Del Piero e Chiellini con ruoli operativi nella dirigenza Juve?

Del Piero e Chiellini con ruoli operativi nella dirigenza Juve?TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:01Editoriale
di Mirko Nicolino
John Elkann per ora conferma Scanavino e pensa a nuovi ribaltoni per il futuro, ma le cose vanno fatte per gradi: per le bandiere serve tempo

L’obiettivo immediato della Juventus è la conquista del 4° posto per salvare la stagione, i conti e programmare al meglio l’annualità 2025-2026. Per il futuro immediato, però, la proprietà, nella figura di John Elkann, vuole alzare il tasso di juventinità. Un concetto che è partito con la scelta di Igor Tudor sospinta molto dall’azionista di maggioranza nonostante la conferma di Thiago Motta da parte del suo mentore Cristiano Giuntoli.

Nella squadra, con ogni probabilità si cercherà di aumentare la percentuale di italiani in rosa per ricostruire un nocciolo duro che abbia un senso di appartenenza maggiore rispetto a quello attuale. Attenzione, però, anche alla dirigenza, perché l’attuale funzionamento della macchina non è propriamente oliato e il “governo tecnico” guida da Maurizio Scanavino e Gianluca Ferrero non potrà andare avanti a lungo. Per ora l'ad ha lasciato l'incarico in GEDI, ma il 30 giugno scadrà il Cda, che dovrebbe essere prorogato nel corso dell'assemblea di ottobre. Per quanto?

L’obiettivo di Elkann è quello di rafforzare la squadra societaria con figure di comprovata esperienza calcistica che supportino l’area tecnica. Negli ultimi giorni le voci sulla possibile sostituzione di Cristiano Giuntoli si sono sopite, con l’ex Napoli e Carpi che dovrebbe restare al suo posto (ha comunque un contratto oneroso fino al 30 giugno 2028), ma con dei contrappesi.

Si parla tanto di un direttore generale operativo e in questo senso il nome più gettonato è quello di Giorgio Chiellini, che già lavora alla Continassa. Le voci che fuggono dai corridoi della sede bianconera sostengono che, nonostante l’ex difensore abbia studiato appositamente per questi ruoli dirigenziali, in questo momento non muoia dalla voglia di accelerare il suo processo di crescita. Possibile, dunque, che una sua eventuale promozione avvenga gradualmente.

Il nome che invece infiamma la piazza è quello di Alessandro Del Piero, che è già stato in passato accostato a un  ruolo dirigenziale alla uve, ma l’ex numero 10 ha preferito dedicarsi alle sue altre attività. I cori uditi contro il Genoa erano stati preparati dalla curva giorni prima, ma al di là del piacere personale del Pinturicchio, non hanno comunque un ruolo specifico nella vicenda.  

Alex ha prima studiato da dirigente, poi ha seguito il corso da allenatore e ora gli manca solamente il master per avere i titoli e allenare qualsiasi categoria possibile e immaginabile. In questo momento storico, una figura come la sua, nel ruolo di presidente, potrebbe essere determinante, ma dovrebbe avere quei poteri effettivi in grado di incidere nell’area sportiva bianconera. Ci sono al momento le condizioni con un diesse molto forte come Giuntoli?

Un capitolo a parte merita la figura di Michel Platini, che dopo la nuova assoluzione è tornato al contrattacco delle istituzioni sportive, colpevoli di averlo sottoposto a un processo mediatico che gli ha impedito di proseguire la sua carriera quando era all’UEFA ed era indiziato di progredire ulteriormente verso la FIFA. La presidenza della Juventus potrebbe farlo rientrare nel calcio che conta da una porta secondaria e magari di prendersi sul campo quelle rivincite contro la “politica calcistica” che tanto agogna, ma di concreto oggi c’è poco o nulla.