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Juventus, l'Arsenal prepara l'assalto a Yildiz: sul tavolo una cifra che può far tremare la Continassa
Cento milioni di euro. Una cifra da capogiro, di quelle che fanno vacillare anche le certezze più solide. E stavolta nel mirino dell'Arsenal c'è Kenan Yildiz, il gioiello che la Juventus considera uno dei pilastri del proprio futuro.
Il talento turco continua ad attirare le attenzioni delle grandi d'Europa. Il Real Madrid lo osserva da tempo, ma dalla Premier League arriva un'altra pretendente pesante: l'Arsenal di Mikel Arteta. E i londinesi, a quanto pare, non hanno alcuna intenzione di mollare la presa. Secondo quanto riportato da OneFootball, i Gunners avevano già bussato alla porta della Juventus lo scorso giugno per raccogliere informazioni sul giocatore.
La risposta bianconera, però, era stata negativa. Nessuna apertura. Nessuna intenzione di privarsi facilmente del proprio talento. Ma l'interesse dell'Arsenal non si è raffreddato e anche in questo periodo il nome di Yildiz è rimasto sul tavolo delle valutazioni londinesi. Il motivo è chiaro: Arteta cerca qualità, fantasia e alternative sulla corsia sinistra. E il turco ha caratteristiche che fanno gola a mezza Europa.
Tecnica, accelerazione, personalità e capacità di giocare in più posizioni. Il numero 10 bianconero è un attaccante moderno, capace di accendere la manovra e inventare la giocata quando la partita si blocca. Non sorprende, quindi, che a Londra siano pronti a valutare un investimento da capogiro già a gennaio 2027: 100 milioni di euro. Alla Continassa la posizione è molto chiara. Yildiz non è un giocatore qualunque, ma uno dei patrimoni tecnici più importanti della Juventus.
Il contratto fino a giugno 2030 testimonia la volontà del club di costruire attorno al talento turco. Cederlo significherebbe rinunciare a un protagonista sul quale la società punta per il presente e per il futuro. Ma nel calcio esistono cifre capaci di cambiare qualsiasi scenario. Una cosa è certa: Kenan Yildiz è diventato uno dei nomi più caldi del mercato europeo. E la Juventus sa di avere tra le mani un gioiello che mezza Europa vorrebbe portarle via.
Carnevali ha individuato la strada per far rinascere la Juventus
Le ultime assemblee degli azionisti in casa Juventus avevano il sapore delle classiche riunioni di condominio in cui ognuno dice la sua, si litiga, ci si lamenta, si abozzano soluzioni poco convincenti che poi non vengono neanche applicate. Con il risultato di tornare a casa con la sensazione che si faceva o non si faceva era, in fondo, la stessa cosa. Questa volta no. Questa volta una voce nuova, competente e, a suo modo, rivoluzionaria, ha cambiato le carte in tavola e regalato sensazioni differenti. La voce è quella del nuovo amministratore delegato, Giovanni Carnevali, che non si è perso in chiacchiere, non ha dato vita al solito pippione in una lingua incomprensibile con mille giri di parole, alcune italiane e alcune inglesi, per non arrivare a nessun punto. Questa volte le idee sembrano essere chiare. Che non si vedano tangibili risultati sul campo è un dettaglio poco trascurabile, è vero, ma se ci si vuole dar fiducia alle sue parole quando dice "ci vorrà tempo" allora quel tempo bisogna concederlo.
La stoccata principale arriva dalla costruzione dell'area scouting che, a detta di Carnevali, mancava alla Juventus. Anche qui, un dettaglio non da poco, anzi. Come si fa a non avere una struttura del genere per scoprire i campioni del futuro? Semplice, il predecessore dell'attuale amministratore delegato era un certo Damien Comolli, l'uomo che cercava i giocatori nel computer. E non è il titolo di un film, ma una triste realtà. Che in passato ci si appoggiasse poco agli osservatori, poi, nasce dal fatto che la Juventua aveva altre risorse da poter impiegare per prendere i migliori. E quando hai la forza di acquistare un certo Cristiano Ronaldo ma tu, in fondo, che bisogno hai di uno strutturato reparto scouting? Ma i tempi sono nettamente, e tristemente, cambiati, adesso quelle risorse non ci sono più, adesso non si possono buttare via i soldi, come per altro è stato fatto anche quest'anno con Kolo Muani (qui errore della nuova dirigenza), e quindi bisogna sapersi strutturare nel modo migliore per andarli ad intercettare i campioni del futuro, in modo da costruire squadre competitive e sostenibili nel minor tempo possibile.
La strada è tracciata e chiara nella testa di Carnevali e della neonata società. Ecco perché si sta andando avanti, nei limiti del possibile, con Spalletti e l'attuale progetto tattico, perché non basterebbe un allenatore diverso, un motivatore, un uomo che conosce bene la Juve, insomma, il solito nome di Antonio Conte, a risollevare una situazione che va affrontata alle radici. Ed è lì che la società sta giustamene lavorando, anche in termini di responsabilizzazione della squadra, per riprendere la rotta giusta con gli uomini a disposizione prima di tornare a cambiare con la giusta programmazione. Programmazione. Questa parola smarrita, in casa Juventus, da tanto, troppo tempo.
Fabrizio Romano svela cosa c'è dietro la fiducia a Spalletti: la Juve ha deciso, ma c'è un avvertimento
La Juventus continua a puntare su Luciano Spalletti. E non si tratta soltanto di parole di circostanza. A sottolinearlo è Fabrizio Romano, che nel suo ultimo video pubblicato su YouTube analizza la posizione della società bianconera e le recenti dichiarazioni di Giovanni Carnevali.
Il messaggio arrivato dalla dirigenza è inequivocabile: Spalletti è l'allenatore della Juventus, gode della fiducia del club e continuerà a essere sostenuto. Una presa di posizione che arriva in un momento tutt'altro che semplice. Romano avverte: la fiducia c'è, ma Spalletti deve cambiare marcia. Secondo la sua analisi, la Juventus ha sempre manifestato fiducia nei confronti del proprio allenatore, anche durante le settimane più complicate.
I risultati, però, raccontano una stagione fatta di troppi bassi e pochi alti. La vittoria contro il Napoli ha restituito ossigeno all'ambiente, ma non cancella le difficoltà precedenti. Romano è chiaro: Spalletti ha tempo e opportunità per cambiare il percorso, ma la Juventus deve ritrovare continuità. Non basta vincere una partita e poi tornare a inciampare. La società vuole una squadra capace di mantenere un rendimento da Juventus.
E qui arriva l'avvertimento più significativo dell'analisi: se la situazione non dovesse cambiare, nessuno potrebbe considerarsi al sicuro. La linea della Juventus, dunque, è tracciata: Spalletti resta al centro del progetto. Ma adesso servono risposte sul campo. E Fabrizio Romano mette in evidenza proprio questo: la fiducia non può trasformarsi in un credito illimitato.
PodcastLa vendetta di Vicario: portiere vero e leader della Juve
Chissà come sarebbe andata a finire Juve-Napoli se nei primi minuti di gara Vicario non avesse effettuato una strepitosa parata, negando a Lucca la gioia del gol e ai campani il vantaggio. Nessuno può dirlo. Il portiere si è preso la Juve e non solo per le prestazioni, quasi sempre ben oltre la sufficienza. Importanti i suoi atteggiamenti in campo e, come fa sapere qualcuno dalla Continassa, anche nello spogliatoio. Pronto a confrontarsi con i compagni, a parlare con i più giovani. L'identikit del leader. E' lui il capopolo quando si tratta di andare sotto la Curva dopo le delusioni (vedi Lazio), oppure a presentarsi davanti alle telecamere. Mai banale, spesso rilascia dichiarazioni per scuotere la truppa, avendo bene in mente di trovarsi nella Juve. “Non dobbiamo aggrapparci a nessun alibi, non è una prestazione da Juve. Se giochiamo così non possiamo pretendere niente”. Ha ragione da vendere, i bianconeri non saranno quelli di un tempo, ma il fascino della Vecchia Signora resta intatto. Come il prestigio della società.
Vicario-Juve è una storia particolare. Il portiere è arrivato alla Continassa da (presunta) quarta scelta dopo che Carnevali e Massara avevano puntato ad Alisson, Dibu Martinez e Suzuki. Spalletti chiedeva un estremo difensore di livello, ma dotato anche di personalità. Vicario è tutto questo. Sono bastati pochi mesi per convincere la Juve. E' arrivato in prestito gratuito dal Tottenham, riscatto fissato a 8 milioni di euro, più 2 di bonus al raggiungimento di determinati obiettivi. Grabara o chi per lui sa di dover essere vice di Guglielmo. Con Alajbegovic, Vicario senza dubbio è il migliore acquisto del mercato targato Carnevali-Massara. La Juve sa di avere un portiere affidabile per qualche anno anno, il giocatore ne ha 30. L'età giusta per difendere i pali della Juve e allo stesso tempo fare da chioccia a qualche giovane. Alla faccia di chi lo aveva bollato quarta scelta. Vicario ha accelerato i tempi per diventare senatore bianconero. Roba per pochi.
Champions, notte folle: l'Inter passeggia in Olanda, la Roma crolla a Manchester
Due trasferte. Due storie completamente diverse. Una notte di Champions League che sorride all'Inter e lascia la Roma con il sapore amarissimo della rimonta subita.
A Rotterdam i nerazzurri fanno festa. A Manchester, invece, i giallorossi vedono svanire tutto quando sembrano avere la partita in pugno. L'Inter espugna Rotterdam e rifila un secco 3-0 al Feyenoord. I nerazzurri colpiscono già nel primo tempo, quando Bisseck ed Esposito trovano la via della rete e indirizzano la serata sui binari giusti.
Gli olandesi provano a reagire, ma la squadra italiana non concede spazio ai sogni di rimonta. Nella ripresa arriva anche il colpo del definitivo ko: Zielinski firma il tris e mette il sigillo su una notte da incorniciare. Ma mentre a Rotterdam si festeggia, a Manchester succede l'incredibile.All'Old Trafford la Roma parte con il piede sull'acceleratore. E per il Manchester United sono subito guai.
Bastano appena 18 minuti ai giallorossi per piazzare un micidiale uno-due: Soulé apre le danze, poi Malen trasforma un calcio di rigore e porta la squadra sullo 0-2. Nella ripresa, però, cambia tutto. Bruno Fernandes riapre la partita dal dischetto e restituisce speranza ai padroni di casa. L'Old Trafford si accende. Lo United prende coraggio, alza il ritmo e comincia a spingere. La Roma arretra. E paga carissimo.
A completare la rimonta ci pensa Matheus Cunha, protagonista con una doppietta che ribalta completamente il risultato. Dal possibile colpo esterno alla notte da dimenticare: il Manchester United vince 3-2. Il verdetto della serata è durissimo per i giallorossi: due reti di vantaggio non bastano per uscire indenni da Old Trafford.
Juve, due bomber nel mirino, ma uno nasconde un retroscena che può cambiare tutto!
Cinquanta milioni sul tavolo. Un trasferimento saltato all'ultimo momento. E adesso una nuova porta che potrebbe spalancarsi proprio davanti alla Juventus. Il nome è quello di Folarin Balogun. L'attaccante statunitense del Monaco torna prepotentemente nei radar bianconeri e stuzzica Luciano Spalletti, che vuole un centravanti capace di dare peso, profondità e gol al reparto offensivo.
La storia, però, ha un precedente che fa rumore. La scorsa estate l'Everton arriva a un passo dall'acquisto del giocatore per circa 50 milioni di euro. Poi succede qualcosa: un problema durante le visite mediche fa saltare tutto. Affare sfumato. E ora? A rendere intrigante la pista c'è anche la situazione del centravanti al Monaco. Balogun resta fuori persino dalla lista per la Conference League, un dettaglio che potrebbe pesare nelle valutazioni del club francese.
Davanti a un'offerta convincente, i monegaschi potrebbero aprire alla cessione già a gennaio. Una notizia che fa drizzare le antenne alla Continassa. Spalletti gradisce il profilo. La Juventus ci pensa. Ma c'è un ostacolo grande quanto il cartellino: il prezzo. Investire subito una cifra importante significa anticipare un'operazione inizialmente programmata per giugno. Un assegno pesante, che impone riflessioni. E se esistesse una strada meno costosa?
La risposta potrebbe arrivare direttamente da Madrid. Il secondo nome sulla lista bianconera è Alexander Sørloth, centravanti norvegese dell'Atletico Madrid, un giocatore che piace a Spalletti per struttura fisica e caratteristiche offensive. Dopo aver superato alcuni problemi fisici, Sørloth fatica a trovare continuità nelle gerarchie di Diego Simeone. Il tecnico argentino starebbe dando precedenza a David, lasciando il norvegese in una posizione meno centrale nel progetto.
Ed è proprio qui che la Juventus può provare a inserirsi. L'ipotesi è quella di un prestito di sei mesi. Una soluzione decisamente più leggera rispetto all'investimento necessario per Balogun, con la possibilità di consegnare subito a Spalletti un centravanti di peso. La partita di mercato è appena cominciata. Da una parte c'è Balogun, un investimento importante e una scommessa sul futuro. Dall'altra Sørloth, un'occasione potenzialmente più accessibile per rinforzare subito l'attacco.
Juventus, Balzarini lancia l'allarme: «La Champions è fondamentale». E spunta un nome per gennaio
La Juventus ha bisogno di tempo per ricostruire, ma il tempo non può diventare un alibi. È questo il concetto che emerge dall'analisi di Gianni Balzarini, che sul proprio canale YouTube ha affrontato diversi temi legati al presente e al futuro bianconero.
Il discorso si è incentrato sul mercato e sulle parole di Carnevali, che ha invocato tempo e pazienza per costruire una Juventus competitiva. Un concetto che Balzarini riconduce alla necessità di ripartire dopo i cambiamenti dirigenziali degli ultimi anni. La programmazione, secondo il giornalista, richiede stabilità e un progetto che non può essere realizzato dall'oggi al domani.
Attenzione, però, a non dare per scontato che l'aumento di capitale si traduca automaticamente in un tesoretto da 100 milioni per il mercato. Non esistono indicazioni ufficiali in questo senso e restano da rispettare i vincoli del settlement agreement. La Juventus, tuttavia, continua a guardarsi intorno: tra i profili citati da Balzarini c'è Folarin Balogun, attaccante del Monaco che starebbe trovando meno spazio e avrebbe manifestato la volontà di lasciare il club. Per un eventuale affondo, naturalmente, bisognerà attendere gennaio e valutare costi e condizioni.
Il tema del centravanti resta aperto anche perché, osserva Balzarini, né Kolo Muani né Woltemade stanno garantendo continuità realizzativa. E allora il giornalista invita a non dimenticare Ekkator: se si vuole davvero puntare sui giovani, bisogna anche concedere loro spazio e occasioni per giocare.
Infine, uno sguardo al futuro della società e alla possibile cessione di Licina. Balzarini considera il giovane un talento importante, ma sottolinea come oggi anche i club più grandi siano costretti a ragionare secondo logiche di mercato: davanti a un'offerta da 40-50 milioni, la Juventus potrebbe prendere in considerazione la sua vendita. Una dinamica che rende sempre più difficile costruire un gruppo destinato a restare insieme per molti anni.
Resta però una condizione imprescindibile: la Champions League. Per Balzarini, la qualificazione alla prossima edizione è fondamentale anche per dare solidità al progetto e sostenere la ricostruzione. E il suo giudizio sulla situazione attuale è piuttosto severo: raggiungere il traguardo, allo stato delle cose, sarà molto difficile.
Juve, Pedullà boccia Kolo Muani: «È in penombra». E Woltemade può scalzarlo
Le prossime partite potrebbero essere decisive per chiarire le gerarchie offensive della Juventus. A sottolinearlo è Alfredo Pedullà, che sul proprio canale YouTube ha analizzato il momento degli attaccanti bianconeri, soffermandosi in particolare su Kolo Muani e Woltemade.
Il giudizio sull'attaccante francese è tutt'altro che positivo: il suo rendimento resta in una costante «penombra» e a Torino starebbero valutando soluzioni alternative. Una di queste porterebbe a puntare su Woltemade sia giovedì in Coppa sia domenica in campionato, con la possibilità di valorizzare anche un esterno in più. Ma, in questo scenario, quale sarebbe il ruolo di Kolo Muani? «Adesso non può fare neanche l'esterno», osserva Pedullà, mettendo in evidenza le difficoltà di una situazione che pesa ancora di più alla luce dell'investimento sostenuto dalla Juventus per il suo cartellino.
Il giornalista richiama proprio questo aspetto economico: «Ricordatevi comunque che i soldi per quel cartellino sono stati versati, esattamente come erano stati versati per il cartellino di Openda». Un invito a non dimenticare le cifre investite e a non sottovalutare il peso delle operazioni di mercato, soprattutto quando il rendimento dei giocatori non è all'altezza delle aspettative.
Calamai: “Fiorentina, contro la Juventus devono giocare titolari Oulai e Goncalves”
Luca Calamai ha commentato la vittoria della Fiorentina contro il Sassuolo, esaltando il rilancio della squadra di Vanoli e ponendo l'attenzione già sulla sfida contro la Juventus del prossimo. Queste le sue parole, riportate su Tuttomercatoweb:
Oulai e Pedro hanno portato freschezza e qualità. Cambiando faccia e anima a una squadra spenta e banale. Ora, caro mister Vanoli, hanno il diritto di prendersi quello che spetta loro e cioè un ruolo da titolare contro la Juve. Ignorare quello che sta dicendo il campo sarebbe un errore gravissimo. Certo, promuovere Oulai e Pedro vuol dire fare delle scelte non semplici. Ma, a esempio, non è detto che la promozione del giovane centrocampista abbia come inevitabile conseguenza la bocciatura di Fagioli. I due potrebbero benissimo coesiste. A fare posto a Oulai potrebbe essere lo spento Ndour degli ultimi tempi. Così come non sarà facile trovare spazio al portoghese se il modulo dovesse restare il 4-3-3. Serve coraggio, servono idee, E' questa la nuova sfida del tecnico viola".
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