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La miglior risposta a tutto la Juventus la può dare soltanto sul campo
La miglior risposta a tutto la Juventus la può dare soltanto sul campo
Arriva la prima lunga sosta ed è inevitabilmente già arrivato il primo momento di un parziale bilancio. Le vicende extra campo dovute al famoso minuto di silenzio, per il quale è arrivata una multa perché null'altro poteva arrivare a dispetto di quello che pretendevano i soliti odiatori seriali, non deve distrarre la società e la squadra da quello che deve essere l'obiettivo principale: superare le difficoltà arrivate dagli infortuni in serie e dal primo scivolone in campionato e rimettersi sulla strada giusta per fare più punti possibili in campionato e mantenere la vetta del girone di Europa League. Non esiste obiettivo minimo e obiettivo massimo, esiste una sola missione quando sei alla Juventus e cioè tornare a vincere il prima possibile, e ritornare a giocare già nella prossima stagione la Champions League mettendosi alle spalle anni di programmazione sbagliata. L'arrivo di Carnevali e Massara sta mettendo le cose in ordine in casa bianconera. Non è un augurio o un'illusione è un dato di fatto che sta già emergendo. Bisognava ristrutturare la rosa con pochi soldi e tante idee, fatto. Bisognava liberarsi di giocatori di scarsa resa difficili da piazzare, anche questo fatto. Bisognava, soprattutto, dare la sensazione di una società presente, e le parole di Carnevali il giorno dopo la sconfitta contro il Sassuolo sono stata la prima prova e quelle di Massara prima dell'esordio in Europa League la conferma. La società è presente, convinta di quello che sta facendo, dalla parte dell'allenatore, certa che Spalletti si sarebbe rimesso subito in carreggiata e che gli acquisti di questa estate prima o poi si sarebbero accesi.  La reazione in campo c'è stata, i cinque gol al Nec non erano difficili, ma neanche scontati. La vittoria da squadra contro l'Atalanta è stata la conferma che la Juventus si è rimessa in carreggiata, possibilmente per restarci. Gli infortuni sono soltanto un'ulteriore prova, non richiesta, per la tempra della squadra, per le casse della società e per le scelte del mister che contro Sarri ha messo in mostra tutte le sue doti tattiche montando e smontando la struttura tattica della sua Juventus a seconda del punteggio e dei momenti della partita, nonostante le tante assenze. Anche qui, nulla era scontato, soprattutto ad una settimana da tutto il brutto che si era visto contro il Sassuolo in una partita che, ora si può dire, è stata un incidente di percorso. Il fantasma di Antonio Conte è stato di nuovo chiuso nelle sicure del Castello e non darà più fastidio. C'è un percorso scelto e individuato dalla Juventus per andare avanti verso una rinascita stavolta reale e non soltanto presunta e immaginata. 
Juve, l’infermeria pesa: già 35 partite perse, il conto può superare quota 150
Juve, l’infermeria pesa: già 35 partite perse, il conto può superare quota 150
La Juventus deve fare i conti anche con l’emergenza infortuni. Secondo un'analisi della Gazzetta dello Sport, sono già 11 i bianconeri costretti a fermarsi dall’inizio della stagione, con 35 partite complessivamente saltate. E il numero è destinato a crescere. Tra i giocatori ancora indisponibili ci sono Yildiz, Thuram, Locatelli, Grabara, Boga, Ekhator e Cabal, con alcuni stop che si protrarranno per diverse settimane. Particolarmente pesanti le situazioni di Thuram e Locatelli, attesi al rientro nel 2027, mentre per Grabara la stagione è già terminata dopo la lesione del crociato. Yildiz, invece, dovrebbe tornare tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. Secondo le proiezioni riportate dalla Gazzetta, alle 35 gare già perse potrebbero aggiungersene almeno altre 119. Un conto che porterebbe il totale oltre quota 150 partite saltate. Per Spalletti significa dover gestire una rosa continuamente condizionata dagli stop e ricorrere sempre più spesso ai giovani della Next Gen. Il problema, dunque, non è soltanto il numero degli infortunati, ma soprattutto la loro distribuzione e la durata degli stop. Spalletti si è trovato a dover fare sempre più affidamento sui giovani della Next Gen, anche per completare la panchina e gestire un calendario che non concede pause.
PodcastI morti vanno rispettati tutti, anche quelli della Juve
I morti vanno rispettati tutti, anche quelli della Juve
I morti sono tutti uguali: premessa da cui partire in relazione alle polemiche sul caso Mazzola. La seconda cosa da chiarire è che solo una parte della Curva della Juve ha voltato le spalle, (intonando cori su Scirea, l'Avvocato Agnelli e Fortunato), durante il minuto di silenzio per ricordare l'ex campione dell'Inter. Gesto da condannare, ci mancherebbe, di fonte a queste cose non c'è tifo che possa dividere, ma guai a generalizzare. Come previsto, ex calciatori, uomini di sport in generale e addetti ai lavori, si sono indignati per quanto accaduto. Alcuni con commenti feroci. Multa per il club bianconero, solo 10.000 euro, pena di dice mitigata perché si è dissociato subito dagli autori del gesto. Peraltro si parla di una minima parte del pubblico, rispetto al silenzio del resto dello Stadium. Nessuna punizione invece ad un parte dei tifosi della Sampdoria per aver disturbato la commemorazione durante la sfida contro il Catanzaro. Il classico doppiopesismo.  La Juve nel comunicato aveva parlato di “Rispetto e sportività”. Le stesse cose dovrebbero accompagnare sempre episodi simili, ma altre societa'  non l'hanno fatto. Cosi' come i media dovrebbero dare lo tesso risalto. Invece questo non avviene quando, per esempio, vengono oltraggiati i morti dell'Heysel, oppure l'Avvocato Agnelli, per non parlare di Scirea, fuoriclasse indiscusso sotto ogni aspetto. Mariella, vedova di Gaetano, anni fa era presente con il figlio Riccardo a Firenze, quando sui muri del Franchi fu esposto uno striscione che recitava: “Scirea brucia all’inferno". Ho provato molto dolore. Il giorno dopo solo un trafiletto sul giornale. Quando c'è di mezzo la Juve, pare ci sia una maggiore volontà di punire, se non addirittura dare l’esempio. Se capita altrove, si chiude un occhio”. Questo è il punto. I morti vanno rispettati tutti, deve esserci lo stesso diritto di “indignazione” da parte delle persone e identica “narrazione” della stampa. Altrimenti si entra nel campo del falso moralismo.
Juve, pressing su Inacio: il talento del Dortmund nel mirino
Juve, pressing su Inacio: il talento del Dortmund nel mirino
La Juventus accelera sul mercato dei giovani e mette nel mirino Samuele Inacio, classe 2008, figlio dell’ex attaccante Inacio Piá. Un nome che a Torino seguono con particolare attenzione: il talento offensivo milita nel Borussia Dortmund, con cui ha un contratto fino al 2029, e viene considerato uno dei profili più interessanti della sua generazione. I bianconeri hanno acceso i riflettori e, secondo le ultime indiscrezioni, starebbero aumentando il pressing per capire i margini di un’eventuale operazione per la prossima estate. Inacio rappresenta il tipo di investimento su cui la Juventus vuole continuare a puntare: talento, prospettiva e margini di crescita. Il Dortmund, naturalmente, non ha interesse a privarsi facilmente del suo giovane gioiello. Ma la Juve osserva, prende informazioni e prepara la prossima mossa.
Juventus Women, notte amara in Champions: il Benfica passa allo Stadium
Juventus Women, notte amara in Champions: il Benfica passa allo Stadium
La Juventus Women comincia con il piede sbagliato il proprio cammino in UEFA Women’s Champions League. Allo Juventus Stadium il Benfica vince 2-1, al termine di una partita nella quale le bianconere hanno avuto diverse occasioni, soprattutto nella prima parte, senza però riuscire a concretizzarle. La Juventus parte forte e nei primi minuti prende il controllo del gioco. Al 10’ arriva la prima grande chance: Redondo si libera in progressione e conclude da posizione defilata, ma il pallone colpisce il palo. La spagnola ci riprova al 20’, questa volta di testa su cross di Carbonell, sfiorando la traversa. Le occasioni non mancano nemmeno nel finale di primo tempo. Al 34’ Redondo, servita da Sarriegi, ha un'altra opportunità importante, mentre due minuti più tardi De Jong deve intervenire per evitare il vantaggio portoghese su una conclusione di Davidson. A sbloccare la partita è però il Benfica. Al 37’ l'arbitro viene richiamato al VAR per un contatto in area tra Rosucci e Csiki e assegna il rigore alle portoghesi. Dal dischetto Bratberg Lund è fredda e firma lo 0-1. La Juventus prova a reagire nella ripresa, ma al 61’ arriva il secondo colpo del Benfica. Bratberg Lund si incarica di una punizione e disegna una traiettoria perfetta, mandando il pallone all'incrocio dei pali per la sua doppietta.
La Juve ha scelto il vice Vicario: è Neto. Brasiliano a un passo dal ritorno
La Juve ha scelto il vice Vicario: è Neto. Brasiliano a un passo dal ritorno
La Juventus, costretta a tornare sul mercato per la porta dopo il grave infortunio rimediato da Kamil Grabara, fermato dalla lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, ha rotto gli indugi e nelle ultime ore avrebbe accelerato per chiudere l'ingaggio di Neto. Il brasiliano, classe 1989, è attualmente senza squadra e avrebbe a sua volta già dato la sua disponibilità alla dirigenza bianconera  per trasferirsi a Torino. Il suo profilo offre ai bianconeri diversi vantaggi: esperienza, disponibilità immediata e soprattutto la conoscenza dell'ambiente. Neto conosce infatti molto bene la Juve, avendo difeso la porta del club tra il 2015 e il 2017 come alternativa a Gianluigi Buffon. La Juventus, secondo indiscrezioni provenienti da Torino, avrebbe già avviato i contatti per chiudere in tempi brevi l'operazione. E così, a distanza di nove anni dalla sua prima esperienza a Torino, Neto potrebbe ritrovare la maglia bianconera. Un ritorno che nasce dall'emergenza, ma che potrebbe offrire alla Vecchia Signora una soluzione rapida per completare il reparto.
Malagò sulla multa alla Juventus: «Per pochi non può pagare un'intera società»
Malagò sulla multa alla Juventus: «Per pochi non può pagare un'intera società»
Giovanni Malagò interviene sulla multa alla Juventus e prende posizione sul principio che, a suo avviso, dovrebbe guidare decisioni di questo tipo. «Per pochi non ci può essere un discorso che coinvolge un'intera società o un intero stadio», ha dichiarato il presidente del Coni, come riportato da Sportmediaset. Malagò ha poi scelto di non entrare nel merito della decisione: «Non posso aggiungere altro, perché credo non ci sia niente di peggio di un dirigente che si sostituisce a chi si occupa di giustizia, sportiva o ordinaria che sia». Parole che arrivano nel dibattito sulla sanzione nei confronti della Juventus e sulla distinzione tra le responsabilità dei singoli e quelle che possono ricadere sull'intera società o sulla tifoseria.
Pedullà attacca sulla multa alla Juve: «È la giustizia del paese dei balocchi»
Pedullà attacca sulla multa alla Juve: «È la giustizia del paese dei balocchi»
Alfredo Pedullà torna a parlare di quanto accaduto durante Juventus-Atalanta e lo fa senza usare mezze misure. Sul proprio canale YouTube, il giornalista critica la decisione del Giudice Sportivo di sanzionare il club bianconero con 10mila euro di ammenda, sostenendo che sarebbe stato più utile individuare direttamente i responsabili dei comportamenti contestati. «È inutile dare un'ammenda, a maggior ragione è inutile squalificare nel momento in cui tu hai il dovere di capire chi sono questi che si sono girati», sostiene Pedullà, secondo cui l'identificazione dei singoli avrebbe dovuto rappresentare il primo passo. Il giornalista contesta soprattutto il senso della sanzione nei confronti della società: «Cosa hai risolto con questa multa? Vuoi capire eventualmente chi dentro ci stava e non dovrebbe esserci al prossimo giro?». Nel suo ragionamento sottolinea anche la difficoltà, per un club, di controllare il comportamento dei singoli spettatori una volta entrati allo stadio. Pedullà ricorda inoltre che la Juventus ha preso le distanze dall'episodio attraverso un proprio comunicato. Per questo, a suo giudizio, la multa non rappresenterebbe una risposta adeguata: «Se tieni conto della società che ha preso la distanza, non dovresti dare una multa. Non ha un senso». Il giornalista definisce quindi ironicamente quella adottata dal Giudice Sportivo come «la multa del magico paese dei balocchi», chiedendo quale risultato concreto possa produrre una sanzione economica di questo tipo. La sua critica, dunque, non riguarda soltanto l'importo della multa, ma il principio stesso della decisione e l'assenza, a suo avviso, di un intervento mirato sui singoli responsabili.
PodcastMangifesta a RBN: “Kolo Muani ci tiene, tifo per lui. Di McKennie non mi libererei mai”
Mangifesta a RBN: “Kolo Muani ci tiene, tifo per lui. Di McKennie non mi libererei mai”
A Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera, è intervenuta una tifosa doc come l'ex pallavolista Consuelo Mangifesta, che è partita dal caso Mazzola: "Non mi sento di condividere nessuna scusante, perché ho vissuto una vita d'atleta e questi episodi non li ho mai visti in un palasport e anche in altre discipline. Accade nel calcio perché i tifosi comandando. Mi sono vergognata per loro. Non di essere juventina, perchè la Juve non c'entra ed è stata punita senza avere colpe". "Le mie prestazioni? Me la sono goduta e mi sono divertita dopo tanto tempo. Ho visto un bell'atteggiamento della squadra nell'ultima sfida. Alla fine cominciare a dubitare alla quarta di campionato lascia il tempo che trova. Io non credo che Carnevali sia uno da cambi in corsa, soprattutto in un ambiente dove devi dare credibilità. E cambiando la perdi di nuovo, come visto fino a poco tempo fa. Quest'anno abbiamo messo su una formazione con quello che avanzava, ma c'è stata bravura da parte di chi fa le scelte. Con il budget a disposizione e i problemi avuti, è stata allestita una buona formazione. Poi siamo sfigati per gli infortuni. ma mi piace l'atteggiamento di adeguarsi alla situazione. Ho visto rincorrere il pallone tutti, mi è sembrata una squadra presente, che voleva riscattarsi dal ko col Sassuolo". "Chi mi sta piacendo di più? Kolo Muani, che mi ha troppo deluso prima. Questo ragazzo mi dà l'idea di essere un giocatore che ci tiene a far vedere il suo valore. E tifo per lui. Di McKennie non mi libererei mai, vive l'ambiente, è una persona allegra. Sarei molto contenta poi di vedere ancora in crescita Bremer. E diamo tempo ai nuovi di lavorare. Si è parlato di Conte, ma ora non è alla Juve e lasciamo lavorare Spalletti. Che se fosse un po' più allegro non sarebbe male".
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