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Stop alla farsa amichevole con la Nex gen! Fiducia alla squadra ma a Frosinone è già un primo esame
La solita storia deve finire. L'amichevole in famiglia all'Allianz Stadium, terminata 2-0 per la prima squadra grazie ai gol di Conceição e McKennie, è stata interrotta anzitempo a inizio secondo tempo per la solita invasione di campo. Questa non è più una tradizione romantica. È un comportamento sbagliato e assurdo. Ha impedito a mister Spalletti di completare il test e i minuti di lavoro previsti per la squadra. La società deve prendere in seria considerazione l'idea di annullare definitivamente questo specifico evento o, quantomeno, di cambiarlo radicalmente per blindare la preparazione tecnica della squadra.
Dopo mesi di telenovela, di nomi di suggstioni si è chiuso il capitolo portiere. Guglielmo Vicario è sbarcato alla Juventus, ma la domanda sorge spontanea: Luciano Spalletti è davvero contento di questo innesto? Lo stesso mister in passato aveva espresso pubblicamente qualche riserva sull'estremo difensore. Cosa non andava bene nei piani iniziali del tecnico toscano? Di certo c'è che la società ha cercato altre soluzioni, ma la formula con cui è arrivata a Vicario non lascia dubbi: se farà bene resterà a Torino per aprire un ciclo, viceversa tra un anno si sonderanno altre soluzioni.Ora toccherà proprio a Spalletti gestire le gerarchie e inserire al meglio il nuovo arrivato.
Un messaggio chiaro va spedito direttamente ad Andrea Cambiaso. Schierato titolare nel test contro la Next Gen, il laterale bianconero ha confermato che deve alzare immediatamente i giri del motore. In questa nuova stagione non ci possono essere titolari intoccabili. Cambiaso deve darsi una svegliata immediata sul piano dell'intensità e dell'attenzione, altrimenti il rischio concreto è quello di perdere il posto a favore di elementi più in forma o più affamati e motivati.
La realtà della campagna acquisti è chiarissima. Se non si concretizzano rapidamente le uscite di Jonathan David e dei suoi soci di esubero, il mercato in entrata della Juventus finisce qui. Senza liberare spazio salariale e sfoltire l'organico, non ci saranno ulteriori margini di manovra per i direttori, anche ieri elogiati pubblicamente da Spalletti ma anche da John Elkan, per la prima volta in panchina accanto al tecnico bianconero. Un aspetto che abbiamo sottolineato anche nella diretta di Radio Bianconera, un piccolo gesto che dobbiamo prendere come un senso di vicinanza alla squadra.
L'appello al popolo bianconero è uno solo: diamo fiducia. Almeno in questa delicata fase iniziale della stagione, l'ambiente deve compattarsi totalmente attorno a Spalletti e ai calciatori.Sostenere il nuovo corso senza preconcetti o ansie da prestazione è l'unica via per permettere alla squadra di crescere e ritrovare la mentalità vincente.
Tanti auguri Henry, il campione della Juventus che non abbiamo mai visto
Ci sono giocatori che passano dalla Juventus e lasciano un ricordo indelebile. E poi ce ne sono altri che, riguardando la loro carriera, fanno nascere una domanda quasi inevitabile: e se fosse andata diversamente?
Oggi, nel giorno del suo compleanno, gli auguri della Juventus vanno a Thierry Henry, nato il 17 agosto 1977. Un campione che a Torino non riuscì a mostrare nemmeno lontanamente tutto quello che sarebbe diventato negli anni successivi.
Henry arrivò alla Juventus nel gennaio 1999, appena ventunenne, dopo essersi già messo in mostra con il Monaco e con la nazionale francese, con cui pochi mesi prima aveva conquistato il Mondiale del 1998. La Juventus lo acquistò per una cifra importante, pensando di aver messo le mani su uno dei talenti più interessanti del calcio europeo.
Il problema fu che, a Torino, quel talento sembrò non riuscire mai a trovare la propria dimensione.
Con Marcello Lippi iniziò a essere utilizzato più vicino alla porta, ma dopo l'addio dell'allenatore e l'arrivo di Carlo Ancelotti la situazione cambiò. Henry venne impiegato prevalentemente sulla fascia sinistra, all'interno di un sistema che gli chiedeva anche un grande lavoro difensivo.
Lo stesso Henry, anni dopo, avrebbe raccontato quanto fosse stato complicato adattarsi a quel ruolo: giocare largo significava allontanarsi dalla porta proprio quando aveva bisogno di avvicinarsi ad essa per esprimere le sue qualità.
Il suo bilancio in bianconero fu di appena tre gol in 16 presenze in Serie A. Numeri che, presi così, raccontano una storia di fallimento. Ma forse raccontano soltanto una parte della storia.
Perché tra quelle tre reti ce n'è una che dice molto di più. Nell'aprile del 1999, contro la Lazio, Henry segnò una doppietta nella vittoria per 3-1 della Juventus all'Olimpico. Era il momento in cui il francese cominciava finalmente a mostrare qualcosa di quello che aveva dentro.
Ma era ormai troppo tardi.
Quell'estate la Juventus lo cedette all'Arsenal. E lì, sotto la guida di Arsène Wenger, accadde ciò che a Torino non era accaduto: Henry venne riportato al centro dell'attacco.
Il resto è storia.
All'Arsenal sarebbe diventato uno dei più grandi attaccanti della sua generazione, il miglior marcatore della storia del club per molti anni, protagonista di una delle squadre più spettacolari della storia della Premier League e simbolo degli Invincibili del 2003-04. Con la Francia avrebbe conquistato anche l'Europeo del 2000 e costruito una carriera da autentica leggenda del calcio mondiale.
E allora, guardando oggi quel breve capitolo juventino, resta inevitabilmente una sensazione di rimpianto.
La Juventus non ha mai visto davvero Thierry Henry.
Ha visto il giovane talento arrivato dal Monaco, il ragazzo che doveva ancora diventare un campione. Ha visto qualche lampo, qualche accelerazione, quella doppietta contro la Lazio. Ma non ha mai potuto ammirare il centravanti devastante che avrebbe dominato in Inghilterra negli anni successivi.
Forse fu un equivoco tattico. Forse furono le circostanze di una Juventus che in quel periodo stava attraversando una stagione complicata. Forse furono anche altre dinamiche interne a spingere il francese lontano da Torino. Di certo, Wenger intuì qualcosa che a Torino non era stato pienamente compreso: Henry doveva stare vicino alla porta.
Il destino volle che proprio dopo la Juventus iniziasse la parte più luminosa della sua carriera.
Per questo oggi, nel giorno del suo compleanno, il pensiero dei tifosi bianconeri non può essere soltanto quello per un ex giocatore. È anche il ricordo di un enorme “what if?” della storia juventina.
Tanti auguri Thierry Henry.
Alla Juventus sei rimasto soltanto pochi mesi. Abbastanza, però, per lasciare una domanda che ancora oggi accompagna il tuo ricordo in bianconero: chissà cosa sarebbe successo se a Torino avessimo visto il vero Henry.
Juve, 45 minuti e qualche indicazione: Douglas Luiz illumina e si spegne, Yildiz, Conceição e McKennie sembrano già pronti
È durata soltanto 45 minuti l'ultima amichevole della Juventus, quella tradizionale sfida in famiglia contro la Next Gen. All'inizio del secondo tempo, infatti, l'invasione di campo dei tifosi ha chiuso in anticipo la partita, con i bianconeri avanti 2-0 grazie alle reti di Conceição e McKennie. Un test particolare, dunque, che lascia poche indicazioni concrete in vista dell'esordio in campionato contro il Frosinone, ma qualche spunto interessante sicuramente sì.
Non era una partita pensata per dare risposte tattiche definitive e soprattutto non può essere paragonata alle amichevoli affrontate durante la tournée. La Juventus Next Gen ha comunque fatto una buona figura e ha confermato di avere elementi interessanti in vista della nuova stagione di Serie C. Per la squadra di Spalletti, invece, sono soprattutto alcune giocate individuali a lasciare qualcosa su cui riflettere.
Douglas Luiz illumina e poi si spegne
La giocata più interessante arriva ancora una volta dai piedi di Douglas Luiz. Il brasiliano partecipa all'azione che porta al gol di Conceição dopo la combinazione con McKennie e il portoghese, ma ciò che colpisce è soprattutto il pallone giocato in profondità.
Il passaggio ha i giri e la misura perfetti: non è troppo corto, permettendo al difensore di intervenire, ma nemmeno troppo lungo, dando al portiere la possibilità di arrivare prima dell'attaccante. Conceição si ritrova così davanti alla porta e può concludere l'azione.
È esattamente il tipo di giocata che la Juventus ha bisogno di trovare durante la stagione. Quando l'avversario sarà schierato e gli spazi saranno ridotti, servirà qualcuno capace di vedere la profondità e giocare il pallone con qualità. Douglas Luiz ha queste caratteristiche e continua a mostrarle.
Il problema è che, subito dopo, arriva anche l'altra faccia del brasiliano. In fase di non possesso e nella gestione del pallone continua a concedersi qualche distrazione di troppo. In un'occasione si fa sorprendere da un avversario alle spalle e perde un pallone molto pericoloso al limite dell'area.
In un'amichevole in famiglia può essere un semplice errore. A Frosinone, invece, una palla persa in quella zona può diventare un'occasione da gol. La Juventus ha bisogno della qualità di Douglas Luiz, ma Spalletti dovrà lavorare proprio su questo aspetto: meno amnesie, più continuità.
Yildiz e Conceição sembrano già pronti
Se Douglas Luiz lascia una prestazione fatta di luci e ombre, le sensazioni migliori arrivano anche da Kenan Yildiz e Francisco Conceição.
Il portoghese è ancora una volta protagonista con il gol e conferma quella capacità di incidere che lo ha reso uno dei giocatori più importanti della rosa. La sua capacità di attaccare l'uomo, muoversi nello spazio e trasformare una situazione apparentemente normale in un'occasione resta una delle armi offensive più interessanti della Juventus.
Yildiz, invece, sembra essere sempre più vicino alla condizione migliore. Il turco trova spunti, partecipa alla manovra e torna a essere protagonista anche nella costruzione dell'azione offensiva. La sensazione è che il numero 10 bianconero sia pronto per prendersi nuovamente un ruolo centrale nel progetto di Spalletti.
McKennie, ancora una volta nel posto giusto
Non poteva mancare poi Weston McKennie. Il centrocampista americano ha segnato il secondo gol e ha confermato una caratteristica che ormai è diventata quasi una certezza: sa leggere molto bene gli spazi e sa farsi trovare nel posto giusto quando l'azione arriva negli ultimi metri.
Il cross di Yildiz lo trova pronto e McKennie non deve fare altro che sfruttare la situazione. È un'altra soluzione offensiva che Spalletti può avere a disposizione durante la stagione, soprattutto quando serviranno inserimenti senza palla e giocatori capaci di arrivare in area partendo da dietro.
La Next Gen convince: bene anche Gil
Se la Juventus dei grandi ha avuto soltanto 45 minuti per mettere in mostra qualche spunto, la Next Gen può invece uscire soddisfatta dalla sfida.
La squadra di Massimo Brambilla ha mostrato personalità e buone qualità, confermando la sensazione che possa disputare una stagione interessante in Serie C. Tra i singoli ha destato una buona impressione Gil, difensore centrale classe 2006 che ormai da diversi anni fa parte dell'ambiente bianconero.
Il centrale ha mostrato sicurezza e personalità, dando la sensazione di essere pronto a compiere un ulteriore passo nel proprio percorso di crescita. È uno dei nomi da tenere d'occhio nella stagione della Next Gen.
Lucumí è già bianconero: un altro tassello per Spalletti
La giornata è stata anche quella della presentazione dei nuovi acquisti e tra i volti che hanno attirato l'attenzione c'è stato Jhon Lucumí, il nuovo difensore colombiano arrivato dal Bologna.
Un altro tassello per la rosa di Spalletti, soprattutto in un reparto nel quale la Juventus ha cercato di aumentare qualità, fisicità e possibilità di scelta. Il suo arrivo aggiunge un centrale mancino e permette al tecnico di avere un'opzione ulteriore nella costruzione della linea difensiva.
Quarantacinque minuti non cambiano il giudizio
Alla fine, però, bisogna dare il giusto peso a questa partita. Quarantacinque minuti contro la Next Gen, con un contesto festoso e una gara interrotta dall'invasione di campo, non possono fornire indicazioni decisive in vista del campionato.
Restano però alcune immagini interessanti: la qualità di Douglas Luiz quando riesce a giocare in verticale, la sua disattenzione da correggere, la brillantezza di Yildiz e Conceição e il solito senso del gol di McKennie.
La Juventus è ormai arrivata alla vigilia delle partite vere. Tra una settimana non ci saranno più esperimenti, amichevoli o invasioni di campo. Ci saranno i primi tre punti della stagione.
E proprio per questo, le luci viste oggi dovranno diventare continuità, mentre le ombre dovranno sparire in fretta.
Cambiaso, ritorno alle origini: ha deciso di cambiare numero
Nel tentativo di ritrovarsi ai massimi livelli Andrea Cambiaso ha deciso di tornare alle origini. Il classe 2000 ha infatti deciso di abbandonare il 27, cioè il numero di maglia indossato finora nell'avventura con la Juventus. Da quest'anno l'ex Bologna invece vestirà il numero 20, lo stesso che porta in Nazionale e che aveva portato anche all'Alessandria.
Atalanta, quanta Juventus. Dopo Sarri e Giuntoli può arrivare anche Savona
L'Atalanta continua a scandagliare il mercato per capire come poter completare la rosa in vista degli impegni ufficiali. I nerazzurri esordiranno fra tre giorni nel preliminare di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv, ma nel frattempo continuano a guardarsi intorno per fiutare i prossimi acquisti. In particolare, per quanto riguarda la corsia, Giuntoli starebbe pressando il Nottingham Forest per un profilo ex Serie A.
Il nome in questione è Nicolò Savona, che in Italia abbiamo conosciuto con la maglia della Juventus. Al momento però, stando a quanto riportato da Tuttomercatoweb, il club inglese non sarebbe disposto ad aprire alla cessione; se ne riparlerà nei prossimi giorni.
Vlahovic verso l’esordio con il Besiktas. Potrebbe giocare in Europa League
L'esordio di Dusan Vlahovic con la maglia del Besiktas si avvicina sempre di più. I turchi saranno impegnati fra tre giorni nello spareggio di Europa League contro il Kauno Zalgiris e, come detto da Vincenzo Italiano e come riportato da TuttoJuve, il serbo potrebbe cominciare dalla panchina:
"Sono felice di quello che sta mostrando la squadra. La squadra conserva ancora la propria identità e continua a produrre il calcio che io voglio vedere in campo, sono certo che partita dopo partita continueremo a migliorare. Giovedì ci aspetta un'altro match importantissimo che vale una fetta di qualificazione alla prossima Europa League, adesso ci concentriamo su quello. Vlahovic? Sta crescendo gradualmente e troverà spazio, penso che nella partita contro lo Zalgiris partirà dalla panchina".
Impallomeni A TmwRadio: “Lucumì gran colpo e non escludo l’arrivo di Zirkzee”
Stefano Impallomeni ha rilasciato alcune dichiarazioni a Tmw Radio, soffermandosi sulla programmazione della Juventus. Queste le sue parole:
"La Juventus ha concluso l'acquisto di Lucumì dal Bologna e credo che il difensore colombiano rappresenti un gran colpo per i bianconeri. Per la porta il top sarebbe stato Martinez, che è bravo tra i pali ma anche a guidare la difesa, in questo senso lo avrei preferito a Vicario. Manca ancora qualcosa in mezzo al campo, mentre in attacco Kolo Muani può tranquillamente rimpiazzare il Vlahovic visto a Torino, e non escludo ancora l'arrivo di Zirkzee".
Elkann: “Quest’anno ci attendono grandi impegni sia in Italia che in Europa”
Il presidente della Juventus Jhon Elkann ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky Sport, soffermandosi principalmente sul rapporto con Giovanni Carnevali che sugli obiettivi stagionali.
SU CARNEVALI
"Giovanni è un grande professionista, conosce benissimo il calcio italiano e in questa fase abbiamo proprio un rafforzamento in atto che deve partire dall’Italia e da ciò che siamo. L’identità della Juventus si sposa molto bene con quelle che sono le capacità, la passione e la voglia di portare la Juventus che contraddistinguono Giovanni".
SUGLI OBIETTIVI
"L’ambizione della Juventus è sempre stata e sarà sempre quella di vincere; solo vincendo si riesce poi a ottenere i risultati. Sia in campionato che in Europa quest’anno abbiamo una serie di grandi impegni ed è importante portarli avanti. Nella nostra storia abbiamo sempre avuto dei cicli e da un ciclo all’altro puà anche passare del tempo, ma l'importante è potere ricostruire e noi oggi siamo in una fase di costruzione. Questo è quello che tutti alla Juventus sono determinati a fare, anche in base a quello che ci chiedono i nostri tifosi in questa giornata . Quella di oggi è una partita che accomuna tutti quelli che amano la Juventus ed è un momento in cui si riunisce la grande famiglia bianconera; qui si può apprezzare la Juventus del futuro e proprio quest’anno saremo anche di più, dato abbiamo superato i 22.000 spettatori. È bello poterlo fare a casa nostra qui a Torino".
Prossima partita
23 ago 2026 18:30
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