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Baiocco: "Per la Juve l'obiettivo è la Champions. Su Kolo Muani..."
Davide Baiocco ha parlato di Juventus in un'intervista rilasciata per "News.Superscommese.it". L'ex centrocampista, tra le altre, dei bianconeri, ha espresso le proprie parole soffermandosi su quale debba essere l'obiettivo dei ragazzi di Spalletti in questa stagione. Queste le sue parole: "Credo che quest'anno la Juventus lotterà per ottenere, di nuovo, un posto in Champions League. Se il tecnico toscano riuscirà finalmente a impartire i suoi principi di gioco, forse anche qualcosa di più del quarto posto. Tornare nell'Europa che conta sarebbe comunque un tassello importante per il processo di crescita della squadra bianconera e anche per i conti del club. L'obiettivo principale deve essere quello di trovare maggiore sicurezza e stabilità nella qualità del gioco. Mi aspetto, prima o poi, una Juventus pronta a tornare dominante".
Sulle assenze e Kolo Muani: "Le assenze sicuramente un peso importante e un po' condizioneranno le prossime partite. Sarebbe però riduttivo pensare che una società come la Juventus, che ha sempre avuto un grande organico, possa fermarsi alla prima difficoltà. Kolo Muani è un giocatore importante e non penso che sia o possa diventare un problema per questa Juventus. Non sta segnando, ma bocciarlo subito sarebbe da tifosi da bar. Non sta rendendo al massimo, ma questo dipende anche da quelle che sono le richieste del mister e dal suo prototipo di centravanti nel sistema di gioco adottato. Se Spalletti predilige un altro tipo di attaccante, oltre a Woltemade, condizioni permettendo, anche Milik potrebbe diventare un'alternativa valida".
PodcastVicario solo di nome: e se la Juve avesse trovato il suo leader?
La Juve ormai da tempo cerca leader disperatamente: forse uno lo ha trovato e si chiama Guglielmo Vicario. Nel post Sassuolo, tra le dichiarazioni a volte incomprensibili di Spalletti e l'umore della squadra sotto i tacchi, il portiere si è presentato davanti alle telecamere. Chi era pronto ad ascoltare le solite frasi di circostanza è rimasto deluso. Anzi, felicemente sorpreso. “Nessun alibi. Indossiamo una maglia prestigiosa, con una storia incredibile e dobbiamo portarla con orgoglio e senso di responsabilità", le parole dell'unico italiano nella formazione bianconera. Guarda caso. Niente nomi, ma messaggio chiaro e forte a chi ancora non ha capito cosa significhi giocare nella Juve. Vicario aveva mostrato già qualche segno di leadership durante la gara contro il Milan quando ha rincuorato e allo stesso tempo dato la scossa a Kolo Muani per l'ennesimo errore.
La Juve è priva di carattere ormai da qualche anno, questo portiere sta dimostrando di averne. Chi l'avrebbe mai detto. Quando è sbarcato alla Continassa, Guglielmo era considerato una quarta scelta, rispetto ai vari Alisson, Dibu Martinez, addirittura Suzuki. Vicario può essere un capitano senza fascia, spesso ci sono giocatori che hanno un DNA da trascinatori. Si dice che il ragazzo sia molto attivo nel confrontarsi con i compagni, forte anche dei suoi 29 anni e del triennio in Premier League, peraltro in uno spogliatoio rovente come quello del Tottenham la scorsa stagione. Quindi ben venga la personalità di Vicario, la Juve ne ha bisogno in quantità industriali. Si accettano altre candidature.
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Rassegna Stramba
Moggi: "Juve? Per rinascere servono altri 2-3 anni. Su Conte dico che..."
Luciano Moggi, ex direttore sportivo della Juventus, è intervenuto oggi a Radio Radio Lo Sport. Inevitabili le domande sul presente e sul futuro del club bianconero, che continua faticare per aprire un nuovo ciclo. “La Juventus va rifondata e rimodernata – dichiara Moggi – Servono ancora due o tre anni, cambiando giocatori e indovinando i ruoli. La prima cosa da fare è il centrocampo, perché oggi praticamente latita”.
Qualcuno mette già in discussione la guida tecnica di Luciano Spalletti, anche e soprattutto perché c’è Antonio Conte libero e rappresenta una suggestione che stuzzica molti. “Non credo che avrebbe voglia di tornarci al momento attuale”, sostiene Luciano Moggi, convinto che non ci siano al momento le condizioni per un ritorno dell’ex capitano.
Pedullà avvisa la Juve: «Cambiare ancora allenatore non è la soluzione»
Alfredo Pedullà condivide il ragionamento di Giovanni Carnevali sulla necessità, per la Juventus, di dare continuità al proprio allenatore. Ma mette in guardia la società da un'altra rivoluzione in panchina. Sul suo canale YouTube, il giornalista ripercorre gli ultimi anni bianconeri, segnati dai cambi tra Sarri, Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e ora Spalletti.
Secondo Pedullà, molti di questi avvicendamenti sono arrivati troppo presto: «La Juve ha commesso un sacco di errori», osserva, ricordando anche la scelta di interrompere l'esperienza di Sarri dopo la conquista dello scudetto. Il punto, oggi, è evitare di ripetere lo stesso copione. Spalletti è arrivato da meno di un anno e, secondo Pedullà, dovrebbe avere il tempo necessario per costruire il proprio lavoro.
Il problema è che, come sempre, saranno i risultati a decidere: «Se perdi le prossime due, le prossime tre o fai due sconfitte e un pareggio, ti tagliano la testa». Da qui la riflessione sulla possibile svolta tattica. Si parla di una Juventus con la difesa a tre, Kalulu, Lucumí e Bremer, un centrocampo a due e due esterni, riducendo il numero dei trequartisti e affidandosi a una sola punta. Pedullà però si chiede se sia davvero questa la strada per salvare la stagione.
Il dubbio riguarda soprattutto la coerenza del progetto. «Un allenatore per salvare la pelle deve cambiare sistema di gioco ogni tre minuti?», domanda il giornalista. Per Pedullà, cambiare modulo può essere una soluzione durante una partita, ma trasformare improvvisamente il sistema di riferimento rischia di cancellare il lavoro fatto nei mesi precedenti.
E c'è anche una questione legata al mercato. La Juventus ha investito molto sugli esterni offensivi e sui trequartisti: Conceição, Nico Gonzalez, Boga, Yildiz, Zhegrova e Alajbegovic sono alcuni dei profili citati da Pedullà. Cambiare radicalmente assetto significherebbe quindi interrogarsi sul senso delle scelte fatte in estate. Il messaggio finale è chiaro: la Juventus, secondo Pedullà, dovrebbe «fermare il tempo per un anno e mezzo» e andare avanti con un allenatore, evitando di ricominciare ogni volta da capo. «Cambiando e ricambiando pensi di stare meglio, ma probabilmente stai peggio», sostiene. La vera sfida, adesso, sarebbe trovare una linea e seguirla con convinzione, senza farsi guidare dagli umori del momento.
Juve, centrocampo in emergenza: Bissouma può diventare l’occasione
L'infortunio di Manuel Locatelli ha fatto scattare un campanello d'allarme in casa Juventus. Il capitano è fuori e, guardando più in generale alla situazione del reparto, le alternative non sono poi così numerose. Gli acciacchi che hanno colpito diversi compagni, una rosa piuttosto risicata nel ruolo di mediano e la mancanza di alcune caratteristiche specifiche stanno portando la società a riflettere sulla possibilità di intervenire sul mercato degli svincolati.
A complicare il quadro c'è anche Teun Koopmeiners, che continua a non convincere pienamente e non sembra ancora aver trovato la collocazione giusta nel centrocampo di Spalletti. In questo scenario, avere un giocatore in più non sarebbe soltanto una questione numerica: servirebbe qualcuno con caratteristiche precise, soprattutto davanti alla difesa.
Ed è qui che torna d'attualità il nome di Yves Bissouma. L'ex Tottenham è svincolato e rappresenta quindi un'opportunità che la Juventus può valutare senza dover affrontare il costo di un cartellino. Il maliano è un mediano vero, abituato a giocare nella zona davanti alla difesa, dove può mettere fisico, recupero palla e maggiore protezione.
Un profilo che manca alla rosa e che potrebbe anche permettere a Spalletti di cambiare qualcosa a livello tattico. Con un mediano di ruolo, il tecnico avrebbe infatti la possibilità di pensare a un centrocampo a tre, con il 4-3-3 o il 4-3-2-1, dando più libertà alle mezzali e trovando una sistemazione diversa per giocatori come Douglas Luiz, Koopmeiners, McKennie e Sarr.
La Juventus, insomma, non sembra orientata a intervenire soltanto perché Locatelli si è fermato. È l'insieme delle difficoltà emerse in queste settimane a spingere la società verso una valutazione. Pochi mediani, caratteristiche mancanti e qualche rendimento al di sotto delle aspettative: il mercato degli svincolati può offrire una soluzione. E Bissouma è uno dei nomi che può interessare.
Trevisani: “Juve, problema in attacco e non in difesa. Icardi sarebbe la soluzione”
Il giornalista Riccardo Trevisani ha parlato ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, dicendo la sua sula situazione della Juventus. Queste le sue parole, riportate da TuttoJuve:
"Prima dell'81' di Sassuolo-Juventus la Juve aveva preso quattro tiri in porta in quattro partite, ma ora c'è un clima da tregenda come se questa squadra facesse ridere dal punto di vista difensivo e facesse ridere da quello offensivo. La verità è che fa ridere da quello offensivo ma non da quello difensivo. Fino ai minuti finali i bianconeri avevano giocato una partita serie in difesa, avevano lavorato bene. Per 10 minuti di impazzimento nella partita contro il Sassuolo mi sembra che si sta facendo un pandemonio esagerato, poi è chiaro che in attacco c'è un problema al quale per me la soluzione sarebbe andare a prendere lo svincolato Icardi".
Emerson Palmieri lascerà il Marsiglia e nel 2027 diventerà bianconero
Emerson Palmieri non è mai veramente uscito dal radar della Juventus per quanto riguarda le fasce. L'italo-brasiliano del resto consce bene Spalletti e così Carnevali ha provato a lungo a lavorare ai fianchi per il giocatore. Ad ogni modo la notizia riportata da TuttoJuve è che l'ex Roma lascerà il Marsiglia a fine stagione e a parametro zero si trasferirà in bianconero.
La cattiva notizia però è che il bianconero non sarà quello del club italiano, ma bensì quello del Santos. Il classe '94 ha infatti deciso di declinare le proposte dalla Juventus e di fare ritorno in Brasile per le ultime stagioni della sua carriera. Una scelta di vita che priva Carnevali di un orizzonte in più sul mercato.
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