Brambati shock: "Ci davano farmaci come caramelle"

Massimo Brambati, ex calciatore, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha ripercorso la sua carriera e fatto rivelazioni sconvolgenti. Tra i temi trattati, il ricordo dell’amico ed ex compagno Enrico Cucchi, scomparso nel 1996 a soli 30 anni per un melanoma.
Brambati ha raccontato con amarezza il clima surreale durante il funerale di Cucchi: "Mi sembrava che molti fossero lì perché dovevano. Il dramma di Enrico l’ho vissuto da vicino, eravamo compagni di stanza sia all’Empoli che al Bari. Aveva un neo su una gamba e, a causa di un infortunio, gli fecero fare degli ultrasuoni proprio su quella parte. Il neo si trasformò in un tumore terribile". Ma l'ex difensore ha parlato anche di un altro aspetto inquietante: l’abuso di farmaci nel calcio dell’epoca. "Ci davano le pasticche di Micoren come se fossero caramelle: dicevano che miglioravano la respirazione. In un altro club, ci davano un’altra pastiglia per aumentare i riflessi". Parole forti, che riaprono il dibattito sui metodi utilizzati negli anni passati nel mondo del calcio e sulle conseguenze per la salute degli atleti.
All’epoca si parlava solo vagamente di questi abusi, nonostante molte squadre avessero delle vere e proprie farmacie in sede. Curiosamente, però, l’unico club a finire sotto processo fu la Juventus, che non aveva mai abusato di nulla ma si ritrovò vittima dei soliti media anti-bianconeri e di un sistema calcio ostile, pronto a colpirla con ogni mezzo. Ne nacque un ridicolo processo per doping che si rivelò una bolla di sapone, ma solo dopo aver infangato ingiustamente per qualche anno il nome di campioni che nulla avevano a che fare con quelle accuse.
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