Motta si sfoga: “Danilo? Mai avuto problemi. Basta bugie, è da vili"

Non ci sta a passare per l’uomo solo al comando che ha perso lo spogliatoio. Thiago Motta, nel lungo colloquio con Walter Veltroni sul Corriere della Sera di cui vi abbiamo riportato altri passaggi, scende in campo con tono fermo, ma senza livore, almeno per i "suoi" giocatori. A cominciare dal rapporto con i senatori: “Con Danilo ho avuto un buon rapporto. È sempre stato il nostro capitano. La concorrenza con Savona? L’ha affrontata da professionista vero, senza mai alzare la voce. E questo tipo di sfida interna, lo dico sempre, è ciò che fa crescere tutti: il singolo e la squadra.”
Il brasiliano, poi finito ai margini, non è stato un epurato, ma parte di una rifondazione necessaria: “Il nostro progetto era chiaro: ringiovanire, sia per ragioni tecniche che economiche. L’ho condiviso pienamente con la società.” Parole d’oro anche per Bremer: “Fondamentale in ogni senso. Con lui in campo sei clean sheet.”
Poi il caso Yildiz, e la smentita secca: “Mai detto che non doveva sentirsi Messi. Ha un potenziale enorme e una testa da professionista. Quando l’ho lasciato fuori, era per proteggerlo nei cali. È un 2005 con la testa da veterano.” Infine, una chiosa elegante ma dura, che sa di congedo ma anche di orgoglio per quanto costruito: “Non accetto che si cancelli tutto il lavoro fatto - e gli attacchi personali che l'allenatore ha definito vili e infondati, fatti nell’ombra -. Avevamo un progetto triennale, siamo stati interrotti a un punto dal quarto posto. I bugiardi dicano ciò che vogliono. Io guardo avanti.”
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