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Spalletti vuole un attaccante, Massara un altro: Juve, che fai?
La Juventus si muove con decisione sul mercato per regalare a Luciano Spalletti il nuovo terminale offensivo. Secondo le ultime indiscrezioni di Nicolò Schira, la dirigenza bianconera ha sempre nel mirino due profili di spessore internazionale per rinforzare il reparto avanzato: Aleksandar Sørloth dell'Atletico Madrid e Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace. Entrambi rappresentano l'identikit ideale cercato dal tecnico di Certaldo per dare fisicità e profondità alla manovra.
Diverso è il discorso per Joshua Zirkzee. L'attaccante olandese, attualmente in forza al Manchester United, piace molto a Frederic Massara, ma il suo profilo non sembra convincere pienamente l'allenatore. Spalletti, infatti, avrebbe espresso perplessità sulle caratteristiche tecniche del giocatore, ritenendole non perfettamente compatibili con il suo sistema di gioco.
La priorità della Continassa resta quindi trovare un centravanti pronto a integrarsi subito negli schemi tattici della squadra. Nelle prossime settimane sono attesi nuovi contatti per capire i margini di trattativa con i club proprietari del cartellino di Sørloth e Mateta. La Juventus vuole chiudere al più presto per consegnare al proprio pubblico il tanto agognato rinforzo in attacco.
Ovviamente, al contempo deve uscire qualcuno di quelli attualmente in rosa: per Arek Milik potrebbe esserci la risoluzione consensuale, mentre Jonathan David è stato accostato nelle ultime ore a Crystal Palace e Aston Villa. Accetterà una delle due soluzioni?
PodcastJuve torna a lavare i panni “sporchi” in famiglia per evitare incendi
Nei criteri di selezione della notizia, si sa, la Juve è sempre al primo posto, tanto più in situazioni di difficoltà: Spalletti è un allenatore navigato e dovrebbe saperlo. La sua uscita post Frosinone su Kolo Muani ha fatto scalpore: “Se non gioca da due anni un motivo ci sarà”. Oggetto della discussione i gol falliti dall'attaccante, almeno uno oggettivamente inammissibile a certi livelli. Le dichiarazioni del tecnico sono un assist per la parte di stampa pronta a colpire per avere un numero elevato di letture, ascolti, accessi nei vari siti. Insomma, per vendere. Sull'argomento, basterebbe leggere i titoli di due dei tre giornali sportivi. Inevitabile anche il condizionamento di una parte della tifoseria bianconera, quella pronta a mettere ulteriore benzina sul fuoco, spesso come pretesto per criticare a prescindere. Magari perché la società ha fatto scelte non in linea con le sue idee. Spalletti, per esmepio, è una di queste, secondo i nostalgici di Conte, al momento disoccupato.
La Juve deve tornare a lavare in famiglia i “panni sporchi”, anche se leggermente macchiati. Frase forse forte, ma significativa. Con le sue dichiarazioni, Spalletti probabilmente ha voluto dare una scossa a Kolo Muani, ma sarebbe stato meglio farlo negli spogliatoi, anzi alla ripresa degli allenamenti. Non solo. La squadra necessita di un altro centravanti, con caratteristiche diverse. Fin troppo evidente, fermo restando che per fare certi gol non bisogna essere Trezeguet o Higuain. Anche in questo caso, perché dirlo davanti alle telecamere? Meglio ribadirlo a Carnevali e Massara nelle segrete stanze della Continassa. Altrimenti i maligni pensano immediatamente ad una mancanza di sintonia con la dirigenza. Spalletti a mente fredda rifletterà, ricordando di essere sulla panchina della Juve. La voleva fortemente e l'ha ottenuta, ora deve mantenerla. E la comunicazione è fondamentale.
Juventus 2026-2027: acquisti e cessioni ufficiali, formazione tipo
In attesa dell'apertura ufficiale del calciomercato estivo in programma il 1° luglio, la Juventus ha già salutato alcuni elementi che hanno fatto parte della rosa nell'ultima stagione, su tutti i serbi Vlahovic e Kostic, per scadenza di contratto. Rientrati dai prestiti ben cinque elementi, anche se per alcuni di loro ci sono già trattative in corso per una nuova cessione.
Colpo in prospettiva per i bianconeri, che dal Tolosa prelevano Louis Reynaud, difensore classe 2008: il ragazzo ha già esordito in prima squadra in Coppa di Francia. Jeremie Boga è stato riscattato dalla Juventus: al Nizza 4,75 milioni di euro, mentre il calciatore firma un nuovo contratto valido fino al 30 giugno 2029.
Dal MVV Maastricht (Olanda), sbarca a Torino un altro classe 2008: si tratta del terzino sinistro belga Antoine Beydts, di cui si dice un gran bene. Partirà dalla Primavera di mister Padoin.
Pedro Felipe, difensore classe 2004, rientra dal prestito al Sassuolo: andrà in ritiro con la juve, poi si cercheranno altre destinazioni.
Giacomo Faticanti è stato riscattato dalla Juventus dal Lecce per 1 milione di euro, ed è stato girato in prestito all'Avellino assieme a Brando Moruzzi. Dopo il riscatto da parte dell'Avellino, il portiere Giovanni Daffara è stato controriscattato dalla Juventus e poi rivenduto a titolo definitivo al Parma per 6 milioni di euro e il 20% sulla rivendita a favore della Signora.
Jeff Ekhator è un calciatore della Juventus: al Genoa 16 milioni più 2 di bonus per l'attaccante di 19 anni. Ai rossoblu, che mantengono anche il 15% sulla rivendita, finisce a titolo definitivo David Puczka per 6 milioni con i bianconeri che mantengono il 20% sulla rivendita. Il Racing Santander ha riscattato il difensore classe 2003 Facundo Gonzalez: alla Juventus 2,5 milioni di euro.
Alessandro Pietrelli (2003), rientrato dal prestito al Venezia, si trasferisce al Vicenza in prestito con diritto di riscatto e controriscatto in favore della Juventus. Allo stesso tempo, la Juve mette sotto contratto fino al 2028 Daniel Okolo, centravanti classe 2007 ex Triestina e Cesena, che andrà a rafforzare inizialmente la formazione NextGen. Alessio Marcu, portiere classe 2007, dopo una sola stagione torna al Grosseto.
Ismael Konate, centravanti classe 2006 si trasferisce dall'Empoli alla Juventus a titolo definitivo. I bianconeri, invece, cedono a titolo definitivo Gianmarco Di Biase, attaccante classe 2005, al Crawley Town (League Two inglese).
Con un vero e proprio blitz, Carnevali e Massara soffiano alla Roma a parametro zero Zeki Celik (29 anni), terzino turco per il quale la Juve pagherà 1 milione di euro di commissioni. L'ex giallorosso ha firmato un contratto triennale.
Lois Openda si trasferisce in prestito secco al Lione fino al 30 giugno 2027: nelle classe della Juventus 3,5 milioni di euro, con i francesi che si accollano tutto l'ingaggio del belga. Doppo 15 anni, Simone Scaglia lascia la Juve: 13 presenze e 4 clean sheet con la Next Gen non gli valgono la conferma a Torino, l'estremo difensore non trova l'accordo per il prolungamento di contratto ed è a tutti gli effetti libero.
Il difensore Alessandro Bassino rinnova il suo contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2028 e, contestualmente, si trasferisce in prestito alla Folgore Caratese per la stagione 2026-2027. Lorenzo Villa, altro difensore classe 2003, si trasferisce a titolo definitivo al Sion.
Randal Kolo Muani torna alla Juventus dopo una stagione al Tottenham: per l'attaccante francese i bianconeri spenderanno a titolo definitivo 38 milioni pagabili in 4 esercizi, più 12 di eventuali bonus. Contestualmente, dal Bayer Leverkusen arriva alla Juve Kerim Alajbegovic (18): 30 milioni pagabili in 4 esercizi più 5 di bonus ai tedeschi (la nota ufficiale). Pedro Felipe (difensore, 2004) lascia la Juventus: si trasferisce a titolo definitivo al Racing Santander, raggiungendo Facundo Gonzalez.
Francesco Crapisto, centrocampista classe 2006, si trasferisce in prestito secco dalla Juventus al Crotone. Leonardo Cerri si trasferisce al Grenoble a titolo definitivo con diritto di riacquisto, mentre Vasilje Adzic giocherà la stagione 2026-2027 con il Sassuolo: 500mila euro per il prestito, diritto di riscatto 12 milioni pagabili in 4 esercizi e controriscatto a favore della Juve fissato a 1,7 milioni. Joao Mario, invece, rientrato dal prestito al Bologna, passa alla Fiorentina in prestito (1,8 milioni) con diritto di riscatto fissato a 9,5 milioni.
Preso in prestito con diritto di riscatto dalll'Hellas Verona il difensore classe 2005 Cristian Corradi: centrale adattabile a terzino, partiràla NextGen. Dal Bologna sbarca alla Juventus il difensore colombiano Jhon Lucumi: 19,5 milioni al club rossoblu con 2 eventuali di bonus, contratto di 4 anni più 1 per il centrale che ha scelto la maglia numero 26. Tommaso Mancini, attaccante classe 2004, rinnova con la Juventus fino al 2029 e poi viene ceduto in prestito al Livorno.
Il nuovo portiere titolare della Juventus sarà Guglielmo Vicario (29): preso in prestito gratuito con diritto di riscatto dal Tottenham (8 milioni più 2 eventuali di bonus). Gabriele Finocchiaro, ala sinistra classe 2006, rinnova con la Juventus fino al 2028 e viene ceduto in prestito nella Serie B olandese al De Graafshap.
Alex Amadio, centravanti classe 2008, si trasferisce dalla Juventus al Venezia a titolo definitivo. L'attaccante classe 2001 Emanuele Pecorino si trasferisce al Catanzaro a titolo definitivo. Risoluzione consensuale con Arthur Melo: il centrocampista lascia per sempre la Juventus generando un effetto negativo a bilancio per 6 milioni.
In una sola giornata la dirigenza della Juventus completa la cessione di due portieri: Mattia Perin si trasferisce a titolo definitivo al Palermo, mentre Michele Di Gregorio passa al Bounemouth (Premier League) in prestito con diritto di riscatto. Come vice di Vicario arriva dal Wolfsburg in prestito con diritto di riscatto Kamil Grabara, classe 1999.
Juventus 2026-2027: acquisti e cessioni estive
ACQUISTI: Rugani (Fiorentina, fp), Arthur (Gremio, fp), Nico Gonzalez (Atletico Madrid, fp), Douglas Luiz (Aston Villa, fp), Joao Mario (Bologna, fp), Jona Rouhi (Carrarese, fp), Reynaud (Tolosa, def), Boga (Nizza, def), Beydts (MVV Maastricht, def), Pedro Felipe (Sassuolo, fp), Faticanti (Lecce, def), Daffara (def. Lecce), Ekhator (Genoa, def), Okolo (Triestina, def), Konate (Empoli, def), Celik (svincolato), Kolo Muani (PSG, def), Alajbegovic (Bayer Leverkusen, def), Corradi (p, Hellas Verona), Lucumi (Bologna, def), Vicario (Tottenham, p), Grabara (Wolfsburg, p).
CESSIONI: Vlahovic (fc), Kostic (fc), Holm (Bologna, fp), Daffara (Parma, def), Puczka (Genoa, def), Facundo Gonzalez (Racing Santander, def), Pietrelli (Vicenza, p). Faticanti (Avellino, p), Moruzzi (Avellino, p), Marcu (Grosseto, def), Di Biase (Crawley Town, def), Openda (Lione, p), Scaglia (fc), Villa (Sion, def), Bassino (Folgore Caratese, p), Pedro Felipe (Racing Santander, def), Crapisto (Crotone, p), Cerri (Grenoble, def), Adzic (Sassuolo, p), Mancini (Livorno, p), Finocchiaro (De Graafschap, p), Amadio (Venezia, def), Pecorino (Catanzaro, def), Arthur Melo (fc), Perin (Palermo, def), Di Gregorio (Bournemouth, p).
Juventus 2026-2027, formazione tipo: oggi giocherebbe così
JUVENTUS (1-4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi, Celik; Locatelli, K. Thuram; Conceicao, McKennie, Yildiz; Kolo Muani. A disposizione: Grabara, Pinsoglio, Gatti, Cabal, Kelly, Rugani, Cambiaso, Alajbegovic, Douglas Luiz, Zhegrova, Koopmeiners, Boga, Nico Gonzalez, Milik, David, Ekhator. Allenatore: Spalletti
Legenda:
def: trasferimento definitivo
p: prestito
fp: fine prestito
fc: fine contratto
Rosa Juventus 2026-2027: giocatori e ruoli
Rosa Juventus 2025-2026 (allenatore Luciano Spalletti)
25 G. VICARIO P 1996
23 C. PINSOGLIO P 1990
XX K. GRABARA P 1999
2 Z. CELIK D 1997
3 G. BREMER D 1997
27 A. CAMBIASO D 2000
4 F. GATTI D 1998
15 P. KALULU D 2000
32 J. D. CABAL D 2001
6 L. KELLY D 1998
19 K. THURAM C 2001
8 T. KOOPMEINERS C 1998
5 M. LOCATELLI C 1998
21 F. MIRETTI C 2003
22 W. MCKENNIE C 1998
7 F. CONCEICAO ES 2002
11 E. ZHEGROVA ES 1999
13 J. BOGA ES 1997
9 R. KOLO MUANI A 1998
14 A. MILIK A 1994
10 KENAN YILDIZ A 2005
30 JONATHAN DAVID A 2000
18 JEFF EKHATOR A 2006
12 D. LUIZ C 1998
17 K. ALAJBEGOVIC ES 2007
26 J. LUCUMI D 1998
24 D. RUGANI D 1994
31 N. GONZALEZ A 1998
Legenda: numero di maglia, nome, cognome, ruolo e anno di nascita.
Aspettando Kolo: Spalletti lo aspetta, la Juventus aspetta i suoi gol
Il primo successo in campionato della Juventus ha lasciato una certezza e una domanda. La certezza è che la squadra di Luciano Spalletti ha già mostrato un'identità precisa. La domanda riguarda invece uno degli uomini sui quali la società ha deciso di puntare maggiormente: Randal Kolo Muani.
Il francese, contro il Frosinone, ha lavorato, ha dato profondità, ha provato a giocare per la squadra. Ma è mancato proprio quello che da un centravanti ci si aspetta più di ogni altra cosa: il gol. E Spalletti, nel post partita, non ha utilizzato giri di parole.
«Kolo ce lo siamo andati a prendere, ce lo siamo coccolato, sappiamo qual è il suo valore», ha spiegato l'allenatore. Poi il passaggio più diretto: «Si deve rendere conto che è due anni che non gioca, e un motivo ci sarà». E ancora: «Queste son partite dove bisogna che porti a casa dei gol».
Non è una bocciatura, è una richiesta
Le parole di Spalletti non sembrano quelle di un allenatore che ha smesso di credere in Kolo Muani. Al contrario. Il fatto stesso che la Juventus sia andata a riprenderselo racconta quanto il tecnico e la società credano nelle sue qualità.
Ma proprio per questo, adesso, viene chiesto qualcosa in più. Kolo Muani deve tornare a essere decisivo. Può lavorare per la squadra, attaccare la profondità, sfruttare la propria forza fisica e giocare con i compagni, ma per un attaccante della Juventus tutto questo deve trasformarsi anche in gol.
Il Kolo Muani che la Juventus conosce
Per capire le parole di Spalletti bisogna tornare indietro. Kolo Muani non è arrivato alla Juventus come un attaccante qualsiasi.
A Nantes aveva già mostrato una crescita importante, ma è soprattutto all'Eintracht Francoforte che è arrivata la sua consacrazione. Nella stagione 2022/23 il francese ha chiuso con 23 gol e 14 assist in 46 partite complessive, diventando uno degli attaccanti più interessanti del calcio europeo.
Non era un centravanti da venti gol garantiti ogni anno soltanto in campionato. Era qualcosa di diverso: un giocatore capace di attaccare la profondità, giocare per la squadra, sfruttare la propria fisicità e allo stesso tempo produrre numeri importanti.
È quella versione di Kolo Muani che il Paris Saint-Germain aveva deciso di acquistare investendo una cifra enorme. Ed è quella versione che oggi la Juventus deve ritrovare.
Da Parigi a Londra, qualcosa si è inceppato
Dopo il trasferimento al PSG, però, la continuità realizzativa è progressivamente venuta meno. Nella sua prima stagione a Parigi ha comunque chiuso con 9 gol e 6 assist in tutte le competizioni, ma senza riuscire a diventare stabilmente il riferimento offensivo che ci si aspettava.
La stagione successiva è stata ancora più complicata: appena 2 gol e 1 assist in 14 presenze con il PSG. Un rendimento troppo lontano da quello mostrato a Francoforte.
Poi è arrivata la Juventus e, nei suoi primi mesi in bianconero, sembrava essere iniziata la rinascita. 16 presenze e 8 gol in Serie A rappresentavano una risposta importante.
Sembrava il giocatore pronto a ripartire.
Il Tottenham ha confermato il problema
La stagione successiva, però, non ha dato continuità a quelle sensazioni. Al Tottenham Kolo Muani ha trovato difficoltà soprattutto in Premier League, dove ha chiuso con un solo gol e un assist in 30 presenze.
In Champions League, invece, qualcosa di diverso si è visto: 4 gol in 9 partite. Un dato che conferma come le qualità non siano sparite.
Il problema sembra quindi essere proprio quello indicato da Spalletti: la continuità. Kolo Muani ha ancora gli strumenti per essere un attaccante importante, ma deve ritrovare quella cattiveria e quella convinzione che gli permettevano di trasformare le occasioni in gol.
Contro il Frosinone gli spazi erano quelli giusti
Ed è probabilmente questo il motivo per cui Spalletti è stato così diretto dopo la partita.
La Juventus ha avuto diverse situazioni interessanti, soprattutto nel primo tempo, e Kolo Muani ha trovato proprio quel tipo di partita nel quale le sue caratteristiche avrebbero dovuto emergere maggiormente: campo aperto, profondità e possibilità di attaccare la linea difensiva.
Il francese ha lavorato tanto e ha aiutato la squadra, ma è mancata la giocata decisiva. E il gol sbagliato da due passi nel primo tempo su sviluppo da corner pesa come un macigno sulla sua prestazione.
Ed è qui che il problema smette di essere soltanto tattico.
Perché un attaccante può giocare bene anche senza segnare. Può fare sponde, difendere palloni, correre, creare spazio per i compagni. Ma quando una squadra come la Juventus costruisce determinate occasioni, il centravanti deve riuscire a trasformare quel lavoro in numeri.
Spalletti, in sostanza, gli sta chiedendo di tornare a essere il giocatore che conosce: forte, esplosivo, cattivo negli ultimi metri e soprattutto decisivo.
La frase che apre anche una porta al mercato
Poi c'è una frase pronunciata da Spalletti che non può passare inosservata: «Stiamo cercando anche qualcuno con caratteristiche diverse».
È un'indicazione che va oltre Kolo Muani. La Juventus sembra voler costruire un reparto offensivo con più soluzioni, soprattutto per quelle partite nelle quali serve un attaccante capace di occupare maggiormente l'area di rigore, dare un riferimento fisico e trasformare il volume di gioco della squadra in maggiore presenza negli ultimi sedici metri.
Non significa necessariamente che la Juventus non creda in Kolo Muani. Anzi, può significare esattamente il contrario: Spalletti vuole più alternative per non dipendere da una sola soluzione offensiva.
Kolo può attaccare la profondità, venire incontro, giocare con i compagni e sfruttare la propria forza. Un altro centravanti con caratteristiche differenti permetterebbe però all'allenatore di cambiare completamente il modo di attaccare a seconda dell'avversario e della partita.
Ed è qui che il titolo viene quasi naturale.
Aspettando Kolo.
Perché la Juventus non sta aspettando di scoprire che tipo di giocatore sia Kolo Muani. Lo sa già.
Lo ha visto a Nantes. Lo ha visto a Francoforte. Lo ha visto con la Francia. Lo ha visto anche nei suoi primi mesi in bianconero.
Il problema è un altro: quanto manca per rivedere quella versione?
Spalletti sembra aver deciso di non nascondere il problema e di affrontarlo direttamente. Perché se Kolo Muani torna ai livelli che lo avevano portato a Parigi, la Juventus si ritrova tra le mani un attaccante dalle caratteristiche estremamente interessanti.
Ma se continua a essere quello visto troppo spesso nelle ultime stagioni, allora la squadra avrà bisogno di una soluzione alternativa.
La prima partita non è una sentenza. Ma il messaggio di Spalletti è chiarissimo: Kolo deve tornare a fare Kolo. E soprattutto deve tornare a fare gol.
Juve, vittoria a Frosinone con brividi e le solite lacune
Una partita vinta nel primo tempo, e che hai rischiato poi di buttare all'aria dopo aver costruito tanto, ti fa vedere il bicchiere mezzo pieno o vuoto? Quando si vince, e si vogliono tenere i problemi ben nascosti, va tutto bene. O quasi. Spalletti non si è invece risparmiato nel precampionato, tantomeno lo ha fatto al termine della partita di Frosinone, dopo aver ingoiato il rospo per gran parte della ripresa, vedendo la Juve incapace di dominare e mettere al sicuro il risultato. Qualche avvisaglia sui difetti di fabbrica di questa squadra c'era già stata, ma dopo il gol di Bremer poteva sembrare tutto incanalato verso il meglio. E invece ci si è un po' gongolati dall'essere passati in vantaggio e dall'aver costruito diverse azioni pericolose, riuscendo anche a limitare gli affondi degli avversari. E poi, invece, si è rivisto il ritorno al “futuro” del film vissuto già l'anno scorso con la solita buona volontà e la poca concretezza sotto porta. Il “livello” eccezionale alla Juve non abbonda. Manca nel figliol prodigo Kolo Muani, sfortunato fino ad un certo punto, ma anche consapevole - come tutti noi – che nel calcio solo i gol e le vittorie aiutano a superare i momenti difficili della carriera. Spalletti ne ha elogiato le caratteristiche, non potendo fare diversamente e intuendo che le sue idee e il mercato erano – e restano – come le cosiddette linee parallele che si incrociano quando forse è troppo tardi. «Kolo Muani ce lo siamo andati a prendere, ce lo siamo coccolati e lo abbiamo preso perché lo conoscevamo. Poi si deve rendere conto che sono due anni che non gioca – dice il mister bianconero - e un motivo ci sarà». Alla sua Juve manca razionalmente quell'attaccante capace di sfruttare anche solo quell'unica occasione che gli si presenta. La sicurezza con la quale era arrivato due anni fa a Torino, con quei 5 gol in altrettante occasioni in poche giornate, hanno forse spinto un po' troppo in avanti le aspettative e gonfiato oltremisura il prezzo con cui ce lo si è andati a riprendere senza una minima trattativa al ribasso. Se la Juve ha vinto di misura, non è solo colpa del francese e non azzera del tutto gli altri aspetti positivi del match, pur non cancellando i brividi scaturiti a tempo scaduto per la traversa colpita dal Frosinone. Sarebbe stata una beffa, simile alle tante dell'anno scorso contro squadre di media e bassa classifica costate pesantemente una quota di punti per tener viva il più a lungo la corsa scudetto.
Oltre Kolo – Sarebbe ingiusto, da classico accanimento sportivo, puntare il dito su un solo giocatore. La Juve resta ancora troppo ancorata alle giocate di Conceicao e poco altro. Yldiz vale cento milioni, ma potrebbe valerne molti di più, se solo tornasse ad assere determinante e incisivo come solo i grandi campioni sanno fare e non solo con l'immaginazione (segui la vicenda infortunio).
In mezzo al campo non è poi bastata l'operazione rilancio per Douglas Luiz. Il brasiliano non sembra più un corpo estraneo, ma neppure il punto cruciale della costruzione del gioco. E soprattutto non ancora con i giusti tempi. Di sicuro la Juventus ha voluto alzare il muro in difesa ed è abbastanza chiaro, anche dalle urla dello stesso mister per tutta la ripresa, che la scelta di Lucumi vada a scapito di Kelly e possa aiutare la squadra nella costruzione da dietro. Bene Vicario, buttato nella mischia dopo quasi sei mesi di inattività, ma ben aiutato dai compagni a non fargli arrivare troppi palloni “pericolosi”, concedendogli due interventi spazza ruggine e paura. Altrimenti, altro che Kolo Muani! Infine Bremer, il miglior Bremer per reattività e capacità realizzativa. Col gol di ieri, 11 degli ultimi 12 gol di Bremer in Serie A sono arrivati di testa; dal 2022/23 nessun difensore dei maggiori cinque campionati europei ha trovato più reti con questo fondamentale (al pari di van Dijk). Tra i difensori centrali attuali in Serie A, Bremer è quello con il maggior numero di gol (23, superato Mancini della Roma).
Mercato – Perin, che tra l'altro è riuscito anche a giocare i suoi ultimi minuti in bianconero, effettuerà in giornata le visite mediche a Palermo prima di sottoscrivere l'ultimo contratto da professionista della sua carriera. In uscita anche Miretti convinto dalle sirene turche e dall'amico Vlahovic. In entrata, si aspetta invece l'assalto doppio a Kessié e Zirkzee. Idee e soldi per altri nomi, a questo punto, non ce ne sono più, a parte per il vice Vicario: accordo con il Wolfsburg per il polacco Grabara.
24/08/2019 Parma-Juventus 0-1: Chiellini firma il successo, l’ultimo gol del capitano in bianconero
Il 24 agosto 2019 la Juventus iniziava il campionato di Serie A sul campo del Parma, con l'obiettivo di conquistare subito i primi tre punti nella stagione che avrebbe portato i bianconeri verso il nono Scudetto consecutivo.
Era l'inizio dell'era di Maurizio Sarri, anche se il nuovo allenatore non poteva essere in panchina a causa della polmonite. A guidare la squadra al Tardini c'era quindi Giovanni Martusciello, con una formazione che presentava ancora molte delle certezze della Juventus degli anni precedenti.
Chiellini apre il campionato
La partita si sbloccò al 21'. Da un calcio d'angolo, il Parma non riuscì a liberare l'area e sul pallone arrivato dalla conclusione di Alex Sandro si avventò Giorgio Chiellini, che con una zampata da vero attaccante trovò il gol dell'1-0.
Era il primo gol della Serie A 2019-20 e portava la firma del capitano bianconero. La Juventus provò a raddoppiare e al 34' Cristiano Ronaldo riuscì anche a mandare il pallone in rete, ma il VAR annullò la marcatura per un fuorigioco millimetrico.
Il portoghese ebbe altre occasioni, ma Luigi Sepe riuscì a tenere in partita il Parma.
La sofferenza nella ripresa
Nella ripresa la Juventus abbassò il ritmo e il Parma iniziò a prendere coraggio. La squadra di D'Aversa aumentò la pressione, mentre i bianconeri dovettero soprattutto pensare a proteggere il vantaggio.
Sarri, assente in panchina, vedeva così la sua Juventus iniziare la nuova stagione con una vittoria ottenuta più attraverso le qualità individuali e la solidità del gruppo che attraverso un gioco ancora completamente assimilato.
Il Parma provò fino alla fine a trovare il pareggio, ma la Juventus resistette. Dopo sei minuti di recupero arrivò il triplice fischio: Parma-Juventus 0-1.
Tre punti importanti e un esordio vincente per i campioni d'Italia, in una partita che aveva già mostrato quanto sarebbe stato lungo il percorso verso il nono Scudetto.
L'ultimo gol di Chiellini in bianconero
Oggi quella partita viene ricordata anche per un particolare che nessuno avrebbe potuto prevedere quel giorno. Quella zampata al 21' fu infatti l'ultimo gol di Giorgio Chiellini con la maglia della Juventus.
Sei giorni più tardi, durante un allenamento, il capitano riportò la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, iniziando un lungo periodo lontano dal campo.
Chiellini sarebbe poi tornato protagonista con la Juventus e con la Nazionale, fino a diventare nel 2021 campione d'Europa da capitano dell'Italia. Ma il suo ultimo gol in bianconero era già arrivato, quasi inconsapevolmente, quella sera al Tardini.
Così, riguardando oggi Parma-Juventus 0-1, quella rete assume un valore ancora più particolare: fu il gol che regalò alla Juventus i primi tre punti della stagione, ma anche l'ultima firma sotto porta di uno dei più grandi difensori della storia bianconera.
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Roma, poker alla Fiorentina: Malen show e 4-0 all’Olimpico
La Roma chiude la prima giornata di Serie A con un autentico show: all'Olimpico la squadra di Gasperini travolge 4-0 la Fiorentina e conquista i primi tre punti del campionato.
Malen scatenato: tripletta in poco più di un'ora
Grande protagonista della serata è Donyell Malen, autore di una splendida tripletta. L'olandese apre le danze al 27', poi torna a colpire al 52' e completa il tris al 60'. Tre reti tutte impreziosite dalla qualità di Paulo Dybala, che fornisce l'assist in occasione dei tre gol del compagno.
Pisilli cala il poker
La Fiorentina non riesce mai a reagire e nel finale arriva anche il 4-0 di Niccolò Pisilli, che all'86' mette il punto esclamativo sulla serata dell'Olimpico.
Per la Roma di Gasperini è un esordio da sogno: quattro gol segnati, nessuno subito e una vittoria che lancia subito i giallorossi tra le squadre a punteggio pieno dopo la prima giornata.
Analisi tattica, Frosinone-Juventus: Spalletti trova le soluzioni, la Juve deve trovare la personalità
La Juventus comincia la Serie A con una vittoria per 1-0 sul campo del Frosinone, ma il risultato, da solo, racconta soltanto una parte della partita. Perché dietro il gol di Bremer c'è una prestazione che nel primo tempo ha mostrato una squadra capace di imporre il proprio gioco, mentre nella seconda parte ha evidenziato alcuni limiti ancora da superare. È proprio in questa differenza tra i due tempi che si trova il materiale più interessante per analizzare la Juventus di Luciano Spalletti.
Un primo tempo da chiudere con due gol
La prima indicazione è positiva: la Juventus ha dominato buona parte del primo tempo, costruendo diverse situazioni pericolose e dando la sensazione di poter indirizzare rapidamente la partita. Il problema è stato soprattutto nella finalizzazione. Le occasioni per andare all'intervallo sul 2-0 ci sono state, ma la squadra non è riuscita a trasformare la superiorità mostrata in campo in un vantaggio più consistente.
Ed è un dettaglio che diventa importante osservando ciò che è successo dopo. Perché una partita che poteva essere praticamente indirizzata all'intervallo è rimasta aperta, permettendo al Frosinone di rientrare progressivamente nel match.
La soluzione di Spalletti: Çelik dentro al campo
Una delle soluzioni tattiche più interessanti è stata quella di Çelik schierato a sinistra da terzino a piede invertito. È una soluzione già provata durante il precampionato e che Spalletti ha riproposto anche in questa occasione. Il turco, invece di rimanere stabilmente largo, ha avuto la possibilità di stringere verso il centro, arrivando in alcuni momenti quasi sulla trequarti.
Il vantaggio è evidente: la Juventus può creare un uomo in più dentro al campo e modificare la propria struttura offensiva senza dover necessariamente cambiare modulo. L'esempio migliore arriva al 51': Çelik riceve proprio in posizione interna, quasi da attaccante aggiunto, e serve perfettamente Conceição, che si presenta davanti al portiere. Il portoghese prova a piazzarla di piatto verso l'angolo alto, ma alza troppo la conclusione.
È una grande occasione, ma anche una dimostrazione concreta della validità della soluzione studiata da Spalletti. Naturalmente esiste anche un rovescio della medaglia: quando Çelik entra dentro e la Juventus perde palla, quella zona può diventare vulnerabile. Kelly può essere costretto ad allargarsi e Locatelli ad abbassarsi per coprire, con il rischio di lasciare situazioni di transizione anche pericolose. Contro avversari di maggiore qualità, sarà una soluzione da utilizzare con grande attenzione.
Resta però la sensazione positiva su Çelik, che oltre alla corsa ha mostrato una buona pulizia tecnica e la capacità di interpretare un ruolo diverso da quello tradizionale.
Douglas Luiz e Locatelli, il centrocampo costruisce e dà equilibrio
I numeri confermano la qualità della costruzione juventina. Kelly ha completato 55 passaggi su 66, Locatelli 51 su 61 e Douglas Luiz addirittura 42 su 44, con una precisione del 95%. Ma il dato più interessante riguarda proprio il brasiliano: 25 passaggi riusciti nel terzo finale su 26 tentati, pari al 96%.
È un numero che racconta un Douglas Luiz non limitato al semplice palleggio orizzontale, ma coinvolto anche nella progressione della manovra verso le zone più avanzate. I suoi 7 cross sono inoltre il dato più alto della Juventus.
Locatelli, invece, ha dato equilibrio alla squadra anche attraverso un lavoro meno appariscente. I 6 palloni intercettati, gli 8 contrasti vinti su 12 e i 3 duelli aerei vinti su 4 fotografano una partita completa, che gli è valsa un rating di 8,2. Non soltanto regia, quindi, ma anche capacità di leggere e interrompere le azioni avversarie.
Conceição è il più pericoloso, ma il problema del gol rimane
Tra gli uomini offensivi, Francisco Conceição è probabilmente quello che ha lasciato maggiormente il segno. Ha fornito l'assist per il gol di Bremer, ha creato 3 grandi occasioni e ha realizzato 3 cross su 4, con una percentuale del 75%. È stato coinvolto continuamente nella produzione offensiva e ha rappresentato una delle principali fonti di pericolo.
Ma anche qui rimane un piccolo rimpianto: l'enorme occasione del 51' avrebbe potuto cambiare ulteriormente la partita. La Juventus ha creato, ma non sempre ha finalizzato.
Ed è proprio questo il discorso che coinvolge anche Kenan Yildiz. Il turco è apparso meno brillante e meno presente rispetto a Conceição, quasi come se non fosse ancora al massimo della condizione. E la notizia dell'infortunio al piede di oggi, che potrebbe tenerlo lontano anche 2 mesi, potrebbe essere una spiegazione, viste anche le smorfie in campo che davano segni di sofferenza. Per Spalletti recuperare il miglior Yildiz sarà fondamentale, perché con il turco al massimo la Juventus ritrova un giocatore totale, capace di creare, associarsi, attaccare gli spazi e determinare tra le linee.
La partita cambia: la Juventus perde il controllo
Il passaggio più delicato arriva nella parte finale della partita. Il Frosinone aumenta la componente fisica, alza l'intensità e comincia a sporcare maggiormente la partita. La Juventus non viene travolta e, numeri alla mano, non concede una quantità enorme di occasioni: la grande opportunità del Frosinone arriva praticamente nel finale con la traversa.
Eppure la sensazione è quella di una squadra che ha progressivamente perso il controllo del pallone e della partita. Cominciano i palloni buttati in avanti, diminuisce la qualità nelle uscite e diventa difficile risalire il campo attraverso il palleggio. E soprattutto la Juventus non riesce a sfruttare come potrebbe gli spazi lasciati dal Frosinone, che inevitabilmente si espone alla ricerca del pareggio.
È qui che emerge un aspetto che non riguarda tanto la tecnica quanto la personalità. Una squadra con giocatori di qualità deve riuscire, proprio quando l'avversario aumenta la pressione fisica, a trovare comunque il modo di servire i propri uomini tecnici, superare la prima pressione e trasformare l'aggressività avversaria in una ripartenza.
La Juventus ci riesce soltanto a sprazzi. E questo rappresenta probabilmente uno dei principali margini di crescita: la personalità necessaria per continuare a giocare a calcio anche quando la partita diventa sporca. È quella caratteristica che permette ai giocatori tecnici di diventare davvero grandi e di annichilire l'avversario proprio nel momento in cui quest'ultimo si scopre.
I cambi danno qualcosa, ma non la svolta
Anche i cambi offensivi non riescono completamente a risolvere il problema. Zhegrova entra abbastanza bene, Boga dà il proprio contributo, ma nessuno riesce a produrre quella giocata decisiva che consenta alla Juventus di chiudere la partita in contropiede.
Non è necessariamente una bocciatura dei singoli. È piuttosto la conferma di un problema collettivo: con il Frosinone proiettato in avanti, la Juventus avrebbe dovuto riuscire a trovare almeno una o due ripartenze realmente pericolose. Non ci è riuscita con la continuità che ci si aspetterebbe da una squadra con questa qualità.
Kolo Muani lavora tanto, ma deve ritrovare la cattiveria
Discorso simile per Kolo Muani, che ha lavorato molto per la squadra, ha dato sostegno ai compagni e si è sacrificato. Ma a un attaccante del suo livello manca ancora quella cattiveria necessaria per trasformare il lavoro in gol.
Il concetto espresso da Spalletti nel post partita è significativo: se un giocatore ha giocato poco negli ultimi due anni, evidentemente c'è un motivo e deve ritrovare continuità, fiducia e soprattutto quella ferocia sotto porta che fa la differenza. Il prossimo passo per Kolo Muani è quindi molto semplice da individuare: trasformare il lavoro che fa per la squadra in concretezza.
Bremer, il volto della personalità juventina
Se c'è un giocatore che invece ha mostrato immediatamente carattere, quello è Bremer. Il gol decisivo è soltanto una parte della sua partita. Il brasiliano chiude con un rating di 8,7, 8 respinte difensive, 2 tackle vinti su 2, 5 contrasti aerei e 3 passaggi chiave.
Ma soprattutto è sembrato dentro la partita con la testa e con il fisico. Ha provato anche a sganciarsi dalla linea difensiva e a proporsi in avanti con la palla, non soltanto sui calci piazzati. È un atteggiamento che Spalletti gli aveva già chiesto in passato e che rappresenta un segnale importante: Bremer può essere non soltanto un difensore che protegge l'area, ma anche un giocatore capace di rompere la prima linea e accompagnare l'azione.
Una difesa solida, anche quando la Juventus smette di dominare
È importante, infine, non confondere la perdita di controllo del gioco con una fase difensiva completamente negativa. I numeri raccontano una Juventus che, pur soffrendo nel finale sul piano della gestione, ha concesso comunque pochissimo in termini di pericolosità reale.
Vicario ha effettuato 2 parate e ha affrontato appena 0,18 xGOT. Kalulu ha vinto 5 contrasti su 5, Bremer ha realizzato 2 tackle su 2 e 8 respinte difensive, mentre Locatelli ha chiuso la partita con 6 palloni intercettati. La traversa del Frosinone è quindi un campanello d'allarme sulla gestione del finale, ma non fotografa una Juventus incapace di difendere.
La distinzione è importante: la Juventus ha perso controllo del gioco più che controllo difensivo della partita.
La prima indicazione di Spalletti: la strada è quella giusta, ma serve un salto di personalità
Frosinone-Juventus lascia quindi una sensazione positiva, ma anche una domanda. La squadra ha mostrato idee, costruzione, qualità tecnica, soluzioni tattiche e solidità. Nel primo tempo avrebbe potuto chiudere la partita e alcuni giocatori hanno fornito segnali molto importanti, da Bremer a Douglas Luiz, passando per Locatelli e Conceição.
Ma quando il Frosinone ha trasformato la partita in una battaglia fisica, la Juventus ha fatto più fatica a imporre la propria qualità. È probabilmente questo il punto sul quale Spalletti dovrà lavorare maggiormente: non soltanto costruire una squadra capace di giocare bene quando ha il controllo, ma una squadra capace di continuare a giocare bene anche quando il controllo lo perde.
Perché è proprio lì che si misura la crescita di una squadra. E la prima giornata, nonostante lo 0-1, ha già fornito a Spalletti parecchie risposte: alcune molto positive, altre sulle quali lavorare. Ma soprattutto ha mostrato una Juventus con delle idee precise. Adesso dovrà imparare a trasformarle in continuità, controllo e, soprattutto, personalità.
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