegovic e infilando il raddoppio definitivo nel finale. Spalletti, insieme nervoso e adrenalinico, chiude in un mix di labiali irripetibili a raggruppare il proprio staff dopo il triplice fischio e i tre punti. C'è da festeggiare un compleanno importante: al resto, tempo al tempo. 
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