Lascia a noi la vergogna e vattene, Motta - Le contropagelle di Marco Sanfelici

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Thiago Motta
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di Luca Cimini

JUVENTUS  -- EMPOLI  3 a 5 d.c.r.

PERIN  6  Non para niente, lascia fare al fato e tutto sommato fa la scelta giusta, dato che gli avversari buttano via la goleada.

WEAH  6  Sembra un giocatore non eccelso, ma con la dignità di chi “sente” la partita. Stasera sembra già qualcosa.

GATTI  6  Costretto a fare il “regista” da un tecnico che obbligandolo ad un gioco contro natura, tocca la vetta dell’incapacità.

KELLY  5,5  Usa forse il fisico un paio di volte e per il resto il caso la fa da padrone (LOCATELLI  6,5  Che la Juve possa fare a meno di lui è una bestemmia degna di Lautaro. Ritrovate alcune geometrie, si raddrizza la partita, ma le energie per correre a vuoto non permettono l’ultimo sussulto)

CAMBIASO  5,5  Il solito dinamismo, ma anche la solita amnesia dopo Fiorentina e Lecce, quattro punti che ci farebbero comodo ora. (ALBERTO COSTA  S.V. Gli ho letto il labiale, credetemi e diceva: chi me l’ha fatto fare… il resto non l’ho capito perché conosco poco il portoghese)

KOOPMEINERS  5  Ormai è conclamato che sul contratto che lega l’apprendista stregone alla Juventus c’è una clausola che impone la presenza di Koop “sempre”. Giuntoli ha speso 60 milioni per far battere le punizioni ed i corner a questo mistero doloroso. (YILDIZ  6  Il turchino non fa nulla di speciale, ma dà una parvenza pallida di calcio, rispetto al nulla di prima della sua entrata)

THURAM  7  Merita il goal del pareggio, perché in mezzo è l’unico a cui non va mai via la corrente. Detto fra di noi, se ogni tanto portasse meno palla forse la manovra ne gioverebbe, ma c’è, c’è sempre.

NICO GONZALEZ  4,5  Al pensiero che Commisso si stia fregando le mani, mi monta il “matto”. Dopo due minuti ha la palla per mettere la gara in discesa e la sparacchia fuori sopra la traversa come uno scolaretto che ha il terrore della maestra che lo interroga. I fischi che lo accompagnano in panchina sono pienamente meritati, anche se non si dovrebbe. (CONCEICAO  6  Altro giocatore lasciato inspiegabilmente fuori. Se si gioca con 2 punte, uno che sparigli diventa utile, ma non per il “piccolo chimico” e  suoi esperimenti)

McKENNIE  5  Qualche strappo, qualche rincorsa, qualche duello, tanta tanta fuffa e non è da lui. Certo che giocare nel disordine drammatico non è per niente agevole.

KOLO MUANI  5,5  In una cosa il mister è costante: sgonfiare i giocatori che dimostrano entusiasmo e voglia. Apparecchia il goal a Nico al 2° minuto, poi ricompare nella ripresa in mezzo ai tentativi per darsi una dignità, ma assomigliano al borotalco. Segna il suo rigore, a differenza dei compagni di attacco.

VLAHOVIC  5  La versione brutto anatroccolo. Lento e macchinoso anche sui contropiede che l’Empoli concede. A parziale discolpa ci stanno gli zero palloni che gli arrivano in 45 minuti e pochi altri. Principia la serie dei rigori sparando alto per troppa pressione (e vorrebbe 12 milioni netti all’anno…)

THIAGO MOTTA  4  Cosa ci vuole per far capire ai propri giocatori che qui si fa la Juve o si muore? Quante lauree occorrono? Si va in campo con il meglio che si ha a disposizione, quindi con Locatelli, Yildiz in mezzo e Koopmeiners in panca. Perchè se a Cagliari si tiene ad oltranza, significa che la squadra sta bene e che quel tipo di formazione ha un suo perché. Eh no, se Motta non cambia e non studia come complicare gli affari semplici, come può alla fine arrogarsi la presunzione di essere il principale artefice del trionfo? Bravo merlo, così ora si assume la responsabilità della disfatta. Prova la soluzione delle 2 punte, ma si priva della fonte del gioco. Della serie: aumento i cannoni, ma riduco la polvere da sparo. Nemmeno il genio della lampada si inventerebbe una genialata simile. Cambia i deambulanti Nico e Koop, dichiarando al mondo di avere lui sbagliato nella sera in cui è vietato farlo. Quindi è inadeguato, la Juve non è per lui e se davvero si vergognasse sinceramente, saluterebbe di sua spontanea volontà togliendo il disturbo. Siccome però chi l’ha voluto si guarda ben bene da metterci la faccia, Motta si autoesclude e resta al suo posto. Thiago Motta è il perfetto allenatore per un calcio in cui arrivare quarti vale più di vincere un trofeo, sia pure minore come la Coppa Italia. Questo è il suo calcio e glielo lascio, perché non è sicuramente il mio.

Marco Edoardo SANFELICI