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Celta Vigo-Juve, probabili formazioni: Spalletti cerca il bis europeo
Una notte europea per capire se il cinque a zero contro il NEC sia stato soltanto un bell’inizio o il primo passo di un cammino da prendere sul serio. La Juventus di Luciano Spalletti torna in campo giovedì 15 ottobre alle 21, all’Abanca Balaídos, dove l’aspetta il Celta Vigo. L’obiettivo è dare seguito alla goleada dell’esordio e mettere in cascina altri punti preziosi nella fase campionato.
Le due squadre tornano ad affrontarsi in Europa dopo oltre 26 anni. I precedenti risalgono alla Coppa Uefa 1999-2000: la Juventus vinse 1-0 all’andata a Torino con Darko Kovacevic, ma al ritorno subì un pesantissimo 4-0 al Balaídos, venendo eliminata. Un ricordo lontano, ma abbastanza ingombrante da rendere la trasferta spagnola una tappa da affrontare con attenzione.Le probabili formazioni
CELTA VIGO (3-4-3): Radu; Álvaro Núñez, Yoel Lago, Marcos Alonso; Javi Rueda, Ilaix Moriba, Febas, Javi Galán; Hugo Álvarez, Jutglà, Pablo Durán. Allenatore: Claudio Giráldez.
JUVENTUS (4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Gatti, Lucumì, Kelly; Douglas Luiz, Sarr; Nico Gonzalez, McKennie, Alajbegovic; Woltemade. Allenatore: Luciano Spalletti.
Per la Juventus, dunque, un’occasione per confermare quanto di buono mostrato all’esordio e affrontare con maggiore fiducia il percorso europeo. Il Balaídos, però, non è uno stadio da prendere alla leggera: per fare il bis serviranno concretezza, attenzione e la capacità di non lasciare che il passato diventi una trappola.
PodcastJuve ci risiamo, serve una scossa: cercasi leader disperatamente
Tra i problemi della Juve di Spalletti c'è la mancanza di leadership. Palesata anche a Cagliari. Problema ormai da qualche stagione, in controtendenza rispetto al passato. Senza andare troppo indietro, durante dittatura dei nove scudetti consecutivi, c'erano più giocatori dotati di personalità. Uno di questi senza dubbio Buffon. Stagione 2015/2016, dopo la sconfitta contro il Sassuolo (era ottobre), l'ex numero uno e fuoriclasse bianconero esplode: “A 38 anni non voglio fare figure da pellegrini. Con la maglia della Juve se non hai voglia di lottare si rischia più che altrove”. Scossa emotiva dopo la quale arrivarono 15 vittorie consecutive, quindi il titolo, secondo targato Allegri. Altri tempi, giocatori diversi. Oggi lo scudetto è una chimera, si punta alla qualificazione in Champions League, peraltro fallita lo scorso anno.
Fermo restando Spalletti, la Juve ha qualcuno in grado di scuotere i compagni come fece Buffon? La risposta è no. La rosa è priva di giocatori con la rabbia agonistica, la fame di vittorie, insomma di leader veri. La sconfitta, un tempo tragedia sportiva, pare la normalità. In parte Nico Gonzalez può dare qualcosa, ma è poco rispetto ai “mostri” del passato. Il trascinatore tecnico è ai box e si chiama Yildiz. La speranza possa ricoprire il suo ruolo Alajbegovic, i colpi li ha e sta facendo ben. Serve però qualcuno che inietti vitamine caratteriali ai compagni. Spalletti aveva chiesto giocatori di qualità, ma anche in grado di prendere in mano la squadra nei momenti difficili. Come questo. Giovedì si va in casa del Celta Vigo: cercasi leader disperatamente.
«Ma come si fa a non far giocare Alajbegovic?»: la bordata di Pedullà a Spalletti
La Juventus deve avere il coraggio di puntare su Alajbegovic, soprattutto quando manca il suo principale riferimento tecnico, Kenan Yildiz. È questa la posizione espressa da Alfredo Pedullà, che mette in discussione alcune delle scelte adottate da Luciano Spalletti e la gestione dei giovani arrivati con grandi aspettative.
«Ma come fa la Juventus a non giocare con Alajbegovic fisso in assenza di Yildiz?», è la domanda che apre la critica del collega. Nel mirino finiscono gli esperimenti tattici, da McKennie trequartista all’impiego di Nico Gonzalez, mentre il talento bosniaco resta fuori nonostante l’investimento fatto dalla società. Una gestione giudicata difficile da comprendere, soprattutto nel momento in cui la squadra perde il proprio principale riferimento tecnico per infortunio.
Il ragionamento va oltre il singolo caso. Gli allenatori, viene sottolineato, hanno un ruolo fondamentale, ma non dovrebbero partire da pregiudizi nella valutazione dei calciatori. Alajbegovic, arrivato in un’estate in cui la Juventus ha investito anche su profili importanti, è stato accolto come un acquisto di talento, anche in virtù della sua giovane età. Ma, secondo questa lettura, non basta riconoscerne le qualità: bisogna concedergli spazio e responsabilità.
«Smettiamola, usciamo da questo concetto che siccome è un 2007 deve ambientarsi: a far cosa? O è bravo o non è bravo. Lui è bravo, su questo non ci sono dubbi», la conclusione. E il messaggio è netto: Alajbegovic deve giocare dall’inizio, altrimenti, il rischio è quello di perdere un’occasione importante.
Juve, occasione Gyökeres? L’Arsenal può cederlo in estate: ecco quanto costa
Da macchina da gol in Portogallo a possibile occasione di mercato. La parabola di Viktor Gyökeres all’Arsenal non ha finora rispettato le aspettative e il futuro dell’attaccante svedese potrebbe tornare in discussione in vista della prossima estate. Uno scenario da seguire con attenzione anche in casa Juventus, alla ricerca di rinforzi per il reparto offensivo.
L’Arsenal aveva investito circa 75 milioni di euro per portarlo a Londra, dopo le stagioni straordinarie vissute in Portogallo. In Inghilterra, però, Gyökeres ha incontrato maggiori difficoltà a imporsi e avrebbe perso terreno nelle gerarchie offensive. Mikel Arteta gli sta infatti preferendo Kai Havertz al centro dell’attacco, una situazione che ha ridotto il minutaggio del centravanti e alimentato il suo malcontento.
Una situazione che starebbe convincendo il club a valutare una cessione al termine della stagione. A rendere l’operazione potenzialmente interessante è soprattutto la valutazione: il prezzo del centravanti sarebbe sceso intorno ai 50 milioni di euro. Una cifra importante, ma forse più accessibile per la Juventus, soprattutto in caso di qualificazione alla prossima Champions League.
Naturalmente, il valore di mercato non coincide necessariamente con il prezzo richiesto dall’Arsenal: molto dipenderà dalla volontà del club inglese, dalla formula dell’eventuale trasferimento e dalla concorrenza. Per la Juve, Gyökeres potrebbe rappresentare un’opportunità da valutare se si aprissero le condizioni giuste. Per ora non c’è un affare definito, ma la situazione dell’attaccante svedese potrebbe trasformarlo in uno dei nomi da seguire nella prossima finestra estiva.
PodcastBarbolini a RBN: “Manca il centravanti, qualificarsi in Champions sarà difficile”
Il vice di Velasco nell'Italia Femminile di pallavolo Massimo Barbolini, grande tifoso della Juventus ha detto la sua sulla squadra dopo Cagliari. Queste le sue parole rilasciate a RadioBianconera, nel corso della trasmissione Fuori di Juve: "Normale un pò di delusione, visto il gioco e le occasioni create con il Cagliari alla fine qualcosa si è ritrovato, in particolare nella ripresa. Purtroppo il finalizzare poco è un male che ci accompagna da quando è andato via Ronaldo. E' un problema ormai cronico, pensiamo prima a Vlahovic e ora con Kolo Muani. Di scuse se ne possono trovare tante, ma guardiamo il lato positivo, certe partite possono anche non essere vinte. Manca però il centravanti vero. Penso che Spalletti, anche se conosce bene questo modulo che adotta, ha capito che si deve giocare in un altro modo, con due punte. L'impressione è che per giocare e vincere ti deve andare tutto perfetto così. Se hai un centravanti, magari una palla anche al 90' te la mette dentro".
"Champions? Secondo me è molto difficile qualificarsi. E' il risultato minimo, ci vuole però la convinzione che sarà difficile. Ci sono Como e Roma che hanno un ruolo, ma ci sono anche altre in corsa. Il tempo c'è, magari infilando 2-3 partite buone ti infili anche tu. Spalletti non ne parla mai, ma alla Juve mancano dei giocatori importanti, recuperandoli credo sia un obiettivo fattibile".
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PodcastPerinetti a RBN: “La Juventus manca di determinazione. Se non hai il bomber ti devi arrangiare”
Il dirigente Giorgio Perinetti, ha parlato del momento della Juventus a Radio Bianconera. Queste le sue parole alla trasmissione Fuori di Juve: "Il discorso traspare da qualche passaggio che fa Spalletti con la stampa. Il primo tempo non è stato brillante, bisognava cambiare qualcosa e il tecnico lo ha fatto. Il Cagliari comunque è in salute, si trova bene, ha entusiasmo ed è anche andato in vantaggio, creandoti difficoltà ulteriori. La Juve manca, come fa capire Spalletti, di rabbia, di determinazione, in zona gol. Crea molto, lo ha fatto anche col Cagliari, ma poi per finalizzare manca qualcosa. Kolo Muani è un ottimo giocatore, che gioca con l'altro compagno, anche Woltemade ma anche lui crea spazi ai compagni, giocano per uno che non c'è. Il problema si può risolvere con il lavoro, con le idee. Se non c'è il finalizzatore con l'istinto killer ti devi arrangiare. Spalletti inventò Totti falso nueve all'epoca, e fu per necessità. La Juve fa tanto gioco sulle fasce, Alajbegovic, Conceicao e Zhegrova sono bravi ma se non hai chi te la butta dentro con determinazione è sempre dura. La Juve manca soprattutto questo, più che un approccio sbagliato. I gol alla fine li devi fare".
"Spalletti troppo pressato? Chi sta alla Juve è sempre pressato, per la storia, per tradizione il club ha come obiettivo la vittoria. Può capitare essere nervosi, ovvio che Spalletti richiami a un senso di responsabilità, si deve ambire sempre a fare meglio e non può accontentarsi di un pareggio. E lo dice anche a se stesso quando dice che non è venuto per fare un campionato anonimo. Lui vuole determinare e dare seguito a una carriera importante. Il fantasma di Conte? Certo che è una pressione ulteriore. La Juve vuole sempre il massimo e qualcuno evoca personaggi diversi. Conte è la mina vagante di tante big di Serie A".
Zazzaroni: “La Juventus ha dominato a Cagliari, ma non sembrava lei”
Il giornalista Ivan Zazzaroni, ospite del podcast Numer1, ha analizzato il pareggio della Juventus contro il Cagliari. Queste le sue parole, riportate da TuttoJuve:
"Mi ha colpito una cosa che ha detto l'altro giorno Ciro Immobile, ed era riferita naturalmente a Spalletti: ha detto che almeno Mancini non ci riempie di cose la testa. Io ho visto l'altra sera, ho visto Cagliari-Juventus, dove ha dominato la Juve, però non sembrava la Juve. Voglio fare un discorso molto vecchio, avendo anche un'età: da quando mettono queste maglie... la Juve rosa è vero che fa parte del passato, la sua origine, quello che volete, ma rimettete le maglie bianconere, che contro il Cagliari si poteva anche stare, perché mancava di personalità, non vedevo la Juve, vedevo un'altra cosa. Poi lui che dice, Luciano che dice "io non mi gioco il risultato, mi gioco la carriera", alla fine della carriera è una roba molto forte, ragazzi, non è vero, non è così, ma certamente per lui era l'approdo finale la Juventus. Per cui bisogna che qualcosa cambi, ma soprattutto partiamo, ripartiamo dalla maglia, mettiamo questa cavolo di maglia bianconera e abbandoniamo tutto il resto".
Juventus, attenta alle spagnole. Negli ultimi anni solo delusioni
Era l'8 Dicembre 2020 quando la Juventus si impose in maniera roboante al Camp Nou, annientando per 0-3 il Barcellona. Era l'ultima giornata della fase a Gironi di Champions e la squadra sfoderò quella che sarebbe stata la miglior prestazione dell'era Andrea Pirlo. Sono quasi passati sei anni da allora e per quanto strano possa sembrar quello si tratta dell'ultimo successo bianconero contro una squadra spagnola.
Da allora la Vecchia Signora per 7 volte ha affrontato squadre de La Liga, ottenendo 3 pareggi, 4 sconfitte e nessun successo. Le avversarie incrociate in questo lasso di tempo sono state Real Madrid e Villarreal in Champions e il Siviglia in Europa League. La speranza è che domani contro il Celta Vigo possa essere finalmente spezzata.
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15 ott 2026 21:00
UEFA Europa League 2026-2027
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