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Tagliafico alla Juve a gennaio? Dalla Francia: "riallacciati i contatti tra le parti"
Tagliafico alla Juve a gennaio? Dalla Francia: "riallacciati i contatti tra le parti"
La Juventus torna a pensare a Nicolás Tagliafico. Il terzino argentino del Lione, già vicino ai bianconeri nell’ultima giornata del mercato estivo, potrebbe tornare d’attualità a gennaio. Di fatto il suo nome resta sul tavolo per rinforzare la corsia mancina. Lo scorso 1° settembre l’operazione sembrava vicina alla chiusura, ma tutto dipendeva dalla cessione di Juan Cabal, accostato a Bologna e Atalanta. Il colombiano è rimasto a Torino e il trasferimento di Tagliafico è saltato. A distanza di alcuni mesi, lo scenario potrebbe cambiare e stando ad alcuni rumor provenienti dalla Francia, la società bianconera avrebbe addirittura riallacciato i contatti con l'entourage del calciatore. L’argentino porterebbe esperienza e personalità in una zona del campo nella quale la dirigenza valuta possibili interventi. Al momento non risultano accordi conclusi, ma la pista resta da seguire: dopo il tentativo sfumato in estate, gennaio potrebbe offrire alla Juve una seconda opportunità.
Juve, Ravezzani frena su Conte: «Non è una crocerossina». E su Pioli boccia la scelta
Juve, Ravezzani frena su Conte: «Non è una crocerossina». E su Pioli boccia la scelta
Il futuro della panchina della Juventus resta da decifrare e, in caso di nuovi passi falsi, Stefano Pioli potrebbe entrare in gioco. A riferirlo è Fabio Ravezzani, che nel suo intervento su YouTube ha analizzato le alternative a Luciano Spalletti, spiegando perché un ritorno di Antonio Conte sarebbe tutt’altro che scontato. «Chi pensa che Conte sia una specie di crocerossina che corre con il cuore gonfio d’amore verso la Juventus a qualsiasi condizione non ha capito niente», ha dichiarato il giornalista. Secondo la sua analisi, il tecnico salentino chiederebbe garanzie economiche e tecniche importanti, con un costo complessivo per lui e lo staff di almeno 20 milioni di euro lordi, oltre a rinforzi adeguati sul mercato. Per Ravezzani, Conte potrebbe tornare soltanto se non trovasse alternative più interessanti oppure accettando condizioni molto lontane dalle sue abituali richieste. Un’eventualità che appare difficile, considerando la volontà dell’allenatore di avere una squadra attrezzata per vincere. Più tiepido il giudizio su Pioli, indicato come possibile alternativa in caso di peggioramento dei risultati: «È un buon allenatore, nulla più». Il giornalista ritiene che il problema della Juventus non sia soltanto tecnico, ma riguardi anche la mancanza di carisma e leadership all’interno della società.
PodcastCorapi a RBN: “Con la Lazio i giocatori della Juventus ridacchiavano, follia pura”
Corapi a RBN: “Con la Lazio i giocatori della Juventus ridacchiavano, follia pura”
Ospite di Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera, è stato il mental coach Sandro Corapi. Questo la sua introspezione sul momento complicato della Juventus. ASSENZA DI LEADER "La Juventus deve far diventare la collettività il leader che ad ora non c'è individualmente. La leadership non si acquista, ma bensì è qualcosa che in parte si ha dentro e che in parte si crea con la determinazione e la fame. Non so se quello che manchi alla Juventus sia proprio quella fame o l'orgoglio di appartenenza. Con questa maglietta questi giocatori dovrebbero dare mezzo litro di sangue al giorno pur di giocare in bianconero". LA COMUNICAZIONE DI SPALLETI "Un leader i suoi uomini li deve esaltare in pubblico e riprendere in privato, è una legge della leadership. Quando ci sono invece queste piccole parole dette e non dette la cosa peggiora. Il calciatore ha bisogno di chiarezza e genuinità, perché al contrario lo stesso calciatore percepisce quando la comunicazione è differente. Questo poi porta a dare l'80% in partita invece che il 100%". ALLENAMENTO FISICO E MENTALE "L'allenamento fisico è fondamentale, ma è la parte mentale a fare la differenza. Quante volte abbiamo visto una squadra mediocre battere una squadra top per via della fame? Del resto se c'è grande motivazione quando vai ad allenarti gli allenamenti sono leggeri. Bisogna avere il mindset del sacrificio, altrimenti le cose non funzionano". CONTRO LA LAZIO "Con la Lazio ho visto i calciatori della Juventus che parlavano con il compagno di turno con quel sorrisino preoccupante e disarmante. Tu sei appena stato umiliato in campo ed esci sorridendo? È una follia pura. Qui parliamo di onor proprio, anche di fronte al pubblico. Poi si può anche perdere se si dà il fritto, ma in questo caso no. A monte, chi si occupa di psicologia in casa Juve, dovrebbe fare dei colloqui individuali per chiedere a giocatori quali sono i loro valori e le loro identità". L'OMBRA DI CONTE SU SPALLETTI "Secondo non lo disturba minimamente conoscendo il carattere di Spalletti. Ora il mister deve fare un lavoro certosino con la squadra e trovare insieme le soluzioni. I ragazzi non aspettano altro che vedere la loro guida scendere al loro livello, anche umanamente parlando. A monte dev'esserci una forte assunzione di responsabilità e Spalletti dovrebbe parlare con i ragazzi a cuore aperto. Il mister del resto ha un'esperienza notevole, per cui mi meraviglia che non riesca a trovare una via per la testa e soprattutto per il cuore dei calciatori".
Pedullà lancia l’allarme su Spalletti: «Sta sbagliando nei rapporti con la squadra»
Pedullà lancia l’allarme su Spalletti: «Sta sbagliando nei rapporti con la squadra»
Il futuro di Luciano Spalletti alla Juventus passa dai risultati, ma anche dalla capacità di ricucire i rapporti all’interno dello spogliatoio. È questa la lettura di Alfredo Pedullà, che sul proprio canale YouTube ha analizzato il momento dei bianconeri, soffermandosi sui malumori di diversi giocatori e sulla gestione del gruppo da parte dell’allenatore. Secondo il giornalista, il calendario delle prossime partite offre alla Juve un’occasione importante per arrivare alla sosta con risultati convincenti: in Europa League c’è la possibilità di centrare la terza vittoria consecutiva e consolidare la posizione tra le prime otto. Ma, al di là degli impegni sulla carta abbordabili, sarà decisivo soprattutto l’atteggiamento della squadra e il clima che si respirerà nello spogliatoio. Pedullà individua diverse situazioni da monitorare, e tra queste c’è quella di Bremer, costretto a chiarire davanti ai compagni alcune dichiarazioni. Per il giornalista, il fatto stesso che si sia arrivati a un confronto interno rappresenta un segnale negativo, al di là dei chiarimenti successivi. Nella sua analisi finiscono anche Gatti, che secondo Pedullà sarebbe stato disposto a lasciare la Juventus, e Kelly, il cui minutaggio sarebbe diminuito sensibilmente. Attenzione pure a Cambiaso, descritto come un giocatore incostante nel rendimento e nelle gerarchie, oltre a Koopmeiners, sul quale il giornalista esprime forti perplessità. Un altro caso riguarda Zhegrova, escluso dalla lista UEFA per l’Europa League: una scelta che, secondo Pedullà, contribuisce ad alimentare le situazioni di insoddisfazione presenti nella rosa. Il giornalista parla di diversi giocatori che non si sentirebbero valorizzati, che avrebbero voluto cambiare squadra o che faticano ad accettare il proprio ruolo. «Spalletti sta sbagliando qualcosa»: ora servono risposte. «Quando tu non sei contento durante e fuori dal campo poi vai a esprimere quel tipo di rendimento in campo», osserva Pedullà, arrivando alla sua conclusione più netta: «È evidente che nei rapporti Spalletti stia sbagliando qualcosa». Sul futuro dell’allenatore, il giornalista non individua una soluzione legata esclusivamente alla situazione economica della società o alla possibilità di nuovi investimenti. Il punto, piuttosto, è ciò che la Juventus riuscirà a dimostrare sul campo nelle prossime settimane. Per Spalletti, la risposta dovrà arrivare dai risultati e dalla capacità di ricompattare uno spogliatoio che, secondo l’analisi di Pedullà, presenta più di un segnale di tensione.
PodcastPatto Spalletti-giocatori, altrimenti la Juve resta vittima dei suoi problemi
Patto Spalletti-giocatori, altrimenti la Juve resta vittima dei suoi problemi
La Juve è sulle rime pagine dei giornali, con il faccione di Spalletti, corredato da titoloni. Tutto come previsto quando la Vecchia Signora arranca. Spesso si dice “Un uomo solo al comando”, Forse non in questo caso. La società ha confermato il tecnico, almeno per il momento. Serve però una connessione tra allenatore e squadra, un vero e proprio patto. Lucio ha incontrato alcuni senatori singolarmente, Bremer, Kalulu e McKennie. Con il capitano c'è stato anche un chiarimento rispetto al botta e risposta di domenica. In realtà Luciano ha incontrato anche Vicario. Il portiere è una new entry, ma ha tratti caratteriali da leader. Uno dei focus del confronto è stato l'assetto tattico, la ricerca di equilibrio la missione. Pare si vada verso una difesa a tre fino al termine della stagione. Vedremo. La Juve ha dimostrato, sulla scia delle ultime stagioni, una carenza di personalità. Questa non si compra al supermercato, per dirla alla Luis Enrique. Quindi? Spalletti deve lavorare su stesso e sulla testa dei calciatori, avere la certezza che questi lo seguano, qualche dubbio lo ha sotto questo aspetto. Bisogna ritrovare l'autostima, la medicina si chiama vittoria. Altro fattore importante è la comunicazione. Meglio evitare certe dichiarazioni davanti alle telecamere. Vale per tutti. Ammettere pubblicamente le proprie debolezze e i problemi in generale, offre un assist alle rivali e alla stampa. E basta attacchi. Una sana e accesa discussione nello spogliatoio o tra le mura della Continassa è più salutare. Bisogna tornare al passato, quando la Juve i panni sporchi li lavava in famiglia.   
Sabatini: “I tifosi della Juventus spingono per il ritorno di Conte, ma lui…
Sabatini: “I tifosi della Juventus spingono per il ritorno di Conte, ma lui…
Il giornalista Sandro Sabatini, noto volto di SportMediaset ha detto la sua sul momento della Juventus. Questa la sua analisi, ripresa da TuttoJuve: "Come può uscire la Juve da questo momento? Non è facile rispondere; la mia risposta vale meno quella di John Elkann, di Carnevali o dello stesso Spalletti. Naturalmente, si esce da questa situazione attraverso i risultati. E come conquistare i risultati? Attraverso la compattezza dello spogliatoio, che è stata un po' minata dalle dichiarazioni di Bremer con allegata risposta di Spalletti. Al di là dell'armonia interna, c'è poi qualche questione tattica che evidentemente fa ancora discutere: per esempio, l'utilizzo delle due punte in contemporanea. In fondo Kolo Muani, tanto criticato, ha comunque segnato due o tre gol considerando l'Europa League quando in campo c'era insieme a lui anche l'altrettanto criticato Woltemade. Magari è un esperimento da provare anche dall'inizio. In ogni caso, la posizione di Spalletti è solida per quanto può essere solida la posizione di qualsiasi allenatore, che dipende dai risultati. La Juventus naturalmente vuole tenerlo. La piazza e i tifosi spingono per il ritorno di Antonio Conte che, da quello che mi risulta, è però molto più orientato sul Manchester United, tant'è vero che sta già studiando tutte le partite dello United. Potrebbe entrare in corsa per la panchina della Juventus anche Deschamps, perché è un nome di un certo fascino, anche se non allena una squadra di club da tantissimi anni visto che si è dedicato alla nazionale francese. Ha un certo fascino e in qualche modo rappresenta anche la storia, non soltanto per il suo passato da calciatore, ma anche perché fu vent'anni fa il primo allenatore di John Elkann; quindi, in qualche modo, ci potrebbe essere questa soluzione". 
Trevisani: “Juventus, Conte libero? Se si continua a cambiare la squadra rimarrà pessima”
Trevisani: “Juventus, Conte libero? Se si continua a cambiare la squadra rimarrà pessima”
Il giornalista Riccardo Trevisani ha espresso la sua opinione sulle difficoltà della Juventus e sulle voci riguardanti un possibile ritorno di Antonio Conte in panchina. Questo il suo pensiero, rilasciato a SporMediaset e riportato da TuttoJuve: "Conte è libero? Sì, ma io ricordo che la Juve ha cambiato allenatore alla fine dell'anno scorso con Tudor per Spalletti, che l'anno prima alla 30ª ha cambiato Thiago Motta con Tudor, che ha cambiato Giuntoli, che ha cambiato Comolli e che adesso ha altri dirigenti nuovi. La Juve continua a cambiare. Chi cambia perde, chi cambia non vince mai. Vince chi costruisce, vince chi guarda il futuro, vince chi riesce a capire che la stabilità e la costruzione di una squadra hanno bisogno di tempo. Sai Arteta, che oggi domina nel calcio inglese e che ha fatto la finale di Champions League, quanto ci ha messo a vincere? Cinque stagioni, e nessuno lo ha contestato in società. Poi fuori c'erano gli slogan "Arteta out", perché i tifosi devono parlare, fa parte anche dei loro compiti tra virgolette; ma le società devono avere una stabilità e una forza che la Juventus da troppi anni non ha. Quindi puoi cambiare allenatore, puoi cambiare i giocatori, puoi cambiare tutto, ma se continui a cambiare continuerai a essere una squadra pessima come quella vista domenica sera". 
Champions League, 3ª giornata. Le formazioni ufficiali di Roma e Napoli
Champions League, 3ª giornata. Le formazioni ufficiali di Roma e Napoli
Tramite i canali ufficiali dell'UEFA sono stati comunicate le formazioni ufficiali delle gare delle ore 21:00 della terza giornata del girone unico di Champions League. Dei seguito riportiamo le formazioni di Roma (vs Slovan Bratislava) e di Napoli (vs Bodo Glimt). Gasperini schiera Ghilardi e lascia a riposo Mancini. Per Allegri ritorno alla linea a 4.  ROMA: Gollini; Ghilardi, Balerdi, Hermoso; Molina, Pisilli, De Roon, Wesley; Mora, Pellegrini; Malen. NAPOLI: Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Marin, Spinazzola; Anguissa, De Bruyne, McTominay; Politano, Hojlund, Lang.
La Juventus ha il suo bomber, ma per ora se lo gode la Next Gen. Durmisi si è sbloccato
La Juventus ha il suo bomber, ma per ora se lo gode la Next Gen. Durmisi si è sbloccato
Se la carenza di un uomo di spessore lì davanti è un dato di fatto in casa Juventus, non si può dire lo stesso della Next Gen. I giovani bianconeri non hanno vissuto un avvio facile nel Girone A di Serie C, ma nelle ultime gare sono tornati a muovere la classifica. In particolare nella serata di ieri la squadra di Massimo Brambilla è tornata alla vittoria, superando 2-1 il Renate ultimo. L'uomo partita è stato indubbiamente Arman Durmisi, che con una pesantissima doppietta ha trascinato i suoi al successo. Albanese classe 2008, Durmisi aveva già colpito dieci giorni fa l'Arzignano, a testimonianza di una crescita notevole. Parliamo di un profilo in grado di spaziare, ma anche con una struttura di 190 cm e con un bagaglio di dieci reti messe a segno l'anno scorso in Primavera. Ad ora appare complicato pensare ad una sua promozione tra le fila della prima squadra, ma se il ragazzo dovesse continuare sulle medie delle ultime settimane sarebbe difficile non fare valutazioni in tal senso.
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