Juve, quanto ti costano i fallimenti. Fuori da tutto, sono tanti i milioni lasciati per strada
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Contro l'Empoli ieri sera la Juventus ha toccato sicuramente il punto più basso di questa stagione e probabilmente anche degli ultimi anni. I bianconeri sono fuori dalla Coppa Italia, un tempo trofeo secondario ma comunque onorato, oggi parziale salva-stagione lasciato scivolare via dopo una prestazione disastrosa, e a stretto giro di posta da quella che ai bianconeri era costata la qualificazione agli ottavi di Champions contro il PSV. E il termine 'costata' non è casuale, perchè i fallimenti sportivi non portano soltanto un danno d'immagine e il rimpianto di glorie mancate, ma anche un mancato guadagno, che in una situazione economica come quella che vive il club bianconero non è da sottovalutare.
Oggi che la Juve è fuori da tutto si possono fare i conti di quanto il club ha perso uscendo dalle varie competizioni. Prima in ordine cronologico la fallimentare spedizione a Riyad, con tanto di harakiri contro il Milan, capace di ribaltare lo svantaggio iniziale grazie ad errori madornali dei bianconeri. Fuori subito e i primi 7 milioni gettati alle ortiche. Poi è stato il turno della Champions dove, tralasciando il pari con il Brugge di qualche settimana prima che in caso di vittoria avrebbe potuto raccontare tutt'altra storia, la Juve ha subito ancora una rimonta, perdendo 3-1 ad Eindhoven dopo aver battuto 2-1 il PSV a Torino. Addio all'Europa e ai suoi tanti milioni, il solo qualificarsi agli ottavi ne avrebbe garantiti 11. Infine arriviamo a ieri sera, con la banda D'Aversa che ha meritatamente passato il turno lasciando alla Juve soltanto il profumo dei potenziali 5 milioni che la coppa nazionale avrebbe garantito al club.
La somma è presto fatta, si tratta di circa 23 milioni di euro che gridano vendetta, in un club che sembra avviarsi verso l'ennesimo aumento di capitale e forse verso l'ennesima rivoluzione, ma questo non è dato sapere. Dalla società, come ormai è consuetudine, non arrivano segnali in un senso né nell'altro, per cui tutto ciò che ci resta da fare è aspettare.
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