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Nicolò Schira: "Malagò pensa a Chiellini come nuovo direttore tecnico della FIGC"
Nicolò Schira: "Malagò pensa a Chiellini come nuovo direttore tecnico della FIGC"
Giorgio Chiellini potrebbe essere il nome scelto per raccogliere l'eredità di Paolo Maldini come direttore tecnico della FIGC. A lanciare l'indiscrezione è l'esperto di mercato Nicolò Schira, che sul proprio profilo X ha scritto: "Giovanni Malagò è orientato a offrire a Giorgio Chiellini il ruolo di direttore tecnico della FIGC dopo le dimissioni di Paolo Maldini." L'ex capitano della Juventus e della Nazionale ricopre attualmente il ruolo di Chief Club Affairs Officer del club bianconero, incarico assunto nelle scorse settimane e che lo vede rappresentare la società nei rapporti con FIGC, Lega Serie A, UEFA, ECA e le principali istituzioni calcistiche. Resta da capire se Chiellini prenderà in considerazione l'eventuale proposta della FIGC oppure se proseguirà il proprio percorso dirigenziale alla Juventus. Al momento, infatti, quella riportata da Schira resta un'indiscrezione e non ci sono conferme ufficiali da parte della Federazione.
Gramellini a RBN: "Kolo Muani a quelle cifre sarebbe un errore"
Gramellini a RBN: "Kolo Muani a quelle cifre sarebbe un errore"
Il giornalista Luca Gramellini è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera, nel corso della trasmissione Due in Bianconero, affrontando prima il caos che ha investito la Nazionale italiana e poi analizzando il momento della Juventus tra mercato e prime uscite stagionali. Sul momento vissuto dalla FIGC, Gramellini usa parole durissime: “La mia idea penso che sia quella di un po’ di tutt’Italia. Siamo veramente una cosa che definire imbarazzante non rende merito alla situazione che stiamo attraversando. Quello che doveva essere il nuovo corso in realtà con Malagò non poteva che essere il solito trito e ritrito scenario tipico della mentalità italiana. Nulla di nuovo, anche con l’inserimento di figure che di calcio sicuramente ne saprebbero e potrebbero portare anche un qualcosa di aria fresca”. Secondo il giornalista, la gestione della scelta del nuovo commissario tecnico ha evidenziato ancora una volta problemi strutturali: “Chiaro che le interferenze della politica ne dovrebbe stare abbondantemente fuori da queste situazioni, invece purtroppo anche qui la politica deve mettere bocca, deve dire la sua. Credo che sarà veramente difficile venirne fuori e soprattutto pensare di riavere un calcio italiano a livelli importanti nel giro di breve. Io penso che siano a rischio tremendamente sia i prossimi Europei, ma mi spingo ben oltre perché se questo è quello che siamo in grado di perpetrare anche i Mondiali”. Gramellini ha poi ricordato le riflessioni espresse da Andrea Agnelli già nel 2012, difendendo la visione dell’ex presidente bianconero: “Bisogna anche essere sinceri e onesti. C’è tanta parte della tifoseria stessa bianconera che la vede in maniera diversa. Io mi trovo spesso a confrontarmi con persone che ritengono che Andrea Agnelli alla fine sia stato il male della Juventus, con le sue scellerate scelte e idee. Io credo che alla fine ci si meriti un po’ quello che abbiamo perché non riuscire a comprendere come, pur commettendo errori, Andrea Agnelli fosse sicuramente lungimirante, un visionario di quella che era poi la situazione che saremmo andati a vivere pochi anni dopo. Significa avere veramente il prosciutto negli occhi e quindi penso che sia giusto quello che stiamo attraversando, ci meritiamo questo”. Passando alla Juventus, Gramellini sottolinea come le difficoltà sul mercato siano figlie degli errori del passato: “È chiaro che le indicazioni sono di una Juve che fatica maledettamente a lavorare sul mercato e fatica maledettamente per i tanti errori commessi nel passato. La speranza è che questi errori non si vadano a ricommettere già a partire con l’inseguimento folle per Kolo Muani. Cifre che io sento veramente spropositate”. Tra i giocatori osservati nelle prime amichevoli, il giornalista non risparmia critiche: “Ho visto una Juve che in alcuni elementi ha confermato quelle che sono le problematiche. Arthur mi sembra un giocatore che ormai è sfiduciato completamente. Spalletti, così come erano le mie informazioni fino a qualche giorno fa, mi sembra lui stesso essere il primo a non crederci”. Dubbi anche su Douglas Luiz: “In tanti vedono in lui il miglior centrocampista, il giocatore a cui concedere la chance. Io personalmente vedo un giocatore che difficilmente possa essere quello che tutti quanti avremmo voluto e vorremmo ancora perché non ha veramente il cambio di ritmo che Spalletti vuole”. Infine, un passaggio sul mercato in uscita e sul possibile ritorno di Kolo Muani: “Joao Mario mi sembra quello più vicino ad una conclusione, fatto salvo che Paratici e Massara non ci sorprendano con un lavoro che stanno facendo magari di sottobosco. Perché inseguire Kolo Muani e ascoltare quelle cifre mi fa venire i brividi in senso negativo. Noi paghiamo gli acquisti di Koopmeiners, di Openda, di Douglas Luiz, cifre spropositate con ingaggi abnormi e poi se falliscono una stagione non sono piazzabili”. Gramellini conclude con un monito alla dirigenza bianconera: “Noi invece andiamo a inseguire un giocatore che non è mai stato un giocatore in grado di spostare gli equilibri. È vero, alla Juve si era ambientato bene, ma parliamo di quattro mesi su sei a cifre spropositate. Penso che potrebbe essere l’ennesimo clamoroso errore perché se in una situazione difficile come quella nella quale la Juve oggi, Kolo Muani dovesse non far bene, poi me lo spiegate come lo andremo a rivendere o a mettere sul mercato il prossimo anno con 5 milioni di ingaggio e 45 milioni pagati?”.
Andrea Valentini a RBN: "Italia, troppi errori. E Thiago Motta è inadatto"
Andrea Valentini a RBN: "Italia, troppi errori. E Thiago Motta è inadatto"
Il caos che ha travolto la FIGC dopo il tramonto della candidatura di Andrea Pirlo continua a far discutere. A intervenire sulla vicenda è stato Andrea Valentini, ospite di Radio Bianconera nel corso della trasmissione Due in Bianconero, che ha analizzato quanto accaduto attorno alla panchina della Nazionale e si è soffermato anche sulla Juventus di Luciano Spalletti. Valentini individua innanzitutto un problema nella gestione della comunicazione da parte della Federazione: “Nazionale? Sono stati fatti, ovviamente, degli errori. Non scopro io l’acqua calda, ma degli errori di comunicazione innanzitutto. Si è parlato troppo, sono uscite troppe voci, troppi accordi. È sbagliato dire abbiamo parlato con Ancelotti e poi con Guardiola per poi, diciamo, ripiegare verso Pirlo”. Secondo Valentini, la vicenda avrebbe inevitabilmente penalizzato chiunque fosse stato indicato come terza scelta: “A prescindere da Pirlo, chiunque al posto suo si sarebbe sentito un po’ sottotono. C’è da fare anche una distinzione tra allenatore e commissario tecnico, che sono due ruoli abbastanza differenti”. L’opinionista ha poi bocciato anche l’ipotesi Thiago Motta come possibile commissario tecnico: “Io non vedo Motta sinceramente la persona ideale, mi parlano di lui come anche a livello umano non proprio dolce o docile, alla Juve ha dimostrato di aver litigato con la maggior parte dei giocatori credo, non si è lasciato neanche bene. Io non lo reputo sinceramente la persona adatta, poi magari sarò smentito”. Valentini ha quindi criticato anche le indiscrezioni relative a un possibile coinvolgimento dei club per arrivare ad Antonio Conte: “Qui si parlava addirittura di autotassazione per prendere Conte e poi che cosa significava? Che poi le squadre avrebbero messo becco sulle convocazioni o quant’altro, era comunque un campo un po’ minato, molto particolare, tutto comandato poi da Marotta, quindi quello non mi è piaciuto”. Infine, la sua previsione sul futuro della panchina azzurra: “Thiago Motta io sinceramente non lo reputo adatto, secondo me torna in auge un po’ Mancini che era la prima scelta di Malagò”. Nel corso dell’intervento c’è stato spazio anche per un commento sulla Juventus e sulle prime uscite estive. Valentini invita alla prudenza nei giudizi sul precampionato: “Il calcio d’agosto vale quello che vale, per me vale veramente pochissimo. L’ho visto ovviamente perché poi sono tutti sempre interessati, incuriositi e quant’altro”. Tra i giovani, a colpirlo è stato Licina: “Licina è un giovane che mi sta interessando ma non vorrei anche lì bruciare troppo le tappe, ma secondo me potrebbe essere molto utile”. Un pensiero è andato anche a Douglas Luiz: “Io spero ancora che Douglas Luiz riesca a trovare un po’ di piglio perché è un patrimonio della società e sarebbe un peccato bruciarlo ancora. Certo, al Nottingham non ha giocato. Però vediamo se Spalletti magari non tira fuori qualche cosa, anche il ragazzo ci deve mettere il suo sicuramente”. In chiusura, Valentini indica le priorità di mercato della Juventus: “Però ad oggi il portiere e l’attaccante sono la priorità secondo me”.
L'insostenibile pesantezza di una Juve ancora bollata come mediocre
L'insostenibile pesantezza di una Juve ancora bollata come mediocre
E sono due, le settimane di lavoro che la Juve si mette alle spalle così come il numero di amichevoli già giocate senza picchi di esaltazione di massa. Nessuno pretendeva qualcosa di sostanzioso e di molto diverso, ma qualche leggero miglioramento – personale e collettivo - assolutamente sì. Questa sarà anche la settimana del ritorno degli ultimi pezzi pregiati assenti per gli impegni ai mondiali e poi il puzzle sarà quasi lo stesso di un anno fa. Quasi, perché la rosa non sarà ancora quella definitiva, ma neppure troppo diversa. Il mercato è difficile, e se ne sta rendendo conto anche l'esperto team bianconero che ad oggi è riuscito a depennare il solo nome del belga Openda, finito in prestito secco al Lione e senza troppe garanzie di restarci fra un anno. Si fa quello che si riesce e non quello che si vorrebbe. La situazione è talmente chiara ascoltando le dichiarazioni di mister Spalletti e ancor di più osservando la sua mimica che quasi mai inganna. Non può essere soddisfatto, ma non può neppure lamentarsi per una situazione in cui ci si è finiti dentro anche per la mancata qualificazione di qualche mese fa. Prendere o lasciare, caro mister e senza troppe pretese. Sicuri che gli errori non si ripeteranno e che la società, appena potrà, accontenterà le sue giuste richieste.  Opzioni – Nessuno sa, tantomeno il sottoscritto, che cosa potrà capitare questa settimana. E aggiungerei che non lo sanno con certezza neanche i diretti interessati. Non è un mistero quanto richiesto dal mister non più tardi di sette mesi fa. Così come è stato preciso, a fine campionato, nell'individuare le cause della sbandata. I tentativi di migliorare la rosa cominciano da lontano e confluiscono nella necessità di non sforare i limiti di spesa imposti dal fair play finanziario. Spalletti si augurava di avere già a disposizione un portiere di caratura internazionale, un play in grado di raddoppiare i giri del centrocampo e innanzitutto quel fatidico attaccante mancato per gran parte del campionato scorso. Insomma, sperava di rafforzare l'ossatura della squadra.  Situazione – Il fatto di volerli non è bastato per averli subito. Le trattative si sono tutte arenate per lo stesso motivo: l'impossibilità di assecondare o almeno avvicinarsi, a torto o a ragione, alle richieste/pretese delle società venditrici. Da mesi circolano insistenti i nomi e le cifre per Martinez, Lucumi, Kessie e Kolo Muani a cui si sono aggiunti i ritorni di fiamma o speranza per Vlahovic, Pellegrino e Vicario. Nessuno di questi ha imboccato una corsia privilegiata, proprio per i freni messi da Carnevali che non si è mai spinto oltre le reali possibilità consentitegli. In parole povere, o in soldoni, citofoni e telefoni sono sempre attivi, ma i tempi e le cifre li dettano gli altri. Tra una settimana comincia la fase due della preparazione e sarebbe comunque auspicabile partire per l'Australia con qualche certezza in più – almeno portiere e attaccante – per non vedere mugugnare Spalletti. Resta poi il capitolo delle cessioni, tante, forse troppe, dove la mano la si potrà forzare a distanza interrompendo i rapporti con Arthur, prestando alla Fiorentina Joao Mario e aspettando che il vento cambi per convincere David e qualcun altro. Senza ammainare la bandiera e lasciando spazi di ottimismo nel farsi trovare molto più che pronti, allenati e competitivi e soprattutto molto prima dell'inizio del campionato. 
Abete: "Non sapevamo del caso Pirlo-Russia. Dobbiamo ripartire"
Abete: "Non sapevamo del caso Pirlo-Russia. Dobbiamo ripartire"
La corsa alla nuova guida della Nazionale italiana riparte da zero. Dopo il tramonto della candidatura di Andrea Pirlo e il passo indietro di Paolo Maldini e Leonardo, arrivano anche le parole del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, che ha ricostruito quanto accaduto durante il vertice federale. All'uscita dalla riunione con i vertici della FIGC, Abete ha chiarito che la vicenda legata ai rapporti tra Pirlo e la Russia non era nota ai componenti della Federazione al momento della scelta. "Non sapevamo del caso Pirlo-Russia. Non siamo abituati a certe situazioni, Malagò tra l'altro non ci ha fatto nomi", ha spiegato. Il presidente della LND ha poi ricostruito la cronologia degli eventi: "Il colloquio di oggi è partito dalla trattativa con Guardiola e successivamente dall'indicazione di Pirlo, dopo i quali sono emersi i problemi che ormai tutti conoscono, attività non note alla Federazione quando ha fatto questo tipo di scelta". Abete ha quindi confermato come il successivo rifiuto di Maldini e Leonardo abbia cambiato completamente lo scenario: "Dopo c'è stata la non accettazione di Maldini e Leonardo, chiamiamole dimissioni ma penso che ancora non siano state formalizzate. Noi abbiamo sentito la notizia mentre uscivamo dall'ufficio del presidente, fino a 45 minuti fa pensavamo alle alternative volute dal direttore tecnico e dall'advisor. Ora dobbiamo ripartire da un progetto serio". Le dichiarazioni confermano come la Federazione sia ora costretta a rivedere completamente i propri piani, con la scelta del nuovo commissario tecnico e del nuovo assetto dirigenziale destinata a diventare la priorità assoluta delle prossime ore.
Juve, per Lucumì spunta anche il Como: cresce la concorrenza per il difensore
Juve, per Lucumì spunta anche il Como: cresce la concorrenza per il difensore
La Juventus continua a seguire con attenzione John Lucumì, ma nelle ultime ore la concorrenza per il difensore del Bologna si è fatta ancora più folta. Scaduta il 15 luglio la clausola rescissoria da 28 milioni di euro, il futuro del centrale colombiano è tornato completamente aperto e diversi club sono pronti a inserirsi nella corsa. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, anche il Como ha avviato i primi contatti esplorativi per Lucumì. Il club lariano, impegnato a rinforzare il reparto arretrato da mettere a disposizione di Cesc Fabregas, considera il difensore del Bologna uno dei profili più interessanti sul mercato. La Juventus resta alla finestra e continua a monitorare la situazione, forte anche della volontà del giocatore, che da tempo gradirebbe il trasferimento in bianconero. Tuttavia, l'ingresso del Como aumenta la competizione, mentre sullo sfondo resta vigile anche l'Inter. Per il momento non sono state presentate offerte ufficiali, ma con la clausola ormai decaduta il Bologna è libero di trattare con qualsiasi società. I prossimi giorni potrebbero quindi rivelarsi decisivi per capire quale club riuscirà ad affondare il colpo per il difensore colombiano, uno dei nomi più richiesti di questa fase finale di mercato.
Juve, sfuma Stones: l'inglese dice sì all'Inter, contratto di due anni
Juve, sfuma Stones: l'inglese dice sì all'Inter, contratto di due anni
John Stones è pronto a ripartire dall'Italia. Dopo essere stato accostato anche alla Juventus nelle ultime ore, il difensore inglese ha dato il proprio assenso all'Inter, che si appresta a chiudere l'operazione per regalare a Cristian Chivu un rinforzo di grande esperienza per il reparto arretrato. Secondo quanto riportato da Sky Sport, l'ex Manchester City, rimasto svincolato dopo la scadenza del contratto con i Citizens al termine di dieci stagioni, ha già espresso il proprio gradimento per il trasferimento in nerazzurro. Le visite mediche non sono ancora state fissate, ma le parti sono al lavoro per formalizzare gli ultimi dettagli dell'accordo. L'intesa prevede un contratto biennale da 4 milioni di euro a stagione, con l'Inter che si prepara così a mettere a segno un colpo importante a parametro zero. Per la Juventus si allontana quindi uno dei profili valutati per rinforzare la difesa. Stones era stato seguito soprattutto per la sua esperienza internazionale, la leadership e le qualità nell'impostazione dal basso, caratteristiche particolarmente apprezzate da Luciano Spalletti. Con l'inglese ormai indirizzato verso Milano, i bianconeri dovranno concentrare le proprie attenzioni su altri obiettivi per completare il reparto arretrato.
Italia, Paganini rilancia: "Chiellini verso il ruolo di DT e Conte in panchina"
Italia, Paganini rilancia: "Chiellini verso il ruolo di DT e Conte in panchina"
Nuove indiscrezioni sul futuro della panchina della Nazionale italiana. A lanciarle è Paolo Paganini, che sul proprio profilo X ha scritto: "Pirlo non sarà il Ct si va verso Conte in panchina con Chiellini DT". Una suggestione che coinvolgerebbe due figure dal forte legame con la Juventus: da una parte Antonio Conte, già commissario tecnico dell'Italia dal 2014 al 2016 e reduce da un passato importante sulla panchina bianconera, dall'altra Giorgio Chiellini, oggi inserito nell'organigramma della Juventus con il ruolo di Director of Football Strategy.  Secondo quanto riportato da Paganini, dunque, Andrea Pirlo non sarebbe più il candidato destinato a guidare gli Azzurri, mentre prenderebbe quota il ritorno di Conte alla guida della Nazionale, affiancato da Chiellini in un ruolo dirigenziale. Una coppia che unirebbe esperienza tecnica e conoscenza dell'ambiente azzurro, oltre al passato condiviso alla Juventus.
Berruto: "Italia, il Ct non può essere legato ad una società di scommesse"
Berruto: "Italia, il Ct non può essere legato ad una società di scommesse"
Ai microfoni di Radio 24, nel corso della trasmissione 'Tutti Convocati' condotta da Carlo Genta, Pierluigi Pardo e Giovanni Capuano, l'opinionista Mauro Berruto si è espresso sul caso Pirlo. Di seguito, ecco quanto detto sull'ex Juventus: "Credo che il fatto di questa piattaforma di betting russa sia un'aggravante, ma non cambia la sostanza: ci fossero stati anche dei maltesi dietro, il punto è che un ct non può essere legato ad una società di scommesse, che sia russa è un passaggio successivo. Il ruolo di ct è un ruolo istituzionale. Era abbastanza semplice sapere che #Pirlo abbia questo ruolo di ambassador, legittimo anche da un suo punto di vista. Secondo me sarebbe successo lo stesso anche se ci fosse stato #Guardiola al posto di #Pirlo. In un momento di crisi del calcio come questo, lo sguardo esterno di un ct straniero, una persona che arriva da un mondo diverso e quindi meno legato a cose e persone nostre, ci farebbe bene, con la possibilità di agire in maniera meno condizionata."
Juventus, capitolo Openda: cosa manca per la cessione
Juventus, capitolo Openda: cosa manca per la cessione
Dopo 12 mesi sta per terminare la breve esperienza di Lois Openda con la maglia della Juventus. Arrivato al tramonto del calciomercato estivo 2025 dal Lipsia, e reduce da un'ottima annata in Germania, il belga non ha mantenuto le aspettative, finendo ai margini sin dalle prime giornate. Nonostante il cambio d'allenatore, il calciatore ha generato malcontento tra i tifosi, mettendo a segno solo due reti. Nonostante la stagione negativa, è vicino al trasferimento in Francia, precisamente al Lione. Ecco quanto riportato da Orazio Accomando, giornalista di Sportmediaset, sulla piattaforma X: "Juventus, oggi incontro con il Lione per Openda. Ci sono dai dettagli da perfezionare sulla formula, ma trattativa ben indirizzata. Il giocatore è in attesa del via libera per poter viaggiare per la Francia".
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